Ventimiglia di Sicilia dice no alla legalità: bocciato il Protocollo “Dalla Chiesa”

Ventimiglia di Sicilia dice no alla legalità: bocciato il Protocollo “Dalla Chiesa”
13 luglio 2018

A Ventimiglia di Sicilia, piccolo comune del Palermitano, non verrà applicato il protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa”. La maggioranza in Consiglio Comunale ha respinto la proposta di inserire il protocollo all’interno dell’atto deliberativo che prevedeva la presa d’atto dell’iniziativa progettuale presentata da una Associazione Agricola per l’utilizzo di un finanziamento di oltre mezzo milione di euro di fondi comunitari. Si tratta di un progetto che viene finanziato con la sotto misura 4.3.1 del P.S.R. Sicilia 2014-20120 .

“Un fatto grave che non mancheremo di segnalare al prefetto e che ci ha lasciato sconvolti – commentano i consiglieri comunali d’opposizione Piero Alongi, Giovanni Cavera e Andrea Pagano che annunciano l’invio di una copia della delibera al Prefetto di Palermo -. Dire no all’inserimento nell’atto deliberativo dell’impegno a sottoscrivere il protocollo di legalità Carlo Alberto Dalla Chiesa da parte dell’associazione, calpesta a nostro avviso una storia fatta di coraggio e di senso dello stato che ha contraddistinto l’azione del Prefetto Dalla Chiesa, ma calpesta anche i passi avanti culturali fatti in questi anni nel segno della legalità. Va ricordato tra l’altro che il protocollo di legalità contiene importanti paletti al fine di vigilare su opere pari o superiori a 250.000,00 euro, e più precisamente obbliga ad acquisire le informazioni del Prefetto ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. 252/98”.

“La scelta fatta dalla maggioranza ci ha colti di sorpresa – proseguono i tre consiglieri -. Mai ci saremmo immaginati un simile voto.  Noi siamo certi della bontà dell’iniziativa progettuale presentata dall’associazione agricola “Traversa Navarra” tanto che abbiamo votato con parere favorevole l’atto deliberativo. Ma siamo consapevoli che quando si utilizzano risorse pubbliche bisogna vigilare e agire nell’interesse primario del rispetto della legalità e della trasparenza, che in questa martoriata terra non è mai troppa”. 



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