Principato torna in commissione antimafia. Anche Libera sostiene Orioles

E’ previsto per il prossimo 11 gennaio alle ore 20 il seguito dell’audizione del Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Teresa Maria Principato, davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, presieduta dall’on Rosy Bindi. Nell’audizione del 22 novembre scorso Principato ha parlato delle attività messe in atto per tentare di catturare il boss Messina Denaro e delle sue indagini sulla massoneria. Parte dell’audizione è stata segretata.

RICORDO. Cronisti e magistrati insieme nel ricordo di tutte le vittime della mafia. Un momento di riflessione dedicato a coloro che sono stati uccisi da Cosa nostra è stato organizzato il 1° al Giardino della Memoria di via Ciaculli a Palermo. La manifestazione è stata intitolata: “Comincia il nuovo anno, ricordiamoli ogni giorno”. L’idea dell’iniziativa è del giornalista Leone Zingales, vice-presidente nazionale dell’Unci. “A partire da quest’anno – ha detto – l’1 gennaio ricorderemo, in questo sito strappato alla mafia, i caduti: magistrati, giornalisti, sindacalisti, imprenditori, poliziotti, carabinieri, religiosi e tutti coloro che sono stati assassinati dai criminali mafiosi”. Il giudice Matteo Frasca, presidente della sezione distrettuale di Palermo dell’associazione nazionale magistrati, ha detto che “dedicare il primo giorno di ogni anno al ricordo delle numerose vittime di Cosa nostra vuole essere un modo non solo per rendere ancora una volta, con sobrietà e senza retorica, doverosa testimonianza ai caduti, ma ancor di più per ricordare che il genuino ed autentico impegno antimafia costituisce una priorità per tutti: autorità e comuni cittadini”.

ORIOLES. “A nome di Libera, una rete di 1.600 tra associazioni nazionali e locali, Le chiedo, come richiesto da altre personalità istituzionali, del mondo del giornalismo e della cultura, la concessione del vitalizio previsto dalla legge Bacchelli – in favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità , al giornalista scrittore siciliano Riccardo Orioles”. Così don Luigi Ciotti in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ricordando che proprio in questi giorni è stata lanciata su Change.org una petizione per chiedere l’applicazione della legge Bacchelli a Orioles, fondatore de ‘I Siciliani’, insieme a Pippo Fava.

MATTIELLO. -“Non so perché il Governo italiano non abbia posto fine alle latitanze spudorate di Matacena, Speziali, Nucera, Imperiale, Landi, latitanze alla luce del sole, che offendono il lavoro serio di investigatori e magistrati e feriscono le persone per bene. Non so perché la Procura di Palermo da un lato prepari il ricorso contro l’assoluzione di Mannino e dall’altro chieda l’archiviazione per i delitti Agostino e Castelluccio, benchè a sostegno dell’accusa ci siano molteplici dichiarazioni di collaboratori, ritenuti credibili almeno quanto quelli che hanno parlato di Mannino”.
Comincia con queste parole una lettera aperta del deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, che pone alcuni interrogativi su una serie di temi. “Non so perché Matteo Messina Denaro sia ancora libero, nonostante tutta la terra bruciata dalla quale è circondato, grazie al lavoro incessante coordinato dalla dottoressa Principato. Ma so che nomine, trasferimenti e assegnazioni sapienti hanno disperso un patrimonio di memoria scomoda costruito da investigatori mordaci e marginalizzato l’apporto di magistrati competenti”, prosegue il deputato. “Non so se il giornalista Pino Maniaci sia un delinquente o quello che con la sua Telejato ha avuto il coraggio di puntare il dito contro colletti bianchi che si comportano da mafiosi – continua – Non so perché a Totò Cuffaro, condannato per aver passato informazioni segrete a Cosa Nostra, nessun Tribunale tocchi l’ingente patrimonio: eppure la confisca in questi casi dovrebbe essere obbligatoria”. “Non so perché a Luigi Gallo, imprenditore casertano che ha denunciato il sistema riferito ai Cosentino, rischi oggi di fallire,schiacciato dalle pretese di Anas”, scrive tra l’altro Mattiello. “Non so perché per arrivare negli uffici della DDA di Reggio Calabria si debba passare per i bagni del Centro direzionale e il nuovo Palazzo di Giustizia nella migliore delle ipotesi sarà inaugurato nel 2018”. “Non so perché nessuna grande testata giornalistica apra redazioni adeguate a Reggio Calabria, contribuendo di fatto alla vulnerabilità di certi giornalisti”.
“So però che avremo un anno nuovo di zecca per continuare a cercare tutte le risposte”, conclude il deputato.