Mafia del dopo Riina, arrestate 28 persone a Palermo: in cella il ‘re’ del riciclaggio

Mafia del dopo Riina, arrestate 28 persone a Palermo: in cella il ‘re’ del riciclaggio
16 luglio 2018

La Guardia di Finanza sta eseguendo 24 arresti nell’ambito di una inchiesta sulle cosche mafiose palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo. Per 19 indagati è stato disposto il divieto di dimora. Quattro gli arresti domiciliari: tra questi un noto penalista palermitano. L’indagine ha portato alla luce il ruolo di Giuseppe Corona, boss emergente nei nuovi assetti di Cosa nostra orfana di Salvatore Riina, capace di riciclare fiumi di denaro.

Il nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza sta inoltre eseguendo decine di perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro. Il penalista finito agli arresti domiciliari è Nico Riccobene. L’indagine è stata coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai pm Roberto Tartaglia, Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Siro De Flammineis. 

Fiumi di soldi sporchi guadagnati con il traffico di droga sono passati per le sue mani, il “re” del riciclaggio, capace di ripulire denaro illegale e reinvestirlo in una attività lecita. E’ Giuseppe Corona il personaggio chiave dell’ultima inchiesta della Dda di Palermo.

L’indagine fotografa la mafia del dopo Riina, una mafia in cerca di equilibri, nuovi capi e nuovi business. Corona non è un insospettabile. Il suo nome spunta negli atti di un’inchiesta che, l’anno scorso, portò in carcere i vertici del clan mafioso di Resuttana da sempre guidato dai boss stragisti della famiglia Madonia. Condannato a 17 anni per un omicidio commesso dopo una banale lite per la restituzione di un braccialetto, figlio di un mafioso assassinato, di lui il capomafia Gregorio Palazzotto diceva “é mio fratello”. I Madonia gli avrebbero affidato il loro tesoro, tanti soldi da ripulire, e le scommesse dell’ippodromo, poi sequestrato per mafia. Bar, tabacchi, immobili, Corona negli anni ha fatto molti investimenti. Col denaro delle cosche, secondo i pm.

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Gli indagati sono: Raffaele Favaloro, 52 anni, Giuseppe Corona, 50 anni, Maurizio Caponetto, 43 anni, Vito Virzì, 47 anni, Stefano Madonia, 45 anni, Loredana Ruffino, 45 anni, Rosa Madonia, 50 anni, Luigi Miceli, 29 anni, Alessandro Bronte, 33 anni, Gianpiero Giannotta, 23 anni, Domenico Lo Iacono, 43 anni, Calogero Leandro Naso, 24 anni, Carmelo Naso, 27 anni, Salvatore Buccheri, 26 anni, Giuseppe Giurintano, 35 anni, Salvatore Salamone, 42 anni, Gioacchino Salamone, 55 anni, Giuseppe Salamone, 56 anni, Giuseppe Salamone, 50 anni, Gregorio Palazzotto, 41 anni, Sandro Diele, 46 anni, Claudio Demma, 56 anni, Paolo Lo Iacono, 51 anni, Croce Siragusa, 48 anni. Ai domiciliari sono: Nicolò Riccobene, 74 anni, Michele Siracusa, 74 anni, Giuseppe Mandarano, 75 anni, Antonino Salerno, 33 anni. Il divieto di dimora a Palermo è scattato per Rosario Armetta, 55 anni, Pasquale Fantaci, 44 anni, Giuseppe Abbagnato, 56 anni, Francesco Paolo Trapani, 21 anni, Massimiliano Cocco, 49 anni, Salvatore Giglio, 59 anni, Giuseppe Pecoraro, 44 anni, Giosuè Lo Piccolo, 42 anni, Giovanni Russo, 32 anni, Aurelio Perrino, 72 anni, Salvatore Calabrese, 44 anni, Aldo Calandra, 35 anni, Francesco Calandra, 58 anni, Giuseppe Tarantino, 48 anni, Domenico Milazzo, 75 anni, Emanuela Milazzo, 51 anni, Roberto Bonaccorso, 47 anni, Maria Laura Bonaccorso, 48 anni, Salvatore Sanfratello, 62 anni.



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