Vinitaly: Manifesta & Tasca d’Almerita, insieme per la cultura

Palermo capitale cultura

Tasca d’Almerita chiude il 2017 in pieno dinamismo e annuncia una nuova strategia di crescita e radicamento nei territori in cui è presente, attraverso progetti e programmi specifici di valorizzazione della vision di Alberto Tasca d’Almerita, amministratore delegato dell’azienda dal 2004.

L’impegno di Alberto Tasca per la Cultura del territorio e dell’Arte in Sicilia vede anche l’azienda tra i protagonisti del rinascimento cittadino di Palermo – eletta Capitale Italiana della Cultura nel 2018 – con una serie di attività a supporto di MANIFESTA 12, la Biennale Nomade di Arte Contemporanea, che approda nel capoluogo isolano da giugno a novembre 2018, e della nascente nuova Sede della Collezione Valsecchi che avrà casa all’interno del rinato e spettacolare Palazzo Butera, nel cuore della Kalsa ed affacciato sulle mura cittadine che guardano il mare. Da una riflessione sulla realtà e sui fenomeni culturali contemporanei, Alberto e la moglie Francesca hanno ideato “COGITO, un aperitivo per la mente”, serie di incontri finalizzati alla discussione collettiva di temi controversi di interesse generale. Un “defibrillatore sociale” improntato sull’ottimismo, sulla valorizzazione del Bene Comune. Un viaggio intrapreso promuovendo eventi e attività culturali, per raccontare ciò che è positivo, interessante e che possa far crescere il territorio. La rassegna è stata inserita tra gli eventi collaterali di Manifesta e di Palermo Capitale Italiana della Cultura (www.cogitamente.it). I prossimi apuntamenti in calendario: 18 maggio alla Biblioteca regionale di Palermo per parlare di social ed economia digitale con Domitilla Ferrari e il 22 giugno a Palazzo Butera con Massimo Valsecchi.

La storia di Tasca d’Almerita è quella di una famiglia che da otto generazioni dedica la propria vita ad assecondare il sapere e il volere della Natura: un amore nato nel 1830, con l’acquisto della Tenuta di Regaleali, casa di famiglia, azienda agricola e laboratorio a cielo aperto della viticoltura che si estende su 500 ettari (ridimensionamento degli iniziali 1200 ettari imposto dalla Riforma Agraria degli anni ‘50).

Alberto Tasca sa che il futuro di quest’azienda storica si scrive pensando all’ambiente in una chiave di innovazione e collettività. Così nel 2010 è nato SOStain, programma siciliano di viticoltura “green”: un miglioramento pianificato e progressivo, che va di pari passo con la ricerca scientifica, volto a misurare e ridurre l’impatto della propria attività sulle risorse del territorio. Lanciato in parallelo al progetto pilota ministeriale VIVA (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente), ne condivide la filosofia di fondo, ma adattandola al DNA isolano, e con un approccio dal basso. «Sostain è nato per contestualizzare l’esigenza di sostenibilità al caso specifico della Sicilia; si tratta di un programma dei produttori per i produttori, quindi “bottom-up”, volontario, proattivo, dinamico», spiega Alberto. Nel 2017 l’azienda ha ottenuto la certificazione Viva e SOStain da parte di un ente terzo indipendente che ha attestato il rispetto di dieci requisiti di sostenibilità (www.sostain.it).

Il percorso intrapreso da Tasca d’Almerita conferma una crescita dei valori, sia in termini di volumi produttivi (+ 3,17%) che di valore, portando il fatturato 2017 a € 18,916 Mil. , con un incremento del 4,41% sul 2016, ed una quota di Export – in dinamica accelerazione – pari al 53% sul fatturato complessivo. Accanto all’Italia, che cresce di circa il 4%, si conferma la Germania come principale mercato di sbocco, seguito da una pattuglia di mercati particolarmente dinamici, tra cui gli USA (+18,6%), l’Estremo oriente (+52%), la Gran Bretagna (+18,6%), il BeNeLux (+11%) ed il Canada (+75%). A sostegno di questa “linea guida” di valorizzazione dei territori, con il 2018 viene implementata una nuova strategia che vedrà le singole Tenute al centro. Espressioni territoriali, ognuna portatrice di un genius loci e di una specifica vocazione enologica, affidate a giovani e dinamici team, guidati da Alberto Tasca, che ne curano gli aspetti enologici e agronomici, comunicazione e accoglienza.

Cinque Tenute, ognuna con peculiarità diverse e con una forte personalità. A Salina, il centro dell’ospitalità Tasca è Capofaro Locanda & Malvasia, oggi membro del circuito Relais & Chateaux. Sul fronte dell’ospitalità, la grande novità per il 2018 è il progetto che coinvolge il Faro – simbolo della Tenuta Capofaro. Con la sua presenza rassicurante e il fascino della sua luce, è da metà Ottocento la sentinella che veglia sul mare e sul promontorio di CapoFaro. È il primo segnale per chi arriva di notte dal Tirreno, il faro più a Nord della Sicilia, un faro “isolano”. Acquisito in concessione dal Demanio per 50 anni nel 2017 – con la nuova stagione il faro ospiterà 6 nuove e suggestive camere immerse nella vigna di Malvasia, portando così a 27 le suite. A Capofaro, Tasca d’Almerita organizza una serie di eventi per raccontare il territorio. Tra questi, alla sua ottava edizione, il “Malvasia Day” promuove le isole Eolie e la Malvasia delle Lipari. Con il progetto della Tenuta Tascante sull’Etna, grazie alla recente acquisizione della cantina in contrada Rampante, a Passopisciaro, Tasca ha anche un nuovo polo di vinificazione. A Mozia prosegue la collobatorazione con la Fondazione Whitaker che ha affidato a Tasca d’Almerita la vinificazione delle uve di Grillo. Dal 2009 è iniziata la gestione della storica tenuta dei cugini Sallier de La Tour nella Doc Monreale. Queste quattro tenute sono collegate a Regaleali, mozzo centrale di una ruota in perpetuo movimento.