Maxi frode su gasolio agricolo nel Trapanese: coinvolte 50 imprese

Maxi frode su gasolio agricolo nel Trapanese: coinvolte 50 imprese
16 agosto 2018

Tonnellate di carburanti consumati in frode, oltre 50 le imprese coinvolte. I denunciati rischiano fino a 5 anni di reclusione e sanzioni pecuniarie fino a dieci volte l’imposta evasa.

Fiumi di gasolio a 90 centesimi per i “furbetti” del rifornimento “facile”. Un prezzo sicuramente allettante se confrontato con quello alla pompa che oggi si aggira intorno ad 1,5 euro/litro. Ora rischiano sanzioni per un valore complessivo pari ad oltre mezzo milione di euro.

La Guardia di Finanza di Castelvetrano ha messo a segno un importante servizio volto al contrasto alle frodi nel settore dei carburanti. L’articolata operazione, denominata “Ulisse”, trae origine da una analisi di rischio condotta attraverso le banche dati in uso al Corpo, le cui risultanze sono state “incrociate” con i dati trasmessi periodicamente alla Guardia di Finanza dall’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Trapani.

I finanzieri hanno passato al setaccio le imprese agricole di 8 Comuni in provincia di Trapani rilevando gravi incongruenze tra i dati presenti nei registri delle imprese e quelli forniti dagli stessi imprenditori alla Regione Siciliana. Le Fiamme Gialle, dopo aver esaminato i fascicoli aziendali delle imprese agricole e le relative posizioni alla Camera di Commercio, hanno svelato un collaudato sistema di frode perpetrato da oltre 50 imprese le quali, attraverso numeri di registrazione inesistenti o riconducibili a soggetti cessati, hanno falsamente attestato alla Regione Siciliana di essere pienamente operative e regolarmente iscritte al registro delle imprese agricole.

Tra queste sono state individuate imprese prive di iscrizione alla Camera di Commercio da oltre 15 anni, partite IVA cessate da oltre 8 anni e evasori “totali” sin dal 2003. Emblematico il caso di una ditta individuale cancellata d’ufficio dalla Camera di Commercio per “sopravvenuta mancanza dei requisiti di impresa” la quale, nonostante ciò, avrebbe consumato in frode oltre 7 quintali di carburanti rigorosamente acquistati a prezzi agevolati. Nel complesso 48 sono i “furbetti” finiti nel mirino degli investigatori e segnalati alla Procura della Repubblica per i reati di falso, truffa ai danni dello Stato e sottrazione al pagamento dell’accisa su un quantitativo complessivo di carburante pari ad oltre 111.000 litri.

Per 25 di loro è scattata anche l’aggravante prevista dal Testo Unico Accise per chi sottrae all’accertamento quantitativi di carburante superiore a 2.000 Kilogrammi. In questo caso la pena della reclusione sale da 3 a 5 anni. L’attività di servizio in parola conferma il fondamentale ruolo di polizia economico-finanziaria svolto dalla Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti di prodotti petroliferi, a tutela dei legittimi interessi economici e finanziari delle imprese e dei cittadini rispettosi delle regole.



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