Poste Italiane, cambia l'organizzazione in Sicilia. La posta arriva ogni due giorni

Poste Italiane, cambia l'organizzazione in Sicilia. La posta arriva ogni due giorni
22 febbraio 2016

È partita la sperimentazione della nuova organizzazione di recapito della corrispondenza varata da Poste Italiane. La Sicilia, insieme all’Emilia Romagna, è stata scelta come regione pilota per verificare la funzionalità del nuovo sistema: la posta arriverà nelle case dei siciliani a giorni alterni.

«Si tratta della quarta ristrutturazione aziendale in dieci anni – spiega Gisella Schillaci, della Cisl Slp – dovuta sia al calo dei volumi che all’accelerazione delle dinamiche del mercato postale, nonché all’evoluzione tecnologica che sta digitalizzando il cartaceo». A Catania e Palermo la riorganizzazione dovrebbe partire tra marzo e aprile, ma è tutto subordinato dall’approvazione della legge sulla riforma delle province. A prevedere la riorganizzazione è anche l’Agcom. «La consegna giornaliera sarà garantita solo per alcuni prodotti: la posta prioritaria, i quotidiani, le raccomandate e gli atti giudiziari».

Con la nuova sperimentazione su tutto il territorio siciliano è previsto un totale di circa mille lavoratori in eccedenza. «Abbiamo accettato questa strada – prosegue la sindacalista – perché era il male minore e soprattutto l’azienda ha garantito il mantenimento dei posti di lavoro. I portalettere in eccedenza dovrebbero rimpolpare gli addetti al pubblico negli uffici postali. Si sta pensando anche ad attivare un fondo di solidarietà per favorire il prepensionamento o l’esodo incentivato che consenta a chi sceglie di lasciare il lavoro di avere a disposizione una quota di denaro che gli permetta di arrivare all’età pensionabile».

Leggi anche:  Gli assessori disobbedienti rispondono picche all'invito a dimettersi

Diverse sono tuttavia le criticità rilevate da Cisl Poste per la mancanza di un numero adeguato che possa sostenere la nuova organizzazione interna nello smistamento della corrispondenza. «I sacrifici – conclude la segretaria provinciale della Cisl Poste – non hanno mai spaventato i lavoratori postali che hanno a cuore le sorti di Poste Italiane ma non saranno sufficienti se anche l’azienda non farà quello che è di sua competenza. A rispettare le regole devono essere entrambe le parti».



Commenti

La colonna infame