Crocetta quater, ci siamo. Tra poco la nuova Giunta (che è uguale alla vecchia…)

Crocetta quater, ci siamo. Tra poco la nuova Giunta (che è uguale alla vecchia…)
3 novembre 2015

Tra poco saranno resi i nomi della quarta Giunta regionale del Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. I nomi sono ancora in alto mare, perchè le trattative continuano ancora adesso. La sensazione è che ne verrà fuori un pasticcio, anziché la giunta di alto profilo politico che Crocetta aveva in mente. E dunque, non cambierà nulla . “Questa mattina nominerò i componenti del governo regionale e, successivamente, ne darò comunicazione alla stampa” dice Crocetta.
Nei piani di Raciti e Crocetta la nuova giunta doveva essere operativa già da una decina di giorni. La vigilia in casa Pd la racconta il Giornale di Sicilia:

Per Raciti «il no di Lupo all’ingresso in giunta sta bloccando tutto. Visto che ho impostato un ragionamento di partito che vede l’impegno in giunta di tutte le prime linee. E infatti Antonello Cracolici è disponibile a entrare se ci sono anche Lupo e Gucciardi». Il segretario aggiunge che se non entrano i big «perchè qualcuno vuole avere mani libere senza assumersi responsabilità, quello che nascerà sarà un governo dei deputati e non un governo politico. E sarebbe un peccato perchè il Pd si è conquistato il ruolo di polo aggregatore, capace di allargare la maggioranza per le riforme».

A nulla, ieri, ha portato il pressing di Raciti e Crocetta su Giuseppe Lupo, cui è stato chiesto di accettare il ruolo di assessore (e lasciare la vicepresidenza Ars). Il suggerimento di Lupo è stato Anthony Barbagallo. Poi è stata la volta di Cracolici, che ha detto “no” all’ingresso in giunta. Il governatore, poi, nella tarda serata è esploso, sottolineando “l’assurdità che un rimpasto salti per il no di Lupo. Ma è assurdo anche che l’unico modo per mettere d’accordo le correnti eraaumentare da 5 a 7 gli assessori. A questo punto l’unico equilibrio si trova confermando due assessori a Faraone, due a Cracolici e uno a Lupo. Esattamente come è adesso. E immagino che verranno confermati i tecnici”.

Sempre il Giornale di Sicilia dà alcune indiscrezioni sulla nuova Giunta:

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Secondo il presidente, sia Faraone che Cracolici e Lupo sono pronti a riconfermare i tecnici uscenti: Vania Contra fatto, Bruno Marziano, Cleo Li Calzi e Antonio Purpura. Dovrebbe essere confermato anche l’ unico politico: Baldo Gucciardi alla Sanità. Crocetta però parla di 5 assessori Pd e ciò svela i piani su Alessandro Baccei, il super tecnico all’Economia suggerito da Roma «ma avvicinatosi troppo a Faraone». Il presidente non considera più quell’assessorato del Pd e si limita a dire che «è un fuori quota che mi riservo di concordare comunque con Roma».

Va giù duro il Movimento 5 Stelle: “Crocetta ha mancato anche la ricorrenza dei defunti per fare nascere un governo che è già morto in sala parto. L’armonia che ha caratterizzato la trattativa per le poltrone e la corsa degli alleati a piantare la propria bandierina nel nuovo esecutivo non lasciano spazio al benché minimo ottimismo. Il Crocetta quater sarà come e peggio dei precedenti, con l’aggravante di una situazione economica devastata da tre anni di finta rivoluzione. I siciliani stanno a guardare mentre la terra gli frana sotto i piedi (sia in senso reale che figurato). Anziché i nomi oggi è arrivato l’ennesimo ultimatum (quart’ultimatum?). Se non per il bene dell’isola Crocetta e i suoi dovrebbero farsi da parte nel disperato tentativo di salvare un brandello di reputazione. Il campionato del ridicolo ormai lo hanno ipotecato da tempo”.

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Duro anche il commento di Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, che si scaglia contro il Pd: “Mentre la Sicilia si ritrova con un governo a metà, in attesa di un Crocetta Quater che stenta a nascere, il Partito democratico sembra non accorgersi della gravità del momento, dei danni che la spregiudicata gestione amministrativa di centrosinistra ha arrecato all’economia isolana. Uno scenario imbarazzante, quello a cui assistiamo, nel quale a primeggiare è il cinismo di certa politica, interessata esclusivamente ad alimentare il proprio irrefrenabile desiderio di poltrone e potere”.



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