Guardia di finanza, scoperti in Sicilia in cinque mesi 216 evasori totali

Nei primi cinque mesi del 2016, il controllo economico-finanziario del territorio attuato dai reparti del Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza è stato orientato a contrastare “il furto” e lo “spreco” del denaro pubblico, la presenza della criminalità mafiosa nell’economia regionale, le frodi fiscali e commerciali in danno dei cittadini onesti e delle imprese corrette.

È di seguito riepilogato un consuntivo dell’attività svolta dal Comando Regionale Sicilia, nei suddetti comparti.

 

Contrasto all’illegalità fiscale.

Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, fenomeni diffusi e variegati nelle loro connotazioni su tutto il territorio siciliano, è perseguito attraverso linee strategiche che mirano a valorizzare le specifiche professionalità di cui il Corpo dispone, per concentrare l’attenzione sulle più gravi condotte fraudolente ed elusive dell’imposizione agli obblighi tributari.

In tale ottica, attività investigative particolarmente incisive sono indirizzate nei confronti di soggetti selezionati per la significativa “pericolosità fiscale”, evidenziata da specifiche attività di intelligence e analisi di rischio, avvalorate dal patrimonio informativo dei Reparti, supportato dalle banche dati disponibili e dai riscontri forniti dalle attività di controllo economico del territorio, nonché dagli esiti delle investigazioni in altri comparti.

Nello specifico, nel periodo di riferimento, sono state portate a termine 346 verifiche fiscali, 222 indagini penali mirate alla individuazione di reati tributari e 829 controlli sugli adempimenti di specifici obblighi tributari, dai quali si è pervenuti a:

– l’emersione di 216 “evasori totali” (soggetti che omettono le dichiarazioni pur avendo conseguito redditi imponibili derivanti imprese o professioni) e 17 “evasori paratotali” (soggetti che sottraggono all’imposizione fiscale oltre la metà dei volumi d’affari / redditi conseguiti);

– la scoperta di 436 responsabili di violazioni penali di natura fiscale. Tra le condotte più gravi rilevate, spiccano:

§     le frodi perpetrate attraverso false fatturazioni, scoperte per oltre 165 milioni d’euro con 267 soggetti implicati;

§     86 casi di contribuenti sottrattisi alla dichiarazione imposte dovute oltre le soglie penalmente rilevanti;

§     199 violazioni in materia di “accise”, con un’evasione accertata pari quasi a 22,7 milioni e sequestri di carburante per circa 95 tonnellate;

– sequestri di beni, per l’equivalente di imposte evase con condotte penalmente rilevanti, per oltre 8,6 milioni di euro;

– accertare irregolarità nelle posizioni lavorative dei dipendenti presso 226 datori di lavoro, con complessivi 508 lavoratori irregolari scoperti, di cui 440 completamente “in nero”.

Nel comparto della vigilanza fiscale, infine, vanno annoverate le attività ispettive mirate alla “Tutela del monopolio statale del gioco e delle scommesse”, con 65 interventi la cui finalità è anche di prevenzione e repressione degli illeciti e delle infiltrazioni criminali che interessano lo specifico mercato, spesso foriere di danni in termini di sicurezza dei consumatori, specie per le fasce più deboli e i minori.

Tali attività, concluse con il sequestro di 17 “macchinette” irregolari e 124 postazioni internet dedicate alle scommesse illegali, hanno portato alla contestazione di violazioni penali nei confronti di 32 soggetti e di sanzioni amministrative a carico di altri 44 gestori/proprietari di tali attività.

Attività a tutela della spesa pubblica e contrasto della corruzione.

Il consolidato dispositivo di contrasto alle frodi è stato portato avanti dalle Fiamme Gialle siciliane con la conclusione di 255 investigazioni, definite nella segnalazione alle autorità competenti di:

–     171 responsabili – dei quali 5 arrestati – di condotte illecite mirate a sottrarre ingenti risorse comunitarie, nazionali e regionali, dal loro corretto impiego nelle politiche di sviluppo economico dell’Isola destinati a favorire lo sviluppo e l’occupazione nell’industria, il commercio, l’agricoltura e la pesca, per circa 74 milioni di incentivi erogati / richiesti indebitamente, sul totale di aiuti controllati pari a 109 milioni di euro;

–     999 responsabili di truffe al sistema previdenziale (indebite percezioni di indennità di disoccupazione, invalidità o pensioni) per 5,2 milioni di euro;

–     6 responsabili di frodi a danno delle risorse destinate a sostenere la spesa sanitaria, per complessivi 4 milioni di euro;

–     273 irregolarità, con conseguenti contestazioni penali e/o amministrative, a seguito dei controlli sulle prestazioni sociali agevolate (esenzioni e contributi volti a favorire i meno abbienti).

Le 77 indagini mirate al contrasto della corruzione e, più in generale alla lotta alle illegalità che ostacolano il corretto funzionamento della Pubblica amministrazione – spesso connesse al più ampio contesto delle attività predatoria delle risorse destinate alla spesa pubblica -, nei primi 5 mesi del 2016 hanno condotto alla denuncia di 278 persone, di cui 23 tratte in arresto, per reati nei quali sono risultati coinvolti 98 pubblici funzionari.

In particolare sono state rassegnate all’Autorità Giudiziaria responsabilità per:

– episodi di concussione / corruzione, a carico di 62 soggetti, di cui 6 pubblici ufficiali;

– ipotesi di peculato, a carico 16 soggetti – di cui 11 pubblici ufficiali,

– un danno complessivo arrecato da tali condotte a svariati enti pubblici, quantificato in circa 7,4 milioni di euro;

– altri reati connessi ad omissioni e/o atti contrari al pubblico ufficio, a carico di 200 responsabili, con 81 pubblici ufficiali coinvolti.

L’attività di controllo sugli appalti, incanti e pubbliche forniture, ha altresì evidenziato irregolarità in assegnazioni pari a 3 milioni di euro, mentre i soggetti denunciati per violazioni penali alla normativa di settore sono in totale 62.

Come di consueto, anche la collaborazione con la Procura della Corte dei Conti Siciliana – per la lotta agli sprechi e alla “cattiva gestione” delle risorse pubbliche – si è rivelata oltremodo proficua, estrinsecandosi in 121 indagini concluse con l’individuazione di responsabilità amministrative nei confronti di 257 soggetti, per un “danno erariale” complessivo di quasi 135 milioni di euro.

Nel complesso, nei confronti dei responsabili di reati in materia di “spesa pubblica”, sono stati sequestrati beni per oltre 4,7 milioni di euro.

 

Contrasto a traffici illeciti ed infiltrazioni criminali nell’economia legale.

Il contrasto ai traffici illeciti e alle infiltrazioni criminali nell’economia sana che i reparti del Corpo attuano in virtù delle specifiche prerogative di polizia economico-finanziario (nei settori: tributario, valutario e doganale) oltre che giudiziaria, è portato avanti con un approccio trasversale che mira ad individuare le più gravi e diffuse manifestazioni criminali che pervadono l’area geografica di riferimento e ad affrontarle nella globalità dei loro effetti deleteri per la collettività.

Tra i più significativi segmenti di operatività in questo ambito, si registrano le attività mirate al contrasto di:

–     reati fallimentari, nel cui alveo sono state ricondotte le responsabilità penali ascritte a 124 persone – di cui 7 sottoposte a misure cautelari – alle quali sono stati sequestrati beni per oltre 1,4 milioni di euro;

–     usura, con 12 denunciati, di cui 1 sottoposto a misure cautelari;

–     frodi riguardanti gli strumenti di pagamento e falsificazione monetaria, che hanno portato alla segnalazione all’A.G. di 3 soggetti, di cui 2 sottoposti a misure cautelari, nonché al sequestro di 1.204 banconote false;

–     violazioni a danno del made in Italy e più in generale della proprietà industriale ed intellettuale, oltre che della sicurezza del consumatore, con 276 denunce penali e 130 contestazioni amministrative, il sequestro di 6,4 milioni prodotti contraffatti, insicuri o “di pirateria” e di derrate alimentari – irregolarmente immesse sul mercato – per oltre 3.441 kg;

–     riciclaggio, accertato per un valore di oltre 46,7 milioni, con indagini – avvalorate da 557 “segnalazioni di operazioni finanziarie sospette” – che hanno portato alla denuncia di 83 persone e a contestare violazioni amministrative alla normativa di settore nei confronti di 123 soggetti;

L’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate, con specifiche indagini patrimoniali e reddituali basate su innovative strumentazioni informatiche e modelli investigativi trasversali, ha visto i Reparti del Corpo concludere, nei primi 5 mesi del 2016, accertamenti sulle posizioni di 505 persone e 125 società e imprese, con la proposta all’Autorità Giudiziaria di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale antimafia e/o di confisca di beni ritenuti di illecita provenienza, per 287 milioni di euro complessivi.

Contestualmente, la magistratura siciliana ha disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie precedentemente proposte nei confronti di 116 soggetti, per complessivi 54 milioni di euro. I procedimenti penali e di prevenzione conclusi nello stesso periodo, hanno portato alla definitiva confisca di beni e liquidità per ulteriori 307,5 milioni di euro.

 

Controllo del territorio e concorso alla sicurezza.

L’impegno del Corpo nel presidio del territorio siciliano, orientato alla tutela delle condizioni fondamentali per la sicurezza della collettività ma con indirizzi coerenti con la peculiare mission di polizia economico – finanziaria, è testimoniato dai risultati conseguiti nel contrasto a:

–      traffico di stupefacenti, con il prezioso supporto delle articolazioni aeronavali siciliane e l’ausilio qualificato dei Reparti Speciali centrali, che ha portato all’arresto di 27 soggetti e alla denuncia di ulteriori 93 persone, oltre al sequestro di circa Kg 197 di “hashish e marijuana”, kg 1.3 di eroina, gr. 141 di cocaina;

–     illecito sfruttamento dei flussi migratori che interessano i mari siciliani, in relazione ai quali l’attività del Corpo si è sostanziata, oltre che nei gravosi compiti di vigilanza per garantire l’ordine pubblico e nel supporto alle attività di soccorso e assistenza, nell’identificazione di 5.715 migranti e nelle attività investigative interforze che hanno portato all’arresto di 147 soggetti coinvolti nei connessi traffici delittuosi;

–     fenomeni di illegalità che danneggiano l’ambiente.

In particolare, le ricognizioni del territorio da parte dei mezzi aerei, oltre ad individuare varie piantagioni di stupefacenti, hanno consentito di rilevare e sequestrare aree ed edifici adibiti a discariche, per complessivi 24,4 mila mq., 153 tonnellate di rifiuti speciali illecitamente smaltiti e accertare le connesse violazioni nei confronti di 140 responsabili, di cui 56 denunciati all’Autorità giudiziaria.

Il contrasto alla pesca di frodo invece, a cura delle imbarcazioni delle Sezioni operative navali siciliane, ha consentito di rilevare 160 violazioni, con 25 persone denunciate e il sequestro di quasi 3 tonnellate di pesci, crostacei e molluschi.