Tagli agli stipendi di Sindaci e ai consiglieri in Sicilia. Avanti, pianissimo

Piano piano ma va avanti la legge che, finalmente, dovrebbe equiparare la Sicilia al resto d’Italia per quanto riguarda il numero di consiglieri comunali e assessori, e, soprattutto, lo stipendio di sindaci e consiglieri. La norma doveva essere messa in Finanziaria, ma poi è stata levata, perchè – la verità che nessuno dice – ci sono le elezioni amministrative alle porte e i partiti non volevano fare il conto con questa “crisi” di poltrone. Meglio allora aspettare Giugno. E così sarà il 9 Giugno l’appuntamento all’Ars per questi tagli molto attesi. Si tratta della quarta volta che il disegno di legge arriva in aula. Ieri è stato fatto un passo in avanti perché la commissione Affari istituzionali ha esitato il testo all’unanimità con un emendamento del presidente Antonello Cracolici.
I consiglieri comunali, dal prossimo mandato (attenzione, non quelli eletti in questa tornata elettorale) saranno ridotti del 20 per cento, così come del resto con legge costituzionale due anni or sono in pari percentuale è stato ridotto il numero dei deputati dell’Ars, passati da 90 a 70. Per i capoluoghi delle ex Province, la riduzione dei consiglieri comunali sarà del 10 per cento così come per i sei Comuni con popolazione tra i 50 e i 100 mila abitanti. In una città come Marsala, dunque, i consiglieri passeranno da 30 a 27.
Quanto all’indennità   è prevista l’equiparazione al resto d’Italia, con il rimborso per i datori di lavoro, relativo ai permessi concessi agli amministratori locali per l’esercizio del mandato loro conferito dagli elettori: nei Comuni superiori a 10 mila abitanti non potrà superare 1/3 dell’indennità del sindaco; per i Comuni con meno di 10 mila abitanti il tetto massimo del rimborso non potrà superare la metà dell’indennità del sindaco. Il numero dei consiglieri comunali passerà da oltre 6300 a 5200.  In questa tabella qua sotto, invece, riportiamo i tagli previsti agli stipendi dei Sindaci.

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La commissione riprenderà il 4 giugno per il seguito dell’esame degli emendamenti, prima del voto finale per il passaggio in Aula il 9 giugno. Il risparmio totale per la casse regionali sarà di 48 milioni di euro l’anno.  La legge è fortemente voluta dal governatore Rosario Crocetta: “Chi si oppone ai tagli dei costi della politica agli enti locali danneggia il Comuni che potrebbero risparmiare 60 milioni di euro all’anno allineando il trattamento degli amministratori locali a quelli degli altri Comuni italiani. Chi si oppone ad applicare l’adeguamento del numero di consiglieri, dei compensi, dei gettoni di presenza per i consiglieri a quelli previsti per tutte le altre città italiane, non comprende che contribuisce a impoverire ulteriormente i comuni siciliani. Su queste questioni noi non cederemo, per essere chiari. E il Governo non è affatto diviso”. 

“Oggi si è compiuto un giusto passo in avanti verso la riduzione dei costi della politica in Sicilia ma c’è ancora molto da fare”. Così il capogruppo di Forza Italia all’Ars Marco Falcone commenta il via libera della commissione Affari istituzionali ai tagli per i consiglieri comunali. L’emendamento, ha sottolineato il deputato azzurro, è stato “fortemente caldeggiato” da Forza Italia. “Una norma importante che sancisce la voglia della Sicilia di dire basta allo spreco di denaro pubblico – aggiunge – La norma merita ancora di essere rivista e migliorata con l’inserimento di correttivi che puntino alla razionalizzazione dei costi della macchina amministrativa”.