Call center Almaviva, a Palermo i dipendenti occupano la sede

Call center Almaviva, a Palermo i dipendenti occupano la sede
20 ottobre 2016

Nuova protesta dei dipendenti del call center Almaviva di Palermo che hanno occupato la sede di via Marcellini per dire “no alla deportazione” a Rende in provincia di Cosenza in Calabria. Occupata la sede di via Marcellini, dopo il nulla di fatto ieri al Ministero per lo Sviluppo economico sulla vertenza che riguarda i trasferimenti dei lavoratori del call center Almaviva da Palermoa Rende, i sindacati hanno organizzato due giorni di sciopero, per oggi e domani, nei siti di via Cordova e via Marcellini. E il terribile ricatto sta andando avanti, una pistola puntata sui lavoratori a basso reddito, che sono nel panico. Ma il faro è sull’azione contro le gare al massimo ribasso anche da parte della Pa: gare da cui dipende il futuro dei lavoratori, circa 80mila se si considera sia l’outbound che l’inbound (cioè sia quelli che fanno chiamate per vendere un prodotto sia quelli che vengono chiamati ad esempio per avere una informazione), informa Adnkronos. Secondo i sindacati:”Proprio i lavoratori somministrati stanno lanciando l’allarme poiché non hanno ricevuto l’ultimo stipendio che doveva essere pagato il 15 ottobre”.

“E’ il momento di decidere se seguitare ad attardarsi su politiche conservative senza speranza e logiche di stampo assistenziale – continuo ricorso agli ammortizzatori evocato dal sindacato come illusoria ricetta universale – o mettere in campo indirizzi di politica industriale, anche dolorosi se è necessario, che sappiano misurarsi con la presa d’atto di un mercato totalmente fuori equilibrio”, sostiene il manager in una nota. Siamo pronti alla trattativa costruttiva ad oltranza ma non accetteremo condizioni ricattatorie. “Se non si trova una soluzione su questa vertenza, oltre a perdere centinaia di posti di lavoro, ipotecheremo definitivamente la civiltà di questo paese”, dichiara Rosy Contorno della Uilcom, che aggiunge: “Almaviva può mantenere gli operatori dell’ex commessa Enel a Palermo come è già avvenuto con Tim e Alitalia”. La società annuncia che assumerà “ogni opportuna iniziativa a tutela della legalità, della continuità delle attività e della sicurezza delle persone che vi lavorano”.

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