Covid, Zangrillo: “Italia malata di fake news, parlano tutti”

La disinformazione sul covid crea danni enormi all’Italia. I medici che non si vaccinano sono irresponsabili. Il professor Alberto Zangrillo, direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, risponde alle domande di L’aria che tira su La7. Terza dose, obbligo vaccinale, green pass: il dibattito ruota attorno a 3 temi. “La gente che non si vaccina si ritiene giovane e in forma. Poi c’è chi è al di fuori del sistema di prenotazione. E poi c’è la disinformazione: tutti parlano e si mescolano all’istituzione, che quindi non gode di fiducia. Le poche voci equilibrate vengono coperte dal chiacchiericcio”, dice Zangrillo.

Alberto Zangrillo

“L’Italia si è comportata in modo straordinario, abbiamo raggiunto un rate di vaccinazioni che ci colloca come leader a livello mondiale. E’ brutto che ci sia una disinformazione che continua a creare ansia, a fare notizia e a riempire giornali. Siamo stato sopraffatti dalla vicenda afghana, ma ora che sono finite le Paralimpiadi il giornale più importante apre con 9 pagine sul covid”, afferma.

Obbligo vaccinale: sì o no? “Non voglio essere utilizzato per quello che dirò. Credo che ci sia grandissimo spazio per un doveroso sforzo persuasivo che deve essere compiuto da chi è in grado di trasmettere la verità. Chi non si vaccina ha un rischio straordinariamente più alto di sviluppare forme più gravi che possono portare in terapia intensiva”.

“Ma -osserva- ci sono medici italiani, a contatto con persone più fragili, che non si vaccinano: questo è estremamente grave, denota ignoranza e senso di irresponsabilità. Queste persone vanno stanate. Sono da apprezzare gli insegnanti che, numeri alla mano, hanno fatto uno sforzo complessivo straordinario verso gli alunni. Invece, ci sono medici che si nascondono e non credo che l’obbligo vaccinale li raddrizzerà”.

Walter Ricciardi, consigliere del ministro Roberto Speranza, ritiene necessario arrivare al 90% di copertura vaccinale. “La voce di Ricciardi va ascoltata e, se mi posso permettere, interpretata. Se fissiamo la soglia del 90%, a cui non arriveremo mai, tanto vale inserire l’obbligo. In questo momento dobbiamo portare le persone ad ascoltare le persone che hanno gli strumenti. Capisco che si debba dare spazio al giornalista di turno, ma ci sono 4-5 voci accreditare per parlare: penso al Cts, agli scienziati e ai medici che hanno vissuto la vicenda in ospedale”.

“Abbiamo fatto facilmente il passaggio dallo zero al 60% di vaccinati, è molto più difficile passare dal 60% al 90%. Mancano all’appello le persone che sono preda della disinformazione”, ribadisce.

Capitolo terza dose: “Noi dobbiamo occuparci di soggetti fragili e immunodepressi: ci sono migliaia di persone in attesa di un trapianto di organi. Ai soggetti immunodepressi va riservata la terza dose. Poi, per il resto, vedremo”.

Nelle ultime settimane, il tema delle minacce no vax ai medici è finito sotto i riflettori. “Sono amico di chi è messo all’indice. Da 20 anni i miei figli sono irrisi perché il padre è il medico di una persona che non sta simpatica a tutti. Siamo un paese malato, dominato dall’invidia sociale. Anche un povero cristo che espone l’orologio ricevuto dal nonno viene massacrato. Io sono minacciato e irriso ma non ne parlo: è il fenomeno noto del ventilatore…”.

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