Erice, arrestato per corruzione il vicesindaco Angelo Catalano

Erice, arrestato per corruzione il vicesindaco Angelo Catalano
1 febbraio 2019

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nei confronti di Salvatore Angelo Catalano, assessore e vicesindaco del Comune di Erice, accusato di corruzione e abuso d’ufficio.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura delle Repubblica. L’esponente politico era stato indagato nel giugno del 2018; i reati contestati sarebbero stati commessi tra il 2016 ed il 2017.

Si tratta di uno dei filoni d’indagine su cui sta lavorando la Procura, che ha passato a setaccio, appalti e affidamenti diretti di opere pubbliche.

Intanto il sindaco di Erice Daniela Toscano, ha disposto la revoca della carica di assessore e vice sindaco a Catalano, ed ha provveduto ad affidare all’Assessore Gian Rosario Simonte l’incarico di vice sindaco, riservandosi, nel più breve tempo possibile, di procedere alla nomina del nuovo assessore per completare la composizione della Giunta. Nel contempo il Sindaco, in relazioni ai fatti odierni, ha avviato un’indagine amministrativa interna secondo i poteri conferiti dall’art. 79, comma 2 dello Statuto.

“Prendiamo atto che stamattina, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trapani, è stato posto agli arresti domiciliare l’arch. Angelo Salvatore Catalano, assessore e vice sindaco del Comune di Erice – commenta il sindaco Daniela Toscano -. A seguito del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria ho provveduto all’immediata revoca dello stesso dalla carica di assessore e vicesindaco al fine di assicurare l’azione amministrativa del Comune. Nel merito della questione non conosco i dettagli della vicenda giudiziaria, sotto il lato umano, tuttavia, non posso che essere vicino all’architetto Angelo Catalano ed alla sua famiglia. Al contempo, però, ribadisco il massimo rispetto verso l’operato della magistratura e qualora dovessero emergere delle responsabilità a carico dell’indagato, auspico il massimo rigore nella piena attuazione del principio costituzionale della legalità”.



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