Trapani, a picco il settore dell’edilizia con la riduzione degli operai del 60 per cento

Trapani, a picco il settore dell’edilizia con la riduzione degli operai del 60 per cento
20 maggio 2016

A picco il settore dell’edilizia con la riduzione degli operai del 60 per cento e con il blocco dei lavori di importanti opere pubbliche. A lanciare l’allarme sono la Fillea Cgil, la Filca Cisl e la Feneal Uil che snocciolano dati e forniscono un elenco dei cantieri che tra contenziosi e lentezze burocratiche sono fermi o non ancora avviati.

“Dal 2010 al 2015 – denunciano i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese, della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello – in provincia di Trapani è venuto meno il 60 per cento dell’occupazione. La forza lavoro che storicamente si attestava su 10.800 addetti oggi conta in tutto il territorio solo 3.800 operai. Il settore – proseguono – è al collasso e rischia di scomparire dal mercato con conseguenze catastrofiche per l’economia trapanese. Occorre che gli amministratori accelerino urgentemente l’iter per l’aggiudicazione delle gare”.

In particolare tra le opere pubbliche bloccate c’è il Museo di Gibellina, i cui lavori iniziati e poi sospesi, sono fermi da un anno perché si attende lo sblocco dei finanziamenti (tre milioni di euro) da parte della magistratura contabile. Contenzioso invece tra la società Coveco, aggiudicataria dell’appalto per i lavori del porto di Castellamare del Golfo e la Regione Siciliana.

I sindacati del comparto edile della Cgil, della Cisl e della Uil denunciano, inoltre, la lentezza con cui vengono aggiudicate le gare di appalto.

Leggi anche:  Riforma degli appalti in Sicilia, tutto da rifare

“Per la riqualificazione delle palazzine nel quartiere di San Giuliano per cui sono stati stanziati 6 milioni di euro – dicono Palmeri, Danese e Tumbarello –l’Urega ha aperto in quattro mesi solo 129 delle 235 buste presentate dalle ditte partecipanti al bando predisposto dal Comune di Erice. Una lentezza che il comparto non si può permettere”.

Intanto, sempre a Erice, nell’ambito del contratto di quartiere sono stati finanziati 7 milioni di euro

per i lavori di riqualificazione urbanistica nelle zone di Raganzili, Trentapiedi, San Giuliano e San Cusumano e per interventi di riqualificazione nelle palazzine Iacp.

“Con il ritmo tenuto dall’Urega per l’aggiudicazione delle gare di appalto – concludono – i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese, della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello –  ci chiediamo quando e se partiranno questi lavori. Il territorio trapanese, il comparto dell’edilizia e gli operai del settore e dell’indotto non possono continuare ad attendere tempi biblici per la realizzazione di importanti opere che darebbero una notevole boccata di ossigeno al settore”.

. A lanciare l’allarme sono la Fillea Cgil, la Filca Cisl e la Feneal Uil che snocciolano dati e forniscono un elenco dei cantieri che tra contenziosi e lentezze burocratiche sono fermi o non ancora avviati.

“Dal 2010 al 2015 – denunciano i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese, della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello – in provincia di Trapani è venuto meno il 60 per cento dell’occupazione. La forza lavoro che storicamente si attestava su 10.800 addetti oggi conta in tutto il territorio solo 3.800 operai. Il settore – proseguono – è al collasso e rischia di scomparire dal mercato con conseguenze catastrofiche per l’economia trapanese. Occorre che gli amministratori accelerino urgentemente l’iter per l’aggiudicazione delle gare”.

Leggi anche:  Underground election in Sicily for a new Mafia boss....

In particolare tra le opere pubbliche bloccate c’è il Museo di Gibellina, i cui lavori iniziati e poi sospesi, sono fermi da un anno perché si attende lo sblocco dei finanziamenti (tre milioni di euro) da parte della magistratura contabile. Contenzioso invece tra la società Coveco, aggiudicataria dell’appalto per i lavori del porto di Castellamare del Golfo e la Regione Siciliana.

I sindacati del comparto edile della Cgil, della Cisl e della Uil denunciano, inoltre, la lentezza con cui vengono aggiudicate le gare di appalto.

“Per la riqualificazione delle palazzine nel quartiere di San Giuliano per cui sono stati stanziati 6 milioni di euro – dicono Palmeri, Danese e Tumbarello –l’Urega ha aperto in quattro mesi solo 129 delle 235 buste presentate dalle ditte partecipanti al bando predisposto dal Comune di Erice. Una lentezza che il comparto non si può permettere”.

Intanto, sempre a Erice, nell’ambito del contratto di quartiere sono stati finanziati 7 milioni di euro

per i lavori di riqualificazione urbanistica nelle zone di Raganzili, Trentapiedi, San Giuliano e San Cusumano e per interventi di riqualificazione nelle palazzine Iacp.

“Con il ritmo tenuto dall’Urega per l’aggiudicazione delle gare di appalto – concludono – i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese, della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello –  ci chiediamo quando e se partiranno questi lavori. Il territorio trapanese, il comparto dell’edilizia e gli operai del settore e dell’indotto non possono continuare ad attendere tempi biblici per la realizzazione di importanti opere che darebbero una notevole boccata di ossigeno al settore”.

Leggi anche:  Tabella H. Adesso che succede? A rischio 135 enti e 2000 lavoratori in Sicilia


Commenti

Ha compiuto 35 anni la legge n. 646, del 416 bis, più nota come legge “Rognoni-La Torre”, sul reato di […]


La colonna infame