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Variante Omicron, Battiston: “Rischio lockdown di fatto”

Last updated on 29 dicembre 2021

C’è il rischio di un lockdown di fatto se non vengono cambiate le regole di fronte all’aumentare dei casi da variante Omicron del Covid. Lo sostiene Roberto Battiston, professore di Fisica all’Università di Trento, nel suo monitoraggio quotidiano dei numeri Covid in Italia nelle ultime 72 ore. Battiston, scrive il quotidiano La Repubblica, ha visto esplodere la Omicron: “A Natale rappresentava il 40% dei casi, presto soppianterà la Delta”.

Variante Omicron
Photo by Markus Spiske on Pexels.com

La diffusione rapidissima della variante Omicron

“Ci troviamo di fronte a un problema che ci ha colti di sorpresa: come gestire la rapidissima diffusione di Omicron senza chiudere tutto – dice Battiston -. Il rischio è che, applicando alla nuova variante le norme sulla quarantena e gli isolamenti fiduciari pensate in un’altra fase della pandemia, ci si ritrovi in un lockdown generalizzato di fatto, ma non deciso per decreto come quelli del 2020 e non calibrato sulla tenuta del sistema economico”. 

Il problema principale: i non vaccinati

Il problema principale? I non vaccinati: “I dati, per ora, ci dicono che le due dosi più il booster proteggono abbastanza dall’infezione, e quindi, ovviamente, dalla malattia grave – dice ancora Battiston – . Un livello di protezione che si abbassa un po’, per l’infezione, in chi non ha fatto la terza dose. Ma il vero problema resta quel 10% di adulti non vaccinati. Sono poco meno di sei milioni di persone e se Omicron, vista la sua alta capacità di diffusione, colpisse in modo sistematico ci ritroveremmo con migliaia di vittime e un sistema sanitario in tilt. Insomma, una nuova Bergamo, ma su scala nazionale”.

Il modello tedesco del lockdown per i non vaccinati

Oggi si guarda con attenzione a quanto è avvenuto in Germania dove il lockdown è stato riservato ai non vaccinati. E questo, dice Battiston, “sembra effettivamente l’unico strumento a portata di mano per contenere gli effetti sanitari su valori accettabili. Ma non necessariamente la diffusione del contagio, perché sappiamo che i vaccinati possono essere, anche se in misura minore, portatori di Omicron. Le tre dosi proteggono dal contagio di Omicron al 75%, ma al momento solo il 30% degli italiani ha fatto la terza dose. Questo significa che il 22% (30% per 75%) è teoricamente fuori dalla catena dei contagi: il restante 78% può partecipare alla diffusione del virus. E qui il tema da sanitario diventa economico: se cioè, bloccando chi a causa di un contatto rischia di diventare portatore, non finiamo per fermare, in modo non programmato, gran parte del Paese”.

L’efficacia dei vaccini con la Variante Omicron

Quanto all’efficacia dei vaccini di fronte alla variante Omicron “stanno facendo un lavoro enorme di protezione – dice Battiston – . Se fossimo tutti vaccinati con il booster la variante Omicron si potrebbe probabilmente derubricare ad una seria influenza. Ma il fatto che quasi sei milioni di italiani non abbiano alcuna protezione la rende invece una minaccia serissima. Il problema non sono i vaccinati, ma chi il vaccino non l’ha fatto. E comunque, indipendentemente dalle scelte individuali, vista la crescita in atto, la priorità assoluta resta evitare forti picchi di contagi, particolarmente temibili tra i non vaccinati”.

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