A Giuseppe Antoci il Premio Internazionale Nassirya per la Pace

Si svolgerà domani a Camerota, presso l’Anfiteatro del Santuario dell’Annunziata, la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Nassirya per la Pace.

Il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace viene conferito a persone che si sono distinte nella promozione della pace, nella diffusione della legalità e dell’impegno civile. Il Premio si tiene tutti gli anni nella seconda settimana di novembre, in occasione dell‘anniversario della strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre del 2003.

Premio Internazionale Nassirya Giuseppe Antoci

Con questo Premio si intende onorare la memoria dei Carabinieri, dei militari dell’Esercito e dei civili che persero la vita nell’attentato, ma anche ricordare l’impegno di tanti soldati attualmente impegnati in numerose missioni di pace nel mondo.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Elaia in sinergia con lo Stato Maggiore della Difesa, è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Difesa, dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, dalla Provincia di Salerno, dal Parco Nazionale del Cilento e dai Comuni di Camerota, Centola, Celle di Bulgheria e Santa Marina, ed ha come Presidente del Premio il giornalista Vincenzo Rubano.

Nel 2020 il Premio Nassiriya per la Pace ha subito una drastica restrizione del programma a causa dell’emergenza Covid-19. Il 12 ottobre, in seduta straordinaria, è stato però premiato l’Ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio. L’Ambasciatore venne poi ucciso qualche mese dopo in un attentato, proprio in Congo, il 21 febbraio 2021. Il premio quest’anno è a lui dedicato.

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Nelle scorse edizioni sono stati premiati esponenti delle Istituzioni come il Ministri della Difesa Guerini, la Ministra Trenta e il Ministro Franceschini. i giornalisti Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo e Michele Albanese, il colonnello Sergio De Caprio (Capitano Ultimo), Franco Roberti allora Procuratore Nazionale Antimafia, Rita Dalla Chiesa ed altri esponenti della società civile.

Quest’anno la giuria del Premio ha assegnato anche a Giuseppe Antoci l’importante riconoscimento che gli verrà consegnato a Camerota, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro del Santuario dell’Annunziata di Licusati, alla presenza di esponenti del Governo Nazionale e delle Forze Armate, cerimonia che verrà preceduta dalla Commemorazione dei Caduti di Nassirya accompagnata dalle note della Banda Musicale della Nato.

Sono onorato di ricevere questo importante riconoscimento in ricordo dei Caduti di Nassirya e ringrazio di cuore la giuria del Premio, il suo Presidente Vincenzo Rubano e lo Stato Maggiore della Difesa – dichiara Giuseppe Antoci Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi, sfuggito ad un attentato mafioso nel maggio 2016 salvato grazie all’auto blindata e agli uomini della scorta delle Polizia di Stato che, dopo un violento conflitto a fuoco, riuscirono a mettere in fuga gli attentatori.

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“E’ proprio ai caduti di Nassirya e a tutti gli altri che hanno dato la loro vita per servire la Nazione e la Comunità Internazionale che va il mio pensiero e la mia gratitudine – continua Antoci. Oggi quei volti, quelle azioni, quelle scelte guidano i nostri passi e ci impongono di continuare il nostro impegno quotidiano a salvaguardia dei valori che ne hanno ispirato le scelte”.

“Un pensiero va anche all’Ambasciatore Attanasio, premiato l’anno scorso e poi ucciso in un attentato a febbraio 2021 in Congo. Lo sentirò al mio fianco a Camerota, come se fosse lì a passarci il testimone di un impegno, quello del raggiungimento della Pace, dal quale nessuno può sentirsi disimpegnato. Lo dobbiamo anche alla sua memoria – conclude Antoci.

Tutto ciò che in Italia diamo per scontato – aveva detto Attanasio alla cerimonia di consegna del Premio Nassirya per la Pace, ricevuto a ottobre 2020, pochi mesi prima di morire – non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’Ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani ma anche a contribuire per il raggiungimento della pace”. Ad Attanasio è stato però impedito di continuare il suo lavoro.