Giornalisti aggrediti a Lampedusa. L’Ordine: “Violenze inaccettabili”

Un giornalista di Italpress e un operatore di Mediaset sono stati aggrediti, nei pressi di molo Favarolo a Lampedusa, dove stavano documentando gli sbarchi di migranti.

E’ il secondo episodio che si registra in meno di 24 ore sulla più grande delle isole Pelagie dove ieri era stata minacciata e aggredita una troupe del Tg1, anch’essa impegnata nel report sull’immigrazione clandestina.


    L’operatore di Mediaset, questo pomeriggio, è stato colpito con un calcio alla schiena, mentre il giornalista di Italpress e AgTw, un lampedusano, è riuscito a schivare una pietra che gli è stata lanciata contro mentre stava salendo in macchina. In serata i poliziotti della Squadra Mobile e della Digos, della Questura di Agrigento, hanno identificato i quattro presunti responsabili dell’aggressione, avvenuta. Saranno denunciati alla Procura della Repubblica.

Sull’isola sale la tensione sociale, due cartelli di legno con scritte inquietanti e le foto del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sono stati affissi nei pressi di molo Favarolo, e successivamente rimossi dai carabinieri.

Da giorni a Lampedusa si respira aria di insofferenza nei confronti delle forze dell’ordine, del governo e dei giornalisti. È in questo contesto che il giornalista del Tg1 Lorenzo Santorelli e due tecnici sono stati vittime di pesanti minacce culminate nel danneggiamento delle attrezzature tecniche, che consentono il collegamento satellitare, danneggiamento che ha di fatto causato l’interruzione della diretta. Il giornalista e gli operatori sono stati accusati da alcuni giovani lampedusani di parlare sempre di immigrazione pregiudicando il turismo e determinando una “militarizzazione” dell’isola.

Minacciate anche due troupe di Mediaset, accorse in difesa dei colleghi della Rai. E poche ore dopo sono stati aggrediti anche un giornalista di Italpress e un operatore di Mediaset.

Violenze inaccettabili, secondo l’Ordine dei giornalisti Sicilia, che oltre a stigmatizzare l’accaduto, esprime solidarietà ai colleghi ricordando che, anche in questo caso, il diritto di cronaca – piaccia o meno – è sancito dall’articolo 21 della Costituzione.