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Una richiesta al Comune di Palermo: rendere fruibili i dati sulla balneabilità delle spiagge

I dati sulla salute pubblica e sul territorio dovrebbero essere di facile accesso, di immediata lettura e di qualità. Il sito del Comune di Palermo contiene diversi dati in merito ma, per rendere il servizio efficiente e di vera pubblica utilità, deve cambiarne le modalità di pubblicazione. Almeno per casi come quello sul ” Divieto di balneazione permanente stagione balneare 2014“.
Lo scopo di questo articolo è quello di sottolineare alcune criticità e suggerire alcune modifiche.

Una delle sezioni del sito dove trovate questi dati è la seguente:

http://www.comune.palermo.it/noticext.php?id=3881

E visto che si tratta di salute e penso alle persone a me care. Gli amici e i parenti.

Penso a Lorenzo che da Bologna vuole venire in vacanza a Palermo e che prima di farlo si documenta sui divieti di balneazione in città. Apre quella pagina e legge che non può fare il bagno “da Porto Vergine Maria a Porto S. Erasmo” . Un palermitano non ha difficoltà a comprendere l’estensione del divieto, ma per Lorenzo entrambi i toponimi sono ignoti.
Può aprire l’Ordinanza Dirigenziale corrispondente, la 31, e copiare e incollare le coordinate su Google Earth. Ma non può farlo, perché il file PDF è una scansione, è un’immagine e non è possibile copiare il testo. Non gli resta che leggere e trascrivere i valori delle coordinate. Lo fa e una delle due coordinate indicate sembra errata, e posizionata nel profondo blu (vedi immagine sotto).
Se il Comune avesse pubblicato questi dati anche in forma di mappa, Lorenzo avrebbe potuto continuare a ignorare i toponimi locali, e i tecnici del Comune avrebbero subito verificato e corretto l’errore sulle coordinate dell’Ordinanza 31.

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Penso a mia cognata che si documenta sempre su queste cose; un po’ per carattere, un po’ perché è mamma. L’occhio le cade sull’ordinanza numero 25, perché spesso va a guardare il mare poco prima del “Lido Olimpo” e legge che dalla fine del “Porto della Bandita” al “Lido Olimpo” è presente un divieto di balneazione per inquinamento; brutta cosa. Allora apre l’Ordinanza Dirigenziale in PDF per leggerne i dettagli e scopre che l’URL è errato, punta al file della numero 32. E rimane quindi senza alcuna informazione di dettaglio.

Penso a mia mamma, che mi ha trasmesso il valore del monitoraggio civico. Lei apre però una pagina diversa, perché conosce le normative vigenti e sa che questi dati si devono pubblicare nella sezione del sito del Comune denominata Amministrazione Trasparente.
La apre ed entra in particolare nella sezione “Acque marine “, all’interno di quella denominata “Informazioni ambientali”. Trova quello che cercava, il file XLS (una tabella) “elenco delle ordinanze di divieto di balneazione – primo trimestre 2014” (e anche “rettifica delle ordinanze per divieto di balneazione già emesse nel primo trimestre 2014, a cura dell’ufficio igiene e sanità”).
Si rallegra subito di avere davanti un foglio elettronico e non una pagina HTML con le informazioni aggregate male. Ma cambia radicalmente umore perché nel file non c’è traccia degli URL delle Ordinanze Dirigenziali e queste non sembrano essere presenti (ad una rapida ricerca) nella sezione Amministrazione Trasparente del sito del Comune. E’ una grave lacuna in termini di trasparenza.

E questo soltanto per fare tre esempi semplici. Il Comune per fortuna può rimediare a tutto questo in poco tempo e in autonomia.
Se ad esempio tutto fosse stato pubblicato secondo i migliori paradigmi degli Open Data, avremmo avuto a disposizione una tabella come questa. Un unico contenitore completo (gli URL delle ordinanze insieme agli altri dati) e pronto al riuso (si pensi al “copia e incolla” delle coordinate ).
E da una tabella di questo tipo, in pochissimo tempo, si può fare un’utile mappa a “pallini” che da una lettura di insieme rapida e alla portata di tutti. Quella di sotto si realizza in 10-15 minuti con CartoDB (“I” ed “F” stanno per inizio e fine).

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Meglio ancora pubblicare una mappa in cui ogni tratto di divieto di balneazione è rappresentato come segmento di costa (da inizio a fine divieto di balneazione), perché si tratta di elementi lineari.

Abbiamo discusso della cosa nel gruppo Open Data Sicilia e insieme a Salvatore Fiandaca abbiamo costruito la mappa di sotto. Abbiamo usato la linea di costa presente in questo dataset pubblicato in Open Data daISTAT, e l’abbiamo spezzata in coincidenza con le coordinate di inizio e fine.

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Non esiste coincidenza tra i punti dichiarati dal Comune e questa linea di costa, perché il Comune avrà usato un’altra base cartografica o dati da un rilievo diretto sul campo. Abbiamo quindi spostato le coordinate originali sul tratto della linea di costa più prossimo o interpretato (nei casi di coordinate che sembrano errate) la descrizione presente nelle ordinanze .

Con delle piccole modifiche nelle procedure interne il Comune di Palermo può essere molto più efficace sulla comunicazione di informazioni sulla salute pubblica. Quelle indicate in questo articolo sono soltanto degli esempi, proposti con l’obiettivo di essere utili all PA.
Passare dalla strada degli Open Data di qualità è una scelta che da sola contribuirebbe a garantire alla cittadinanza un’informazione più leggibile e consentirebbe alla comunità di costruire in modo partecipato elaborazioni come quelle mostrate in questo articolo.

Si tratta della salute di tutti e siamo sicuri che l’amministrazione cittadina si muoverà presto per apportare le dovute modifiche.

One Comment

  1. Amalia Giovenco

    Dati molto interessanti e che rivelano lo scarso interesse per la salute dei cittadini. Cittadini che non si possono documentare sui siti certi della non balneazione. E pensare che con il WEB ed ilGIS tutto sarebbe fattibile.

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