Messina e le palazzine “anomale” di Zafferia

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Consegnate nel 2007, da subito hanno presentato anomalie che nessuno ha mai approfondito e risolto. Dopo 10 anni l’Iacp ha istituito una “commissione per la verifica della conduzione dell’appalto per la realizzazione delle palazzine L, M, N a Zafferia” periferia sud di Messina. E’ stata concordata anche una convenzione con l’Università degli Studi di Messina che metterà a disposizione tecnici ed esperti per accertare la stabilità degli edifici. Dalle risultanze potrebbe scaturire la necessità di uno sgombero o la programmazione di quegli interventi necessari a consolidare le strutture.

Le oltre 200 persone che abitano questi alloggi di edilizia popolare, parte di un più ampio complesso di 11 palazzine, dovranno ancora attendere . “Case fantasma” vengono definite, prive di certificato di abitabilità, senza collaudo, costruite dall’Istituto Autonomo case popolari nel 2005 su un terreno argilloso, al margine di una falda acquifera e date in custodia nel 2007 agli aventi diritto secondo una graduatoria risalente agli anni ’90. Vivere in quelle case, adesso è diventato insostenibile e gli abitanti ormai esasperati chiedono soluzioni ma anche chiarezza sulle responsabilità, anche istituzionali su cui, nessuno ha mai indagato fino in fondo. La falda acquifera, che si estende dal Torrente San Filippo, avrebbe provocato un dissesto statico-resistente idrogeologico che ha creato infiltrazioni d’acqua, umidità e muffa in tutte le pareti, specie in quelle esposte a Nord, nei piani bassi e negli ultimi piani, situazione che, aggravandosi, è diventato causa di disturbi respiratori.

Ad essere colpiti da patologie croniche sono in particolare i bambini e lo provano tutta una serie di certificati medici che stanno arricchendo il nutrito dossier legato a questa vicenda. In quelle case è diventato complicato vivere anche per gli anziani e i disabili perché nelle tre palazzine gli ascensori non hanno mai funzionato. Le famiglie, coordinate dal Fronte popolare autorganizzato, si sono rivolti al Prefetto, al Sindaco, al Commissario straordinario dell’Iacp, ma anche all’Ispettorato territoriale del lavoro e al Genio Civile. L’Iacp non ha mai regolarizzato la posizione contrattuale delle famiglie che faticano persino a certificare la loro residenza, mentre in questi anni l’Istituto è intervenuto solo per alleviare dei disagi che si sono subito dopo ripresentati. “Non conoscevo il problema fino al 2015, quando ho cominciato ad avere le segnalazioni- dice il commissario straordinario Iacp Venerando Lo Conti- e a quel punto mi sono attivato facendo svuotare le vasche dell’interrato e predisponendo un progetto da inserire nel piano triennale. Ma sarebbe uno spreco di risorse spendere adesso circa 200mila euro per le ristrutturazioni, preferiamo attendere gli esiti delle perizie per fare lavori mirati e risolutivi”. Al problema strutturale in quelle palazzine, la cui competenza è in fase di passaggio al Comune, si è innescato quello dell’emergenza abitativa che ha spinto famiglie disperate, fuori da qualsiasi graduatoria, ad occupare degli alloggi, magari lasciati liberi da chi non riusciva più a sostenere la situazione di degrado. “Sono case fatte per quattro persone, -dice Lo Conti- ma in alcune, abitano anche in 12 e questo rende più problematiche le condizioni di vita”. Della spinosa questione si dovrà occupare il Comune e il sindaco è chiamato, per le sue competenze, a vigilare sulla sicurezza e la salute di chi abita quegli alloggi. I rappresentanti del Fronte popolare autorganizzato chiedono la verifica di “eventuali responsabilità per ritardi e omissioni nel rilascio, da parte dell’Iacp, del certificato di abitabilità, con quanto previsto dalla legge, e cioè conformità statico-strutturale e urbanistica, adeguamento impiantistico secondo la legge 46/90, funzionalità ascensori in sicurezza, collaudo dell’opera prima dell’insediamento delle famiglie negli alloggi”. Valentina Roberto, Roberto Laudini e Santi Lombardo chiedono anche adeguate misure per verificare l’attuale situazione igienico – sanitaria delle abitazioni. La Commissione istituita, composta da un ingegnere Iacp e tre tecnici del Genio Civile, dovrebbe dare la risposta a buona parte di queste richieste. L’Iacp, che ha affidato la costruzione delle palazzine all’Impresa edile Sottile di Furnari, a suo tempo, avrà commissionato indagini geologiche, idrogeologiche e geotecniche, propedeutiche per orientare la progettazione esecutiva dell’opera e quindi dell’appalto e saranno stati controllati gli indici di rischio della zona secondo il Piano per l’Assetto Idrogeologico.

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All’inizio le palazzine che dovevano sorgere in quel sito erano quattro ma pare che in un secondo momento si decise di ridimensionare il progetto. Come è stato possibile avere tutte le autorizzazioni per costruire visto che il complesso edilizio sorge sull’argilla? “All’epoca non ero il responsabile degli uffici, dice Leonarso Santoro, ingegnere capo del Genio Civile, ho visto che la documentazione è in ordine, vediamo cosa appura la Commissione, può darsi che i problemi siano nati da una situazione che si è venuta a creare dopo la costruzione”. Numerosi sopralluoghi dei Vigili del Fuoco già dal 2008 certificavano l’inagibilità dei plessi. Nel 2009 il Rup Raffaele Aliberto, funzionario Iacp, dichiarava in un’intervista che la falda acquifera rappresentava “un falso problema perché il sito, nonostante la criticità di natura geologica, è stato adeguato all’esigenza abitativa mediante la bonifica dei pozzi e il drenaggio delle acque”. Subito dopo la consegna dei primi due stabili nel 2007, si verificarono delle infiltrazioni all’interno dei cavi di fondazione degli edifici e alcuni mesi dopo, quando furono assegnati gli alloggi del terzo edificio ci sono state fuoriuscite di liquami a causa di un difetto nei pozzetti. Per risolvere il problema, forse riconducibile ad errori nell’edificazione, fu chiamata la stessa ditta costruttrice. Le consegne furono fatte, come avevano fatto notare allora gli assegnatari, in grande fretta, ma eravamo nel 2008, in una stagione di grande fermento elettorale, con in calendario comunali, regionali e politiche.

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