Massoneria, Commissione Petizioni Ue chiederà chiarimenti su legge Ars

Massoneria, Commissione Petizioni Ue chiederà chiarimenti su legge Ars
18 ottobre 2020

“Chiederemo alle autorità italiane le informazioni necessarie per valutare la compatibilità delle disposizioni della legge con il diritto dell’Ue, compresi quelli fondamentali riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

E’ la conclusione della Commissione per le petizioni dell’Ue sulla richiesta di abrogazione della legge n.18 della Regione Siciliana, del 12 ottobre 2018, sull’Obbligo dichiarativo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, componenti della giunta regionale e degli amministratori locali in tema di affiliazione a logge massoniche o similari’. La Commissione annuncia che “informerà il Parlamento europeo sulle sue conclusioni”.

L’intervento è stato sollecitato da un cittadino italiano, A. M., assistito dall’avvocato Salvatore Ragusa del foro di Catania, sostenendo che “l’obbligo di presentare una dichiarazione sull’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche sia in palese contrasto con la Costituzione italiana e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Il firmatario ha fatto riferimento alla violazione di “varie disposizioni, in materia di dignità, rispetto della vita privata, libertà di pensiero, di coscienza, di espressione, di riunione e associazione e di non discriminazione”.

La Commissione ha ritenuto ricevibile la richiesta e rilevato che “in particolare, come per qualsiasi trattamento di dati personali, la finalità deve essere legittima” e “può essere lecito solo se rispetta i diritti e le libertà riconosciuti dalla Carta, compresa la non discriminazione, nonché la libertà di pensiero, di coscienza e di religione e la libertà di riunione e di associazione”. Per questo la Commissione “ritiene opportuno chiedere informazioni alle autorità italiane” sulla legge per “valutarne la compatibilità con le pertinenti disposizioni del diritto dell’Ue e il possibile effetto restrittivo sull’esercizio dei diritti fondamentali pertinenti”.



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