La Sicilia non ha più banche, il sistema creditizio è in crisi

La Sicilia non ha più banche, il sistema creditizio è in crisi
23 novembre 2016

A parte due casi sporadici la Sicilia non ha più banche e l’intero sistema creditizio sta vivendo un momento di grande crisi oltre che di oggettiva trasformazione rispetto al mondo che cambia e alla globalizzazione che è ormai un dato di fatto. Si parlato di sistema del credito a medio termine, questa mattina, a Palazzo Steri, nell’ambito delle iniziative della IX edizione de Le Giornate dell’Economia del mezzogiorno. Presenti, tra gli altri, il professore Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella, Ettore Sanfilippo, responsabile area Organizzazione Irfis FinSicilia, Patrizia Milito, responsaibile area commerciale Irfis FinSicilia, il professore Vincenzo Provenzano, il professore emerito dell’Università Politecnica delle Marche Piero Alessandrini, il professore Adam Asmundo, chief economist Fondazione Res.
Oggi Irfis FinSicilia è un intermediario finanziario operante sul mercato, pronto a raccoglirne le sfide rappresentate dall’offerta di prodotti finanziari tradizionali e innovativi alle imprese, utili ed adeguati al reale bisogno del tessuto economico siciliano. Piena operatività, chiarezza giuridica, finanziaria e di ruolo della società, che opera da oltre 50 anni sul e per il territorio siciliano, con i propri bilanci storicamente in attivo. Con la legge finanziaria del marzo di quest’anno si è confermata la natura di IrfisFinSicilia quale intermediario finanziario, controllato da banca d’Italia, e dunque l’istituto si conferma quale strumento integrativo per l’accesso al credito in Sicilia.
“Le banche siciliane sono state distrutte, a parte la Banca Popolare Sant’Angelo e la Popolare di Ragusa, che lavorano in house, tutte le altre sono state date via, la realtà la conosciamo tutti – ha sottolineato il professore Pietro Busetta -. Quelle che abbiamo sul territorio e che riportano il nome Sicilia, di Sicilia hanno poco e niente. Speravamo che la situazione potesse cambiare e invece non è cambiato nulla. Il sistema creditizio ha bisogno di grandi, medie e piccole aziende. Oggi bisogna ripensare al credito in Sicilia per consentire al sistema delle aziende di poter continuare ad avere accesso al credito per un sostegno concreto e efficace”.
“Abbiamo individuato nuove direttive di azione per venire incontro alle imprese con particolare riferimento a quelle agricole, a quelle che si occupano di turismo e alle start-up, assi fondamentali per la nostra economia legata al territorio – ha spiegato Patrizia Milito, responsabile area commerciale Irfis -. Ma qualsiasi nuova impresa che chiede a Irfis informazioni troverà anche un sostegno efficace attraverso lo strumento finanziario più adatto alla propria esigenza e al proprio settore”.
“È evidente – ha sottolineato Piero Alessandrini, professore emerito Università Politecnica delle Marche – che il sistema delle banche è in crisi e non parlo soltanto delle banche del Mezzogiorno, ma anche di quelle del Centro-nord. Con la nuova grande crisi abbiamo avuto una forte instabilità che è stata portata non dalle banche commerciali ma dalle grandi banche finanziarie”.
In tutti questi anni di crisi il “cluster” di popolazione che ha subito i maggiori effetti è quella dei giovani maschi che hanno visto crescere di 8 punti percentuali il loro tasso di disoccupazione, rispetto a quello femminile che è cresciuto di soli 2 punti percentuali. Lo ha detto Alessia Lipocelli, responsabile per l’indagine continua sulle forze di lavoro dell’Istat nell’incontro dal titolo Fonti Statistiche e amministrative per la lettura dekl mercato del lavoro in Sicilia, organizzato dall’ufficio territoriale Istat ed in particolare dal direttore Francesca Abate. L’incontro ha avuto come tema centrale l’organizzazione e l’unificazione di tutte quelle statistiche di fonte censuaria, campionaria e amministrativa che forniscono indicazioni sull’andamento del mercato del lavoro. Tra gli interventi, anche quello del direttore della sede regionale di Sicilia dell’Inps Maria Sciarrino che, nel fornire indicazioni su come l’Inps perviene alla determinazioni di dati sul mercato del lavoro, ha evidenziato come circa 500.000 ore lavorative del personale Inps della Sicilia, rispetto al totale di 1.500.000 di ore complessive lavorate da tutto il personale Inps della Sicilia sono state dedicate a Programmi di sostegno al reddito. Il professore Erasmo Vassallo dell’Università di Palermo ha messo in relazione i tassi del mercato del lavoro con alcuni indicatori di fiducia. I dati mostrano che dove la popolazione mostra una fiducia bassa sia verso gli altri che versano le istituzioni pubbliche si registrano alti tassi di disoccupazione e bassi tassi di occupazione. Esiste quindi una relazione diretta tra fiducia e andamento del mercato del lavoro, dove vi è alta fiducia vi sono i tassi di occupazione più alti e viceversa.

IL PROGRAMMA DI MERCOLEDI’ 23 NOVEMBRE. A Palermo si comincia alle 10 al Polo Didattico, Aula 6 – Edificio 19 (viale delle Scienze) con un tema di grandissima attualità “Conoscere e governare l’immigrazione”. Saluti di Fabrizio Micari, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Antonello Miranda, Università degli Studi di Palermo, Francesca Abate, dirigente Ufficio Territoriale per la Sicilia Istat. Apertura dei lavori, Roberto Foderà, Ufficio territoriale per la Sicilia Istat. Ore 10.30 “Le Misure dell’immigrazione” con gli interventi di Corrado Bonifazi, Istituto di ricerche sulla popolazione e le Politiche sociali Cnr, “Cittadini Non Comunitari In Italia E In Sicilia: Quali Novità?”, Cinzia Conti, direzione centrale delle Statistiche Socio-Demografiche e Ambientale Istat, “L’Italia nel contesto migratorio internazionale”. A seguire tavola rotonda coordina Carla Monteleone, Università degli Studi di Palermo. Interventi di Marco Bertotto, head of Public Awareness Medici Senza Frontiere, Rita Duca, Antitrafficking Field Expert Iom, Delfina Nunes, presidente Consulta delle Culture Palermo, Farhat Ben Soussi, console di Tunisia a Palermo. Conclusioni di Corrado Bonifazi, Istituto Di Ricerche Sulla Popolazione E Le Politiche Sociali Cnr.
Sempre di mattina, alle 10, nel Polo Universitario di Agrigento (via Quartararo 6) si discute su “L’utilizzo dei Beni culturali quali “drivers” per lo sviluppo economico”. Ore 10.30 Apertura dei Lavori del professore Pietro Busetta, presidente Fondazione Curella. Introduce e coordina il professore Gaetano Armao, presidente Consorzio Universitario Provincia Di Agrigento – Università Degli Studi Di Palermo. Tavola Rotonda con Antonio Cognata, Università degli Studi di Palermo, Giuseppe Parello, direttore Ente Parco Valle Dei Templi Agrigent, Filippo Salvia, Università Degli Studi Di Palermo, Giuseppe Taibi, capo delegazione Fai Agrigento. Interviene Carlo Vermiglio, assessore regionale Beni Culturali e dell’Identità siciliana. Nel corso della sessione verrà intitolato l’intero plesso del Polo didattico di Agrigento al professore Ignazio Melisenda Giambertoni, già rettore dell’Università di Palermo.

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