Grillo “caccia” Nuti, Mannino e Di Vita E’ guerra aperta nel M5S Palermo

Grillo “caccia” Nuti, Mannino e Di Vita E’ guerra aperta nel M5S Palermo
14 aprile 2017

È caos nel Movimento 5 stelle palermitano. Da una parte gli “ortodossi” e grillini della prima ora capitanati da Nuti, dall’altra parte il nuovo gruppo che sostiene il candidato sindaco Ugo Forello. E a gettare acqua sul fuoco (o benzina dipende dai punti di vista) ci pensa Beppe Grillo.

Tutto comincia questa mattina con l’intervista rilasciata da Riccardo Nuti al Corriere della Sera. Il deputato pentastellato, indagato insieme ad altri 14 per il caso firme false a Palermo, parla prima di complotto ai suoi danni organizzato “da chi ha lavorato alla designazione dell’attuale candidato a sindaco di Palermo Ugo Forello” e poi attacca direttamente il fondatore e leader del Movimento. “Non abbiamo nulla da dire a Beppe Grillo, se non quello che gli abbiamo sempre detto e che lui non sente”.

Nuti (evidentemente non contento dell’intervista) firma poi un comunicato stampa con le deputate nazionali Giulia Di Vita e Claudia Mannino (anche loro indagate) in cui chiede l’espulsione dal Movimento 5stelle dei deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio. Motivo? I due hanno ammesso in Procura di aver falsicato le firme, dunque non posso stare nel movimento.

Apriti cielo. “Ma quale montatura ben organizzata? Da Riccardo Nuti c’è solo una avvilente mistificazione della realtà. Continuando ad attaccare il candidato sindaco di Palermo del M5S Ugo Forello non si fa che lederne l’immagine”. – risponde Claudia La Rocca.

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Ultimo atto (forse) il post di Grillo. Sulla sua pagina Facebook il comico genovese scarica di tre indagati (Nuti, Mannino e Di Vita). “In seguito alle dichiarazioni dei portavoce sospesi dal MoVimento 5 Stelle Nuti, Mannino e Di Vita riportate dai giornali, in cui viene attaccato il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Palermo e in cui vengono fatte considerazioni sulla magistratura che non coincidono con i nostri principi, verrà chiesto ai probiviri di valutare nuove sanzioni oltre a quelle già applicate”.

Insomma a Palermo la guerra continua. E avrà riflessi crediamo in tutto il Movimento. Siamo solo all’inizio.

 



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