Morace, Franza e quel monopolio nei mari siciliani

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Un piccolo “errore” che può costare alle casse della Regione Sicilia anche una cifra tra i 16 e i 20 milioni di euro in favore di un’impresa che si occupa dei trasporti marittimi e contributi che sfiorano i 300 milioni di euro, quelli messi a disposizione dell’assessorato regionale ai Trasporti. Sono questi i numeri economici che stanno dietro ai bandi di affidamento dei trasporti marittimi in Sicilia e a beneficiarne, sostanzialmente in regime di monopolio, in questi anni è stata la Liberty Lines di Ettore Morace, arrestato la settimana scorsa nell’operazione “Mare Monstrum” che ha portato all’arresto anche dell’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio e di un funzionario regionale Giuseppe Montalto.

 Tre anni fa la Regione che doveva rinnovare l’affidamento dei collegamenti con le isole minori prepara il bando e se ne occupa Salvatrice Severino, rimossa  in seguito perchè si scoprirà che la figlia lavorava alla Liberty Lines di Morace. A maggio del 2014, la neo dirigente, Dorotea Piazza, si accorge che il bando è stato fatto ad hoc per Morace ma che è stato gonfiato nell’importo. La Piazza denuncia tutto ai magistrati. Per determinare i parametri di costo del bando vengono presi come campione non tipologie generali di aliscafi ma gli specifici mezzi nella disponibilità degli aggiudicatari delle gare precedenti, violando così gli obblighi di trasparenza e imparzialità.

La Piazza si accorge che nel calcolare la base d’asta del vecchio bando c’è stato un gigantesco “errore” nell’applicazione degli estimi navali forniti dal ministero dei Trasporti. Inoltre sono state conteggiate doppiamente voci di costi già incluse e prese in considerazione dai valori economici forniti dal ministero. Fatto che ha aumentato le compensazioni garantite al vettore con conseguente danno per la Regione.

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La neo dirigente calcola che erano state doppiamente conteggiate le spese di organizzazione generale e utile di impresa e la sovracompensazione era pari a 15 milioni. Pochi mesi dopo, quando annullerà la gara, la Piazza si troverà a dover comunque pagare i servizi già svolti dall’azienda di Morace prima dello stop: a quel punto l’azienda presenta un conto di 16 milioni. “Ma – si legge negli atti dell’inchiesta – la dirigente calcola le spettanze al netto delle indebite maggiorazioni delle quali avrebbe beneficiato l’impresa grazie alle clausole rivelatesi viziate”. E quindi finisce per pagare a Morace appena 844.000 euro per la tratta Isole Eolie e 946.000 per le Egadi. Decisione sulla quale c’è un ricorso al TAR e al CGA.

MONOPOLIO – La Regione Sicilia intanto prepara un nuovo bando per riassegnare il servizio di aliscafo verso le isole minori. E il nuovo parte da una base d’asta che è scesa da 63 milioni del 2014 a 40 milioni. Come dicevamo, sull’assegnazione dei finanziamenti dell’assessorato ai Trasporti e del ministero per i trasporti in Sicilia si è venuto a creare un regime di monopolio creato dopo che Morace, in società con il gruppo Franza, con cui ha creato la Società di Navigazione Sicilia, ha acquistato la Siremar.

Il monopolio nei trasporti marittimi in Sicilia, secondo il deputato nazionale del Pd, Davide Mattiello, che ha presentato due anni fa un’interrogazione ai ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, in 9 anni ha generato per la SNS di Morace e Franza, 560 milioni di contributi, 50 milioni di sgravi fiscali, 300 milioni di incassi dalle vendite. 

 

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