Catania, l’associazione antimafia Rita Atria denuncia il sottosegretario Candiani

Catania, l’associazione antimafia Rita Atria denuncia il sottosegretario Candiani
17 luglio 2018

L’associazione antimafia Rita Atria denuncia il sottosegretario all’Interno della Lega, Stefano Candiani, e l’assessore del Carroccio a Catania, Fabio Cantarella, per istigazione all’odio razziale. I due sono stati messi sotto accusa per una diretta postata su Facebook il 6 luglio, in cui i due esponenti del partito di Matteo Salvini mostrano una via di San Berillo, quartiere multietnico di Catania. “San Berillo è in mano agli immigrati clandestini”. “Ci sono solo immigrati clandestini dediti allo spaccio e altre forme di illegalità”. “E’ un esempio di (dis)integrazione”, sono alcune delle affermazioni di Cantarella e Candiani.

Secondo l’associazione, rappresentata dall’avvocato Goffredo D’Antona, le frasi avrebbero istigato l’odio razziale. C’è “l’intento di generare negli spettatori – si legge nella denuncia – almeno in quelli più sprovveduti, un clima di paura che ha come protagonista il migrante. Emblematico è l’inizio del video dove viene inquadrato un soggetto fermo, forse seduto, che viene additato come extracomunitario ubriaco”. Sono state denunciate anche 8 persone che hanno commentato il video su Facebook con frasi, in alcuni casi irripetibili.

Per Tony Rizzotto, deputato leghista all’Assemblea Regionale Siciliana, “accusare il senatore Stefano Candiani e l’Assessore al Comune di Catania Fabio Cantarella di istigazione all’odio razziale può avvenire solo se si ignora la storia dei due esponenti della Lega o se si è in cerca di una facile pubblicità mediatica. La storia e l’impegno del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Candiani dimostra come sia sempre stato per la legalità e la difesa della sicurezza dei cittadini, quale che fosse il contesto e quale che fosse la religione o l’etnia delle persone coinvolte. La risibile accusa mossa da una associazione antimafia suona probabilmente  come il tentativo di impedire a due esponenti politici di primo piano di raccontare i fatti in modo chiaro e oggettivo, con riferimento ad un territorio oggetto di  attività illegali come  spaccio di droga o prostituzione. Forse è proprio questo a dare fastidio, che finalmente qualcuno dica le cose come stanno senza giri di parole”.



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