Le tre proposte Cisl per lo sviluppo dell’Isola

Le tre proposte Cisl per lo sviluppo dell’Isola
20 novembre 2012
Una “white list” in convenzione con la Dia, delle imprese “certificate” a cui la pubblica amministrazione, “in forza della tracciabilità economica, finanziaria e contributiva delle proprie attività”, potrà dare appalti, concessioni, contributi. Il risanamento rigoroso del bilancio della Regione attraverso un piano finanziario, annuale e triennale. “L’offerta” agli investitori regionali ed extraregionali, mediante politiche di incentivazione e marketing istituzionale che facciano pure leva sui fondi Ue, di “aree, capannoni, interi settori come il turismo e i beni culturali”. Sono i tre pilastri su cui, secondo la Cisl Sicilia che stamani ha riunito a Palermo i 200 componenti del consiglio generale regionale, dovrà incentrarsi il “patto sociale d’emergenza” contro la crisi e per lo sviluppo, per il quale il sindacato guidato nell’Isola da Maurizio Bernava chiede al neo-presidente della Regione, Rosario Crocetta, un “segnale forte, già nei prossimi giorni”. “Noi – ripete Bernava presente Maurizio Petriccioli, della segreteria confederale nazionale – offriamo la nostra disponibilità a sederci al tavolo”. Anzi, “riteniamo che al tavolo debbano sedersi, assieme al governo e ai rappresentanti degli enti locali, tutte le forze economiche e sociali portatrici di una cultura di ricostruzione civile”. Per la Cisl, la Sicilia è letteralmente al bivio: “il trend attuale – sostiene il sindacato – entro il 2014 porterà la Regione tecnicamente al default”. E questo è la riprova che “ad essere fallito, ad essere stato condannato dalla storia, è il modello economico, sociale, culturale, etico e politico sul quale negli ultimi decenni la Regione è stata governata e che è incentrato sulla gestione miope, scellerata, clientelare delle risorse e della cosa pubblica”. Il patto sociale che la Cisl propone, è espressione di un altro modello etico e politico, rimarca Bernava richiamando quell’idea di “società costruita sugli investimenti produttivi, lontana anni luce dalla logica degli sprechi e della distribuzione a pioggia delle risorse, che è stata anche alla base, nei mesi scorsi, della mobilitazione congiunta, in Sicilia, di sindacati e imprese”. Anche da qui scaturisce la critica cislina sul tema delle partecipate. Serve un “investimento sulla verità”, insiste il sindacato, e servono piani di ristrutturazione, riorganizzazione e riequilibrio finanziario. Per la Cisl, la questione va affrontata assieme da Regione, governo nazionale, enti locali e forze sociali, a un “tavolo ministeriale unificato” in cui mettere a punto un accordo-quadro da collegare ai necessari piani di ristrutturazione”.
Leggi anche:  Cisl Sicilia propone un patto per le emergenze all'Ars prima delle dimissioni di Crocetta
Il consiglio generale ha anche lanciato la sfida di “una radicale riorganizzazione interna nel segno della partecipazione e del trasferimento del baricentro dell’associazione, verso le aziende e il territorio”. Così, le Unioni provinciali cisline, entro il congresso regionale dell’aprile 2013, dovranno assicurare, mediante l’individuazione di nuove “zone”, “un diffuso radicamento e uno strutturato presidio territoriale”. Inoltre, sempre entro il congresso dovrà essere completata l’integrazione tra sedi provinciali avviata qualche settimana fa e da cui scaturirà il nuovo assetto territoriale della Cisl, nell’Isola. Le cinque nuove Unioni territoriali, saranno: Palermo e Trapani; Agrigento, Caltanissetta e Enna; Ragusa e Siracusa. E poi Messina e Catania.
A tirare le conclusioni del parlamentino sindacale, Petriccioli per il quale l’accordo per la produttività in discussione in questi giorni a Roma, segna una svolta. “Il premier Monti ci ha convocati domani – annuncia Petriccioli – lì, in quella sede, a palazzo Chigi, firmeremo l’intesa che punta a dare più salario ai lavoratori attraverso “l’incentivazione, con una mera cedolare secca del 10%, del secondo livello della contrattazione”.


Commenti

La colonna infame