In Sicilia sono state confiscate alla criminalità organizzata ben 1.148 aziende

In Sicilia sono state confiscate alla criminalità organizzata ben 1.148 aziende
3 novembre 2015

In Sicilia sono state confiscate alla  criminalità organizzata ben 1.148 aziende nate spesso anche grazie  alle attività di estorsione e racket nei confronti degli imprenditori  onesti che sono stati costretti a lasciare l’attività. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla rivolta nei confronti dei soprusi degli imprenditori a Bagheria, sulla base dei dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e  confiscati alla criminalità organizzata al 30 settembre 2015.

In Sicilia si trova ben il 36% dei beni sequestrati e confiscati alla  malavita che – sottolinea la Coldiretti – ha trovato terreno fertile  per investire nelle attività economiche indebolite dalla crisi.  L’agroalimentare è un settore particolarmente colpito con il business  dell’agromafia che ha raggiunto i 15,4 miliardi di euro nel 2014  secondo il rapporto elaborato da Coldiretti, Osservatorio sulla  criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” e  Eurispes.

“Attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli,  abigeato, pizzo, imposizione di manodopera o di servizi di trasporto,  guardiania alle aziende agricole o il racket si compromette – continua la Coldiretti – la libertà di impresa e la libera concorrenza nel  settore con passaggi di proprietà, rincari anomali e distorsioni  commerciali”.

“E’ ormai sotto gli occhi di tutti un vero e proprio cambiamento culturale nell’imprenditoria siciliana, che si ribella al pizzo in  maniera palese e chiara, permettendo in questo caso alla forze  dell’ordine di mettere a segno un’importantissima operazione contro la mafia” afferma Alessandro Chiarelli, presidente Coldiretti Sicilia.

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“E’ chiaro che il problema non può certo dirsi risolto ma il coraggio di trentasei imprenditori che si sono ribellati e hanno detto no ai  soprusi – prosegue Chiarelli – rappresenta un segnale importante,  poiché oggi c’è finalmente chi dice no. Coldiretti Sicilia non può che plaudire al coraggio mostrato ed esorta tutte le sue aziende associate a tutti i livelli a seguirne l’esempio, denunciando, senza se e senza  ma, nel caso si dovessero trovare a subire estorsioni, soprusi,  vessazioni da parte di un tessuto mafioso che purtroppo ancora oggi  esiste”.



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