Blue Tongue, per la Sicilia uno status unico per favorire la commercializzazione dei bovini

Blue Tongue, per la Sicilia uno status unico per favorire la commercializzazione dei bovini
6 aprile 2017

La Regione siciliana avrà riconosciuto un unico “status sanitario di zona di protezione” indipendentemente dal numero e dalla sede dei focolai di Blue Tongue presenti. Questo significa che sarà garantita la libera circolazione degli animali da macello e da vita nell’intero territorio siciliano e che, quindi, la commercializzazione degli animali sarà più semplice.

La notizia è stata resa ufficiale dal fautore della proposta, il deputato regionale del Partito Democratico Nello Dipasquale che ha annunciato l’accoglimento da parte del ministero della salute, su interessamento del sottosegretario Faraone, della proposta avanzata dallo stesso deputato ragusano.

«Nella nostra regione – spiega  Dipasquale – la presenza di questa malattia trasmessa da insetti culicoidi, la Blue Tongue appunto, ha limitato enormemente la movimentazione degli animali creando non pochi problemi agli allevatori. Dalla prima comparsa della malattia in Sicilia, e comunque nell’ultimo decennio, gli allevatori hanno più volte rappresentato tali difficoltà alle forze politiche le quali, a causa dei vincoli e delle restrizioni imposti dalle autorità europee, non sono riuscite a dare risposte concrete in termini commerciali alla zootecnia siciliana».

“Nell’ultimo mese – dichiara ancora il parlamentare del PD – ho raccolto le lamentele degli operatori del settore, incrementate anche a causa delle più recenti e maggiormente restrittive disposizioni comunitarie, e insieme ad alcuni allevatori e al dr. Virga dell’Assessorato regionale alla Salute, abbiamo studiato una possibile soluzione che è stata sottoposta, tramite un apposito quesito, al Ministero della Salute. L’idea sarebbe quella di far attribuire alla Regione lo status di ‘zona di protezione’, senza tener conto della quantità di focolai di Blue Tongue presenti nel territorio, in modo da consentire la movimentazione del bestiame all’interno della regione stessa. Per le movimentazioni fuori Sicilia resterebbero ferme le disposizioni comunitarie e ministeriali che prevedono l’obbligo della vaccinazione relativamente alla quale l’Assessorato sta lavorando alla stesura di un apposito programma».

Questa mattina, secondo quanto riportato dal deputato del PD,  gli uffici ministeriali hanno espresso parere favorevole alla proposta accogliendo questa strategia per consentire l’applicazione flessibile delle norme vigenti e garantire, quindi, la possibilità di movimentare gli animali sensibili su tutto il territorio regionale nel rispetto di tutte le precauzioni sanitarie.



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