In Sicilia sfilza di Commissari ad Acta, per i Sindaci è una “Pagliacciata”

In Sicilia sfilza di Commissari ad Acta, per i Sindaci è una “Pagliacciata”
10 agosto 2017

 

Per la Regione è un atto dovuto, per i sindaci e gli amministratori in genere si tratta invece di una pagliacciata bella e buona, ben confezionata e ottimamente retribuita.

La sostanza è che la Regione ha emanato 18 decreti assessoriali di nomina di commissari ad acta per la mancata approvazione del rendiconto 2016 e del bilancio preventivo 2017.

Per quanto riguarda la Provincia di Ragusa sono  sei i comuni iblei sono finiti sotto la “spada di Damocle” dell’assessorato regionale.

Si tratta di Ragusa,  Modica, Giarratana, Chiaramonte, Santa Croce e Scicli. Si aggiunge Monterosso Almo solo per il bilancio preventivo 2017.

L’Anci ha preso subito posizione con il suo neo presidente Leoluca Orlando ed addebita alla stessa Regione le cause dei ritardi perché Palermo non ha sbloccato le assegnazioni di parte corrente (340 milioni) e dei fondi per gli investimenti (115 milioni). All’appello manca anche l’atto di indirizzo che «gira» all’assistenza ai disabili gravi il 10 per cento degli stanziamenti regionali e quello che autorizza l’uso del Fondo delle Autonomie locali per il contributo ai precari degli enti in predissesto.

Criticità che secondo i sindaci impediscono che si possa procedere con il riparto e con la successiva erogazione delle risorse ordinarie destinate ai Comuni e in molti casi la conoscenza di questi dati rappresenta un elemento fondamentale per l´approvazione dei bilanci di previsione 2017. Motivo per cui molti sindaci, soprattutto di colore politico contrario al Governo regionale, parlano di «buffonata». Da parte sua l´assessore Luisa Lantieri starebbe lavorando a una direttiva con la quale intendono «frenare» proprio l´insediamento di funzionari regionali, viste le notizie che arrivano da Palazzo Chigi con lo sblocco dei 500 milioni di euro destinati alla Sicilia. Questi soldi dovrebbero essere rimandati ai comuni in modo che gli enti possano procedere, numeri alla mano, alla redazione dei bilanci di previsione.



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