Mazara del Vallo, i pescatori sono casa: “Siamo stati trattati malissimo”

Sono arrivati, dome era stato annunciato, intorno alle 10,30. Hanno toccato terra, sono sbarcati i pescatori al porto di Mazara dove ad attenderli c’erano i familiari e tutta la città. I due pescherecci ‘Antartide’ e ‘Medinea’ che hanno riportato in Italia i 18 pescatori liberati in Libia dopo oltre 100 giorni di sequestro ora sono ormeggiati nel porto di Mazara del Vallo. Ad accogliere i pescatori sequestrati dai libici, il suono delle sirene di tutte le imbarcazioni ormeggiate. Per i pescatori tamponi e test covid: i test rapidi eseguiti da quattro sanitari della Usca dell’Asp di Trapani sono intanto tutti negativi. Eseguiti anche quelli molecolari, i cui esiti si conosceranno solo nel tardo pomeriggio.

“Ci hanno trattato malissimo” è stato il lapidario commento di Pietro Marrone, il Comandante della Medinea che ha poi aggiunto: “Sono felice di essere tornato a casa”, ha aggiunto. Accanto a lui ‘mamma Rosetta’, la donna di 74 anni che non ha mai smesso di lottare nei 108 giorni di sequestro. “Abbiamo cambiato quattro prigioni. Ce la siamo vista brutta. Abbiamo avuto paura – aveva raccontato Pietro Marrone -. In questi 108 giorni le condizioni di vita erano sempre più difficili. L’ultimo carcere dove siamo stati era al buio, ci portavano il cibo con i contenitori di metallo. È stato davvero molto complicato: accendevano e spegnevano le luci, a loro piacimento”.

Tante lacrime, questa volta di gioia, e tanti abbracci tra i parenti e i pescatori. “Pensavamo di non vederti più – ha detto la cognata di Bernardo Salvo mentre lo abbraccia fuori dall’auto – è stato terribile aspettare senza sapere nulla”. I pescatori stanno lasciando il porto a brodo delle auto dei familiari. Alcuni si sono fermati con i cronisti, altri no.

Fermento e tanta emozione al porto nuovo di Mazara in attesa di rivedere i famigliari: “Non vedo l’ora di abbracciare mio figlio”, dice Anna Giacalone. “Non sto nella pelle – aggiunge – questi giorni non passavano mai. Finalmente ci siamo”. Piove ininterrottamente da ore a Mazara. I giornalisti sono stati spostati sotto alcuni gazebo. I parenti sono gli unici ammessi.

“Siamo stati tutta la notte al telefono con il mio comandante Pietro Marrone. Abbiamo pianto e riso tanto”, ha detto Marco Marrone, l’armatore del peschereccio Medinea. “Oggi è il nostro Natale lo abbiamo anticipato di qualche giorno”, dice ancora Marrone, accompagnato dalla fidanzata Caterina che in questi mesi ha lottato insieme con le famiglie dei pescatori.

“Oggi è solo un giorno di festa, ogni discussione la lasciamo ai giorni che verranno. Mazara è pronta ad accogliere i nostri uomini. Io sono molto emozionato, finalmente finisce in incubo”, ha detto il sindaco di Mazara Salvatore Quinci.

Ultima cena sui pescherecci, ieri sera, prima dell’approdo a Mazara. La cena è stata offerta dalla Marina Militare e dall’equipaggio della nave “Carlo Margottini” che scorta da due giorni i due pescherecci. Insieme con la cena è arrivato anche un biglietto con su scritto ‘Bentornati a casa’.

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