Sicilia, un concorso lungo diciassette anni…

Sicilia, un concorso lungo diciassette anni…
17 maggio 2017

Un concorso lungo diciassette anni. Accade in Sicilia, ovviamente. E’ arrivata infatti in questi giorni la graduatoria definitiva di un concorso bandito dalla Regione Siciliana nel 2000. Le Torri Gemelle erano ancora in piedi, l’euro non c’era. Un secolo fa.

17 anni, un mese e un giorno. Tanto c’è voluto alla Regione Siciliana per completare l’esame delle domande per il concorso. E che concorso: assistente tecnico restauratore. I posti a disposizione: 97. E giusto ieri è arrivata ai vincitori la notifica. La prima in graduatoria è Maria Serena Bavastrelli, che oggi ha  56 anni.  Ma lei, come tutti gli altri, ha poco da gioire. Non è infatti prevista l’assuzione, perché nel provvedimento è scritto che la  graduatoria «non costituisce in alcun modo atto amministrativo da cui discende il diritto all’assunzione».

Il maxi concorso fu bandito il 14 aprile del 2000: 19 selezioni che mettevano in palio poco meno di mille posti. Arrivarono oltre 600 mila domande da tutta Italia. Andarono in tilt prima le Poste e poi la stessa Regione, che ci mise anni solo per aprire e catalogare le richieste di partecipazione al concorso che avevano sommerso i saloni dell’assessorato ai Beni culturali.

A metà di questo percorso, nel 2008, arrivò una legge che bloccò le assunzioni alla Regione fino al 2011. Altre sei selezioni (per bibliotecario, aiuto bibliotecario,  geometra e altre figure tecniche) che avrebbero messo in palio altri 365 posti sono state annullate nel 2015 quando non era stata fatta nemmeno la graduatoria provvisoria. Annullata anche la selezione per 240 operatori tecnici, per cui sarebbe bastata la licenza media.

Nel frattempo però era stata emanata una graduatoria provvisoria, ma arrivò anche un pioggia di ricorsi. E ogni volta che il Tribunale del Lavoro o la Corte d’Appello emettevano una sentenza la graduatoria cambiava. Si è andati avanti così e nel frattempo un’altra legge ha prorogato fino a oggi il blocco delle assunzioni. Beffa finale: l’ultima riforma della  pubblica amministrazione ha cancellato dall’organigramma della pubblica funzione la figura dell’assistente tecnico restauratore.



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