Coronavirus, in Gb vaccino di Oxford subito dopo Natale

Coronavirus, in Gb vaccino di Oxford subito dopo Natale
18 ottobre 2020

Il servizio sanitario britannico si prepara a vaccinare contro il coronavirus “da subito dopo Natale”: lo rende noto il Sunday Times, che cita una comunicazione fatta in privato da Jonathan Van-Tam, il vice consigliere medico del governo, ad alcuni deputati.

Van-Tam ha spiegato ai parlamentari la scorsa settimana che i test clinici realizzati finora indicano che c’è un vaccino in grado di “tagliare i contagi e salvare le vite”. Si tratta del vaccino creato all’Università di Oxford e prodotto da AstraZeneca (e a cui lavora anche un’azienda italiana di Pomezia, ndr): la sperimentazione è alla fase tre dei test clinici, il che significa che un lancio su gran parte della popolazione è “all’orizzonte già a dicembre”.

Per questo, aggiunge il quotidiano, migliaia di persone dell’Nhs, il sistema sanitario nazionale britannico, seguiranno un corso di formazione per somministrare il vaccino entro la fine dell’anno.

Tra l’altro il governo britannico ha cambiato proprio nei giorni scorsi la legge che amplia la platea di coloro che possono somministrare il vaccino: potranno cimentarsi farmacisti, dentisti, ostetriche e anche il personale infermieristico.

“Non siamo lontani anni luce: non è del tutto irrealistico (pensare) che potremmo distribuire un vaccino subito dopo Natale. Il che avrebbe un impatto significativo sui ricoveri ospedalieri e sui decessi”, ha spiegato Van-Tam nel briefing con i deputati lunedì pomeriggio. I primi vaccini saranno somministrati agli anziani e ai più vulnerabili e per vaccinare i più a rischio ci vorranno diversi mesi; questo vuol dire che la maggior parte delle persone all’inizio non riceverà alcun vaccino.

In realtà il premier Boris Johnson ha avvertito la scorsa settimana che un vaccino potrebbe non arrivare mai, ma chi gli è vicino ha spiegato che il governo non vuole creare eccessive aspettative. Intanto una fonte al ministero della salute ha confermato che è in atto un “programma di formazione solido e completo” messo in campo dall’Nhs e dalla sanità pubblica inglese per insegnare agli operatori sanitari a somministrare le dosi.



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