Variante Covid, nessuna alterazione preoccupante della virulenza

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“Finora non si è verificata nessuna alterazione preoccupante della virulenza, ma bisogna mantenere alta l’attenzione. Nel Laboratorio di virologia dello Spallanzani è in corso la caratterizzazione della positività dei viaggiatori provenienti dall’Inghilterra”. Lo sottolinea la direzione sanitaria dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, in merito alla variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2.

“Come coordinatori dei laboratori della rete regionale abbiamo provveduto ad allertare tutti i laboratori della rete per intercettare eventuali casi da attribuire alla variante”, aggiunge la direzione sanitaria dell’istituto che puntualizza: “I virus mutati sono comunque un’evenienza che si è già verificata in questa pandemia, portando all’avvicendarsi dei ceppi predominanti in vari periodi e in vari territori”.

“Ad esempio – ricordano gli esperti del centro di riferimento per le malattie infettive – subito dopo l’estate il ceppo predominante in Europa, compresa l’Italia, è stata una variante probabilmente introdotta dalla Spagna. E’ verosimile che in futuro si possano verificare altre varianti che saranno da sorvegliare con attenzione per verificare i cambiamenti di rilievo”.

Variante Covid, le rassicurazioni di Locatelli

A rassicurare sul tema è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto a ‘Buongiorno’ su SkyTg24: “E’ altamente improbabile” che la nuova variante Gb di coronavirus Sars-CoV-2 che si sta diffondendo in altri Paesi europei ed è arrivata anche in Italia mostri “resistenza in termini di formazione di un’immunità” e quindi risulti ‘invulnerabile’ ai vaccini in anti-Covid-in arrivo. C’è un legame tra la variante inglese e il numero di contagi che continua a rimanere alto nel nostro Paese? “Al momento non abbiamo dati che suggeriscono questo tipo di correlazione. Non è però completamente escludibile”, quindi “il tutto dovrà essere attentamente studiato andando a sequenziare i vari ceppi” virali “isolati nel nostro Paese. Ma al momento non c’è nessuna indicazione nel merito”, replica l’esperto.

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Intanto, “il 30 dicembre o al massimo i primissimi giorni dell’anno” nuovo, “ma molto più probabilmente già il 30 dicembre”, in Italia potrà entrare nel vivo la campagna di vaccinazione, spiega ancora Locatelli. “Se, come ci si aspetta e come è auspicabile”, la decisione dell’Agenzia europea del farmaco sul prodotto-scudo di Pfizer/BioNTech arriverà “nella giornata di oggi – ricorda – il vaccino verrà spedito nei diversi Paesi e arriverà probabilmente in Italia nella giornata del 26 dicembre”. Quindi “il 27 ci sarà la grande giornata simbolica del Vaccine-Day” in Europa e subito dopo “partirà la vera e propria campagna vaccinale”, che interesserà per primi “gli operatori sanitari, gli ospiti delle Rsa e chi lavora in queste strutture, fra i più esposti a sviluppare complicanze fatali” da Covid-19.

Per quanto riguarda le festività natalizie dell’anno Covid, “dobbiamo essere straordinariamente responsabili, dobbiamo evitare di creare assembramenti, dobbiamo indossare le mascherine, dobbiamo mantenere le distanze interpersonali. Il pranzo di Natale, la cena della Vigilia piuttosto che dell’ultimo dell’anno, andranno fatti tra pochissime persone”, ribadisce quindi Locatelli.

“Dobbiamo assolutamente avere tutti bene in testa che questo periodo natalizio sarà particolare” e “dovremo avere grande senso di responsabilità – insiste – Lo dobbiamo a noi stessi, a chi amiamo e a chi non c’è più. E’ il modo migliore per onorare la memoria di tutti i nostri connazionali che purtroppo hanno perso la vita. Questo è un virus che ha mietuto fin troppe vittime, e se ci dimentichiamo le immagini dei camion che lasciavano carichi di bare il cimitero di Bergamo – avverte il medico, nato proprio nel capoluogo orobico – faremmo un errore grandissimo”. Sarà “un modo per riscoprire una maniera diversa di vivere il Natale – conclude Locatelli – e in questo senso le parole di Papa Francesco possono aiutare”.

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