Meloni a Palermo: “Mi aspettavo più coraggio da Musumeci”

Meloni a Palermo: “Mi aspettavo più coraggio da Musumeci”
7 marzo 2019

“Ho letto di una posizione di neutralità di Musumeci che francamente non comprendo a meno che non si dettata da una difficoltà di mantenere compatta la maggioranza. Io sarei stata più coraggiosa francamente. Sicuramente è un elemento di chiarezza per i siciliani che così sapranno che alle prossime europee se vogliono votare a destra la scelta sarà per noi”. Così Giorgia Meloni ai cronisti che le chiedevano della decisione del governatore della Sicilia Nello Musumeci di procedere ad un accordo fra il suo movimento, Diventerà Bellissima, e FdI. Presente anche il senatore catanese Raffaele Stancanelli e la deputata palermitana Carolina Varchi.

E sul Governo regionale la leader di Fratelli d’Italia offre un giudizio positivo. “Musumeci ha trovato una realtà molto complessa ed ha avuto bisogno di molto tempo per cercare almeno di riorganizzare la macchina. Ci sono dei lati positivi come la spesa dei fondi Ue che segnala una discontinuità con il passato e credo che si possa fare più e meglio”.

La leader di Fratelli d’Italia era in città per presentare il nuovo gruppo consiliare del partito a Sala delle Lapidi. A farne parte saranno Mimmo Russo, eletto nella lista Palermo 2022 a sostegno del sindaco, ma poi passato all’opposizione, e Francesco Scarpinato, che sarà il capogruppo, il più votato nella lista Democratici e Popolari, che univa Pd ed NCD, alle ultime elezioni amministrative. Il gruppo è stata presentato ufficialmente questa mattina. Con Scarpinato aderiranno anche alcuni consiglieri di circoscrizione. “Vogliamo allargare ed ampliare i nostri confini per costruire una seconda forza del centrodestra, alleata ma distinta dalla Lega – prosegue la Meloni -. La presenza di un nostro gruppo consiliare è motivo di particolare vanto soprattutto per l’importanza che Palermo ha nello scacchiere nazionale”. “Palermo è una città dalle grandi potenzialità – afferma – ma l’ho trovata sostanzialmente abbandonata, una città che può pretendere molto di più. Le proposte che sono state fatte dalle realtà che oggi scelgono di partecipare all’esperienza di Fratelli d’Italia avrebbe potuto dare una mano. Di fatto mi pare ci sia poco e del resto noi abbiamo notizia del sindaco Orlando solamente per il suo disperato tentativo di lanciarsi alla ribalta nazionale. Dei problemi dei palermitani risolti non abbiamo notizie”. 

Bocciato su tutta la linea il sindaco Leoluca Orlando. “Vorrei consigliargli di candidarsi come sindaco di Tripoli, prenderà un sacco di voti. Come tanti altri sindaci del Pd si è occupato prevalentemente dei diritti degli africani, molto più di quanto non sia riuscito a fare con quelli dei palermitani. A Palermo non si può ricandidare ma se lo fosse non credo che sarebbe rieletto. A Tripoli, invece, può avere qualche chance”. 

 



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