Carta di Catania, M5S: “Samonà sbaglia da solo, ma pagano tutti i siciliani”

“Il rinvio dell’audizione della commissione Cultura all’Ars che oggi avrebbe dovuto discutere della concessione in uso ai beni culturali della Regione Siciliana sia utile a convincere l’assessore Samonà che la sua idea della Carta di Catania così com’è non funziona e non è applicabile. Si pensi piuttosto a coinvolgere le associazioni e i soggetti che a vario titolo hanno a che fare con la gestione e la conservazione dei beni per un vero rilancio del nostro patrimonio culturale”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle componenti della Commissione Cultura Formazione e Lavoro Giovanni Di Caro, Roberta Schillaci e Stefania Campo, che oggi all’Ars era stata convocata per trattare la concessione dei beni culturali appartenenti al patrimonio della Regione siciliana. L’audizione che è stata voluta dalle deputate Valentina Zafarana e Ketty Damante è stata rinviata a martedì prossimo con la richiesta dei parlamentari del M5S di audire tutti gli esponenti e i tecnici della cultura appartenenti alle associazioni e alle università siciliane, che hanno espresso argomentate critiche e preoccupazioni sui reali rischi dell’applicazione del DA 74 del 30/11/2020.

“L’assessore Samonà – spiegano i deputati – è la perfetta cartina al tornasole del governo Musumeci. Si incaponisce su un progetto fallimentare, lo porta avanti, non ascolta nessuno e sbaglia in autonomia, provocando però danni che pagano i siciliani. Ultimo in ordine di tempo è il decreto sulla Carta di Catania che a nostro avviso non è in linea con le disposizioni del Codice Urbani e creerebbe un grave precedente  nella gestione dei beni culturali siciliani oggi conservati nei depositi regionali. Aspettiamo in commissione tutti i soggetti coinvolti che oggi non erano stati convocati” – concludono i deputati. 

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