In Sicilia la tassa sui rifiuti più alta d’Italia

In Sicilia la tassa sui rifiuti più alta d’Italia
27 novembre 2018

La Sicilia, dopo la Campania, è in testa alla classifica delle regioni con la tassa sui rifiuti più esosa (costo medio a famiglia di 399 euro a famiglia), mentre è Trapani, tra le città italiana (571 euro al mese), dove la tassa sui rifiuti pesa più che altrove sui bilanci familiari. Il dato emerge dal report dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe per il 2018 elaborato da Cittadinanzattiva

E’ di 302 euro in media nel 2018 la tassa dei rifiuti nel nostro Paese, con differenze territoriali molto marcate. Tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%.

Analizzando le tariffe a livello regionale, si evidenzia un aumento in ben 10 regioni, con la Basilicata che registra l’incremento più elevato (+13,5% nella sola città di Matera) e una diminuzione in 6 regioni, in particolare in Molise (-4,9%) e in Trentino Alto Adige (-4,5%). A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro). Il Trentino Alto Adige si conferma la regione più economica, con una tassa rifiuti media di 188 euro, la Campania la più costosa con 422 euro annuali.

Confrontando i singoli capoluoghi di provincia, Belluno, seppur con un piccolo incremento, si conferma la città più economica (153 euro all’anno), mentre a Trapani, che registra un aumento del 49% rispetto all’anno passato, spetta il primato di più costosa (571 euro).

E’ questo il quadro che emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva  che per l’undicesimo anno consecutivo ha realizzato un’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia, prendendo come riferimento nel 2018 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. 

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Ancora una volta la nostra indagine restituisce la fotografia di un paese con marcate differenze territoriali in termini di produzione di rifiuti, raccolta differenziata e costi sostenuti dalla cittadinanza. I nostri dati concordano con l’indagine Istat secondo la quale il 70% delle famiglie italiane ritiene eccessiva la spesa per la raccolta dei rifiuti, percentuale che supera l’80% relativamente alle regioni del Sud e le Isole”, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “In un’epoca in cui si parla diffusamente di sostenibilità e promozione dell’economia circolare in ottica di contenimento degli sprechi, per noi soggetti della società civile è indispensabile promuovere comportamenti consapevoli e responsabili nella cittadinanza. Altrettanto indispensabile è che i soggetti che organizzano e gestiscono localmente i servizi di raccolta, lo facciano in modo realmente rispondente alle esigenze del territorio. Le famiglie italiane, quale incentivo ad una migliore partecipazione alla raccolta differenziata, richiedono maggiori informazioni su come separare i rifiuti, Centri di raccolta per i rifiuti riciclabili e compostabili più efficienti e più numerosi, detrazioni e agevolazioni fiscali o tariffarie per chi effettua regolarmente la differenziata”.

Rifiuti: il costo nelle Regioni

Regione20182017Variazione 2018/2017
Abruzzo€ 320€ 3113,1%
Basilicata€ 269€ 23713,5%
Calabria€ 296€ 2960,0%
Campania€ 422€ 4181,0%
Emilia R.€ 278€ 2770,4%
Friuli V.G.€ 221€ 223-0,5%
Lazio€ 332€ 3320,0%
Liguria€ 323€ 326-0,9%
Lombardia€ 236€ 2331,6%
Marche€ 238€ 2351,2%
Molise€ 219€ 230-4,9%
Piemonte€ 279€ 2780,5%
Puglia€ 373€ 3671,8%
Sardegna€ 353€ 363-2,7%
Sicilia€ 399€ 3912,2%
Toscana€ 322€ 329-1,9%
Trentino€ 188€ 197-4,5%
Umbria€ 301€ 2952,1%
Valle d’Aosta€ 281€ 288-2,4%
Veneto€ 236€ 2350,3%
Italia 302 3010,5%
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Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2018

Le dieci città più costose, con una spesa annua che supera i 400 euro, sono tutte collocate al sud, mentre nella top ten delle più economiche solo due sono meridionali, ossia Vibo Valentia e Isernia.

Rifiuti: le città più costoseRifiuti: le città più economiche
Trapani€ 571Belluno€ 153
Cagliari€ 514Udine€ 160
Salerno€ 468Vibo V.€ 181
Trani€ 461Brescia€ 182
Benevento€ 460Bolzano€ 182
Reggio Calabria€ 456Pordenone€ 183
Napoli€ 446Isernia€ 185
Siracusa€ 442Verona€ 193
Catania€ 435Trento€ 195
Ragusa€ 427Cremona€ 195

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2018

Secondo il rapporto Rifiuti urbani 2017 dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) in Italia nel 2016 sono state prodotte 30,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente. La Regione che ha una produzione pro capite di rifiuti urbani più alta è l’Emilia Romagna (653 Kg l’anno) mentre la più bassa è la Basilicata (354 Kg).

La maggioranza dei rifiuti urbani in Italia è prodotta nel nord (47%) seguito dal sud con il 31% e infine dal centro (22%). L’incremento più alto della produzione pro capite rispetto alla precedente rilevazione è quello registrato nel Veneto (+9,2%) mentre in Liguria si assiste alla diminuzione più significativa (-2,7%).

Buone notizie per la raccolta differenziata: nel 2016 (ultimo anno disponibile) secondo dati ISPRA,  siamo arrivati a livello nazionale al 52,5% (+5% rispetto al 2015), mentre un quarto dei rifiuti finisce in discarica. La differenziata aumenta in tutte le Regioni; le più virtuose sono Veneto e Trentino Alto Adige con oltre il 70%, Lombardia e Friuli Venezia Giulia con poco meno del 70%. Le regioni fanalino di coda sono invece la Sicilia, l’unica a non raggiungere la soglia del 20%, e il Molise (28%). In Calabria e Basilicata invece è aumentata di oltre l’8% la percentuale di raccolta differenziata.

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Da una indagine Istat di luglio 2018, risulta che, per incrementare e migliorare la raccolta differenziata, oltre il 90% delle famiglie vorrebbe maggiori informazioni su come differenziare i rifiuti, nonché centri di riciclo e compostaggio più numerosi ed efficienti; oltre l’80% chiede detrazioni o agevolazioni fiscali e tariffarie, già esistenti in alcune aree del Paese.

“Siamo la terra dei paradossi, In Sicilia il costo dei rifiuti è il più alto d’Italia dopo la Campania, ma il servizio è tra i peggiori di tutto il Paese e il governo continua a non sapere che pesci prendere – affermano i deputati del M5S all’Ars commentando i dati dell’ultimo rapporto di Cittadinanza attiva che fotografa il costo della tassa sui rifiuti nelle regioni e nelle città italiane.

“Ogni tanto la Sicilia primeggia in qualcosa  – afferma la capogruppo Valentina Zafarana  – peccato che questo qualcosa spesso sia negativo, come in questo caso. Per quello che paghiamo la tassa sui rifiuti – dice – dovremmo avere strade come la Svizzera  e invece certi angoli cittadini sembrano succursali di discariche. E in tutto questo il governo sembra avere perso la bussola, sempre che l’abbia mai avuta”.

“È inammissibile – afferma il deputato Giampiero Trizzino –  che a Trapani si debba pagare quasi 4 volte di quanto si paga a Belluno. Eppure fino a quando non ci sarà una strategia regionale, i sindaci non avranno alcuna possibilità di programmare la gestione dei rifiuti prodotta dai loro Comuni. Dopo un anno dal suo insediamento, Musumeci non ha dato alla Sicilia né una Legge di riforma, né un Piano generale. Senza questi due strumenti non abbiamo alcuna speranza di fare passi in avanti”.  



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