Smaltimento rifiuti, allarme di Confindustria Catania: rischio caos

Condividi

Costi insostenibili per la depurazione delle acque reflue e rischio stop per il conferimento dei rifiuti. Una doppia emergenza che si ribalta sul sistema produttivo e sui cittadini per la quale occorre trovare subito una soluzione condivisa. Lo chiede Confindustria Catania che nei giorni scorsi ha incontrato l´assessore comunale al ramo,  Fabio Cantarella,  per segnalare  i gravi disagi sopportati dalle imprese.   “I costi di conferimento dei fanghi di depurazione in questi anni sono arrivati a triplicarsi e quadruplicarsi  – spiega il presidente degli industriali etnei Antonello Biriaco  -.    E ciò a causa del fatto che gli impianti della zona industriale di Catania,  unico centro etneo di conferimento,  non possono più oggettivamente accogliere tali reflui. Siamo quindi costretti ad utilizzare strutture ubicate  fuori dalla provincia etnea con costi a carico delle aziende non più sopportabili”.

Leggi anche:  Arriva l'olio novello La Vucciria imbottigliato come un distillato

Un problema, quello dello smaltimento dei reflui, che è solo la punta dell´iceberg di una situazione di emergenza generalizzata.  C´è forte preoccupazione per la paventata chiusura della discarica Grotte Sangiorgio che a partire dalla prima settimana di maggio – come hanno dichiarato i vertici dell´azienda –  non potrà più accettare conferimenti di rifiuti indifferenziati. Lo stop al sito comporterà per i comuni etnei conferitori un forte aggravio dei costi che si abbatterà su tutto il sistema.

“Non possiamo aspettare inermi che la situazione precipiti  – spiega Biriaco –  occorre trovare soluzioni condivise e immediate se non si vuole sprofondare nel caos. Abbiamo molto apprezzato  lo sforzo dell´amministrazione comunale che ha ascoltato  le nostre ragioni. Ora occorre mettere in campo una forte azione congiunta e per questo chiederemo a breve un incontro con il nuovo Prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi,  con l’obiettivo di verificare le possibili strade da percorrere per evitare che l’ulteriore aggravarsi delle criticità ambientali comprometta la tenuta sociale ed economica del territorio”. 

Leggi anche:  Marsala, cinque in corsa per guidare la Procura