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Posts tagged as “Legambiente”

Treni, in Sicilia le peggiori linee ferroviarie d'Italia

L’alta velocità ferroviaria cresce mentre i treni per i tre milioni di pendolari diminuiscono, le tariffe aumentano e i servizi sono di scarsa qualità. Il divario si perpetua. Maglia nera del servizio di intercity e regionale va anche quest’anno alla linea Roma-Ostia Lido, seguita dalla Circumvesuviana mentre al terzo posto si piazza la Reggio Calabria-Taranto.

È la prima analisi del trasporto ferroviario pendolare in Italia stilata come ogni anno, all’entrata in vigore dell’orario invernale, da Legambiente che lancia la campagna Pendolaria 2016 e la lista delle 10 peggiori linee, in attesa dell’analisi dei finanziamenti e dei processi organizzativi che verranno presentati a gennaio 2017. Sull’alta velocità l’offerta per la Roma-Milano è cresciuta del 276% dal 2007 mentre sono diminuiti i treni su intercity e regionali in 15 Regioni e sono state aumentate le tariffe in 16 Regioni. Dal 2010 a oggi, spiega Legambiente, per la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, si stimano tagli del 6,5% nel servizio regionale e del 19,7% per gli intercity. Solo in pochissime regioni è aumentato il servizio (il caso migliore è la Provincia di Bolzano).

Il taglio maggiore dei servizi (-26,4%) è stato subito dalla Calabria, seguita da Basilicata (18,9%) e Campania (-15,1%). Impennata delle tariffe in Piemonte (+47,3%), Liguria (+41,24%) e Campania (+36,1%). Le dieci linee peggiori indicate da Pendolaria 2016 sono state scelte per qualità del servizio, ritardi e tagli dei treni, capienza ed età dei convogli, disponibilità di orari per i pendolari, condizione delle stazioni.Oltre alle tre sul podio, al quarto posto c’è la Messina-Catania-Siracusa, seguita dalla Cremona-Brescia, dalla Pescara-Roma, i collegamenti per Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara dalla Casale Monferrato chiuse a seguito del tagli decisi dalla Regione Piemonte; la tratta Bari-Martina Franca-Taranto si colloca al ottavo posto, al nono la Treviso-Portogruaro e al decimo la Genova-Acqui Terme. In Italia sono quasi 3.300 ogni giorno i treni regionali con un’età media 17,2 anni (il 69% supera i 15 anni), con differenze marcate tra centro-nord e sud.

La regione con i treni ‘più vecchì è l’Abruzzo (24,1 anni) seguita da Basilicata (23,3) e Sicilia (23,2). L’età media in generale è migliorata rispetto al 2015 (era 18,6) per gli investimenti di alcune Regioni, per i nuovi contratti di servizio con Trenitalia che prevedono la sostituzione di 450 treni e, in alcuni casi, per la dismissione di quelli più vecchi (Puglia e Lombardia). Per i prossimi anni, però, avverte Legambiente, non sono previsti finanziamenti per aumentare i treni e quindi si rischiano ulteriori tagli. Per il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, «il nuovo Governo deve individuare le risorse per il rilancio del trasporto pendolare e procedere al commissariamento dove le Regioni non sono in grado di garantire il servizio» e «occorre quanto prima trasferire la gestione delle infrastrutture regionali a Rfi (Rete ferroviaria italiana), per realizzare investimenti in sicurezza e efficienza delle linee, e affidare il servizio con gare europee». Infine, ma non per importanza, «è necessario garantire gli stessi standard di sicurezza e qualità su tutte le linee del Paese» vista la differenza dimostrata anche dal drammatico incidente del 12 luglio, tra Andria e Corato, in provincia di Bari.

“Malgrado in alcune tratte i lavori si siano conclusi – afferma Legambiente – i disservizi rimangono anche perché, come spesso avviene in Sicilia, quello che interessa è aprire cantieri. Nessuno sta pensando a come aumentare la velocità, frequenza o tipologia dei treni in circolazione. Il problema è che si continua a ragionare, a Roma come a Palermo, al ministero delle Infrastrutture come in Regione siciliana, come se l’obiettivo sia di aprire cantieri, quando invece serve un progetto per migliorare il servizio lungo le linee ferroviarie siciliane, con treni finalmente nuovi e veloci, moderni e puntuali. Altro che il Ponte sullo Stretto”.

Ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2300 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte, ma a livello di popolazione la Lombardia conta solo il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni). “Nella classifica di Pendolaria delle 10 peggiori linee italiane, la Sicilia è al quarto posto con la tratta Messina-Catania-Siracusa – afferma Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – ma occorre sottolineare che tutte le tratte dell’isola sono scomode e inefficienti”.

Così il cemento aggredisce le coste in Sicilia

Il 61% della costa in Sicilia è ricoperto da immobili, case, spesso abusive, o altri edifici. Solo il 21% è tutelato da vincoli. Per il resto, il confine tra mare e cemento spesso è molto incerto. E’ quanto emerge dall’ultimo studio di Legambiente Sicilia sullo stato della costa nella nostra regione.  “Questo ci deve fare riflettere – dice Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – e, soprattutto, deve fare riflettere coloro i quali, sul tema della tutela delle coste e del paesaggio siciliano in genere, continuano a proporre soluzioni di sanatoria o di nuove edificazioni che, francamente ci lasciano sconcertati”.

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“Lo studio che abbiamo realizzato – spiega Stefano Ciafani, direttore nazionale Legambiente – è basato su foto satellitari scattate sulla Sicilia del 1988 e del 2013. Abbiamo puntualmente verificato la portata della cementificazione delle coste siciliane in questi 25 anni. Nel 1985 è entrata in vigore la legge Galasso che puntava a salvaguardare l’integrità delle coste italiane. Nel 1988 quello che emerge delle coste siciliane cementificate è che quasi il 10 per cento è stato realizzato dopo l’approvazione della legge. La norma – sottolinea Ciafani – in questa regione non ha sortito grandi effetti: c’è stata una cementificazione autorizzata, ma anche una abusiva che va affrontata solo con le demolizioni e non con il condono”.

Potete scaricare il dossier cliccando qui

Il fatto è che nei prossimi anni l’avanzata del cemento rischia di portarci all’ “ultima spiaggia”. Dobbiamo difendere le coste italiane e il loro patrimonio naturalistico di altissimo valore, cercando di proteggere prima di tutto le spiagge ancora libere. Anche il Wwf ha lanciato un suo dossier “Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola”.

Gli studi dell’equipe coordinata dal professor Bernardino Romano dell’Università dell’Aquila, ha documentato come la densità dell’urbanizzazione in una fascia di 1 km dalla linea di costa è passata nella Penisola dal 10 al 21%, mentre in Sicilia ha raggiunto il 33%.

Depuratori e impianti fognari in Sicilia: sbloccati 245 milioni di euro

“Sulla depurazione in Sicilia cominciamo ad uscire dal pantano. Oggi sono state pubblicate 5 gare per sbloccare i primi interventi relativi a sistemi fognari e impianti di depurazione finanziati dal Cipe nel 2012. Bandi che consentono di avviare concretamente interventi per 245 milioni di euro, fondi bloccati da 4 anni. Siamo intervenuti, come Governo nazionale, su un settore che in Sicilia era fortemente indietro e a rischio di pesanti sanzioni da parte dell’Europa”. Ad annunciarlo è il sottosegretario Davide Faraone.

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“Le gare – prosegue Faraone – riguardano i primi interventi relativi ai comuni di Misterbianco, Palermo, Marsala e Carini. Gli interventi complessivamente valgono circa 245 milioni: 205 milioni per Misterbianco, 33 milioni per il collettore sud orientale di Palermo, 5 milioni per Marsala e 2,5 milioni per Carini. Per Marsala e Carini si tratta già dell’esecuzione delle opere, per Palermo del servizio di verifica del progetto, mentre sul sistema di Misterbianco i bandi riguardano le indagini e la progettazione definitiva ed esecutiva secondo quanto previsto dal nuovo codice degli appalti. Grazie a quest’ultimo intervento, il depuratore di Misterbianco trattera’ acque reflue di 11 comuni della Provincia di Catania, sanando l’infrazione comunitaria per un bacino di 200.000 abitanti equivalenti”.

“Ringrazio – conclude Faraone – il commissario straordinario Vania Contrafatto e la struttura commissariale che e’ gia’ a lavoro su altri interventi. Ancora una volta il Governo nazionale dimostra la sua attenzione per la Sicilia e investe con i fatti sullo sviluppo economico e ambientale dell’Isola”.

La mancata depurazione   continua a essere una delle maggiori minacce del mare siciliano secondo Legambiente che  ha analizzato in 26 punti la costa tra il 4 e l’8 luglio: 17 presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa, con un giudizio di “fortemente inquinato”. Nel mirino dei controlli dei biologi di Legambiente, ci sono scarichi di depuratori, canali, foci di fiumi e torrenti e tutti quei veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano a mare.

Della mancata depurazione, a farne le spese saranno i cittadini. Sono infatti passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Secondo  il rapporto della “Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche” la multa in  arrivo sarà di circa 185 milioni di euro, la più alta in Italia, pari a 37 euro per ogni cittadino”. Oltre il 72 per cento dei comuni siciliani sono finiti in infrazione o sono stati condannati”.

Il sistema di depurazione dell’Isola – come scrive La Repubblica nell’edizione di Palermo oggi in edicola –  è vecchio e inadeguato:

I depuratori sono in grado di far fronte soltanto al 54 per cento del carico inquinante presente nelle acque reflue dell’Isola. Un dato che mette la Sicilia all’ultimo posto nella classifica sullo stato di salute dei sistemi di depurazione, e per il quale l’Italia è finita nel mirino di diverse procedure di infrazione dell’Unione europea: 452 per l’esattezza. A questa situazione si è tentato di far fronte nel 2012, quando il Cipe — Comitato interministeriale per la programmazione economica — ha finanziato 183 interventi per la depurazione in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia per un totale di 1,6 miliardi. Per la Sicilia c’erano a disposizione oltre 65 milioni, cifra che aumentava esponenzialmente considerando anche il finanziamento previsto dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Nel frattempo, però, sono passati quattro anni senza che questi fondi fossero usati.

Oggi i tempi si fanno sempre più stretti: nel gennaio del 2016, infatti, è scaduto il termine per uscire dalla procedura di infrazione europea emessa quattro anni fa, e a dover pagare il conto saranno le Regioni e gli enti locali.  Come dicevamo, alla Sicilia toccherebbe un salasso pari a circa 185 milioni di euro.
In questo momento sono solo tre milioni di abitanti, in Sicilia, quelli serviti da un impianto di depurazione: circa il 60 per cento, cioè, su una popolazione di circa cinque milioni di persone.

10mila chilometri quadrati di mare nel Canale di Sicilia ancora sotto scacco delle compagnie petrolifere

Sono oltre 10mila i chilometri quadrati di mare nel Canale di Sicilia ancora sotto scacco delle compagnie petrolifere, nonostante un parziale successo ottenuto con il divieto di operare entro le 12 miglia dalla costa.  Numeri di una folle corsa all’oro nero che ancora continua, frutto anche delle politiche fossili degli ultimi Governi che non hanno tenuto in alcun conto le preoccupazioni e le opposizioni delle comunità locali; ma anche della scarsa volontà dalla Regione Sicilia di opporsi a questo scenario e puntare davvero e con convinzione sulle energie rinnovabili.

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Per questo dalla Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, che oggi lascia la Sicilia, arriva l’appello a tutte le amministrazioni siciliane, alle associazioni di categoria, a partire da quelle della pesca e del turismo, agli enti parco e a tutti coloro che hanno a cuore la tutela del mare e del territorio siciliano, di fare fronte comune per fermare l’insensata corsa all’oro nero e proseguire così la battaglia di civiltà portata avanti con il referendum dell’aprile scorso.

“La nostra battaglia continua anche dopo il referendum – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – perché il cambiamento del modello energetico è già in atto e sta mettendo le fonti fossili ai margini. C’è un altro scenario più conveniente, pulito, democratico su cui chiediamo al Governo Renzi di puntare per portare l’Italia fuori dall’era dei fossili, in linea con gli impegni presi a Parigi alla Cop21. L’Italia possiede oggi risorse naturali e opportunità per ridurre l’utilizzo di petrolio e gas puntando sulle alternative realmente competitive ma bloccate da politiche miopi e sbagliate: l’autoproduzione da energie rinnovabili, il biometano, l’efficienza energetica”.

Un parziale successo in Sicilia si è avuto grazie all’approvazione della Legge di stabilità 2016, frutto delle battaglie portate avanti dalle associazioni ambientaliste in questi anni. In Sicilia, ad esempio, sono state rigettate un’istanza di permesso di ricerca a a largo di Licata (della Petroceltic Italia) e un’istanza di concessione di coltivazione a sud di Pantelleria (di ENI). Sono state, invece, riperimetrate  la concessione di coltivazione a largo di Licata (di ENI); le istanze di permesso di ricerca della Northern Petroleum (Agrigento); della Northern Petroleum (tra Agrigento e Licata); di ENI (a largo di Gela); della Transunion Petroleum (a largo di Punta Secca  – spiaggia di Montalbano). Quest’ultima istanza di permesso di ricerca aveva suscitato non poche polemiche presso la popolazione. Ricordiamo che parte dell’istanza rientrava addirittura entro le cinque miglia marine. Dopo la riperimetrazione avvenuta con la Legge 208/2015, l’area di istanza si è ridotta notevolmente: dai 496,50 kmq originariamente richiesti ai 16,49 kmq (area 1) e 53,95 kmq (area 2).  A causa del consistente ridimensionamento dell’area, la società non ha inviato alcuna comunicazione in merito alla volontà di proseguire il procedimento o meno e la pratica  è  stata rigettata dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’istanza di permesso di ricerca comprendeva una vasta area di fronte alla Spiaggia di Punta Secca, conosciuta come la spiaggia del Commissario Montalbano.

Ancora oggi però rimane il rischio che venga realizzata, nell’area entro le dodici miglia, la nuova piattaforma di Edison Vega B, per la quale insistono molte perplessità sia sugli aspetti ambientali che procedurali oltre che le preoccupazioni per i rischi che tale attività comporterebbe. Proprio per questo Legambiente, Greenpeace e il Touring Club italiano e il Wwf sono da tempo impegnati in una battaglia giudiziaria a suon di ricorsi la realizzazione di questa piattaforma.

 “La classe politica siciliana si sta confermando incapace di scelte strategiche in materia energetica senza avere la minima percezione di quanto queste siano importanti per il futuro di questa regione – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Il Governo siciliano continua a guardare al passato condannando la più grande piattaforma di energie rinnovabili del Mediterraneo, qual è la Sicilia, all’arretratezza e al sottosviluppo. Senza contare che un eventuale incidente potrebbe causare danni incalcolabili alle coste siciliane dal punto di vista ambientale. Così come devastanti potrebbero essere gli effetti che anche piccole quantità di greggio disperso in mare potrebbero avere sulle nostre coste”.

I dati sull’assalto al mare siciliano

Le tre concessioni di coltivazione per l’estrazione di idrocarburi nel Canale di Sicilia vedono 6 piattaforme e 36 pozzi produttivi che nel 2015 hanno estratto oltre 247mila tonnellate di greggio, pari al 32,9% della produzione nazionale a mare (corrispondente a 750.686 tonnellate) e solo al 4,5% della produzione totale nazionale (mare e terra). La produzione nei primi mesi del 2016 (gennaio – aprile) ha visto invece estrarre oltre 117mila tonnellate di petrolio (il 48% dell’intera produzione dell’anno precedente, il 50% in più rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2015 in cui erano state estratte 77mila tonnellate di greggio).

Le società titolari dei permessi sono ENI Mediterranea Idrocarburi (per le 2 concessioni CC1AG E CC3AG a fronte delle coste di Gela), ed EDISON – ENI per la concessione CC6EO che si sviluppa di fronte le coste di Ragusa; inoltre le concessioni produttive CC1AG e CC3AG ricadono all’interno delle 12 miglia nautiche ed hanno all’interno delle piattaforme attive, dei pozzi non eroganti (6 per la concessione CC1AG e 6 per la CC3AG); la concessione CC6EO ricade invece parzialmente all’interno delle 12 miglia e presenta 1 pozzo non erogante.

Esiste una quarta concessione di coltivazione, denominata GC1AG di proprietà ENI EDISON, che nel 2015 – nonostante abbia 2 piattaforme produttive (argo 2 e Cassiopea 1) e due pozzi produttivi – non ha estratto né greggio né gas.

Le concessioni sono produttive anche per quanto concerne il gas, con modeste quantità:infatti le tre concessioni siciliane hanno estratte complessivamente 5,6 milioni di Smc a fronte di una produzione nazionale a mare di oltre 4,5 miliardi di Smc (pari quindi allo 0,1% della produzione nazionale a mare del 2015).

Le concessioni potrebbero però aumentare essendo vigente un’istanza di concessione di coltivazione di proprietà Eni Edison di fronte alle coste di Gela (denominata d2GCAG) per un totale di 41 chilometri quadrati – a seguito della riperimetrazione del titolo che di fatto ha portato gli attuali confini oltre le 12miglia – conferita nell’Agosto del 2009 ed in fase di valutazione di impatto ambientale.

Per quanto riguarda i permessi di ricerca rilasciati, al momento sono quattro per un totale di circa 1.400 kmq; le società che ne detengono la titolarità sono la Northern Petroleum (due permessi di ricerca in tutto, uno a largo di Ragusa sospeso dal 2010 e l’altro a largo di Pachino conferito nel 2014) e le società Eni Edison (altri due permessi a largo di Licata entrambi sospesi fino al marzo del 2016 ed attualmente non ben chiarita la loro situazione).

Le istanze di permessi di ricerca sono invece sei per oltre 2.380 kmq: una a largo di Pozzallo della Nautical Petroleum e della Transunion Italia in fase decisoria dal decreto di VIA, le altre – tutte in corso di VIA – appartengono all’Audax Energy (tra Marsala e Mazara del Vallo), 2 ad Edison – Eni (a largo di Gela), una alla Northern Petroleum e Petrceltic Italia (a largo di Agrigento) e l’ultima alla Norhern Petroleum (tra Agrigento e Licata). Tutte le istanze per i permessi di ricerca sono state conferite tra il 2009 e il 2010.

Sono invece attive due istanze di permessi di prospezione da parte della Schlumberger per 6.680 kmq di mare: uno a largo di Agrigento e uno tra Pachino e Pozzallo. Sono entrambe le istanze in corso di VIA e sono state conferite il 30/04/2014.

I DATI DELL’ASSALTO ALL’ORO NERO IN SICILIA

PRODUZIONE GREGGIO SICILIA IN MARE

Società

Zona Marina

Titolo

Piattaforma

Pozzi Produttivi

Produzione 2015 (tonn.)

Produzione 2016

(gen. – apr.)

tonn.

ENI MEDITERRANEA IDROCARBURI

Canale di Sicilia di fronte Gela

CC1AG

Gela 1

Gela Cluster

10 Pozzi

43.542

52.705

ENI MEDITERRANEA IDROCARBURI

Canale di Sicilia di fronte Gela

CC3AG

Perla e Prezioso

7 Pozzi

78.522

23.534

EDISON – ENI

Canale di Sicilia di fronte Ragusa

CC6EO

Vega A e nave FSO Leonis

19 Pozzi

124.990

41.567

TOTALE

6 piattaforme

36 pozzi

247.054

117.806

CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE

Società

Zona Marina

Titolo

Piattaforme Marine

 

Pozzi Produttivi non eroganti

 

Note

ENI EDISON

Canale di Sicilia di fronte Gela

GC1AG

Argo 2

Cassiopea 1

2

145,6 kmq

scadenza 31/10/34

ENI MEDITERRANEA IDROCARBURI

Canale di Sicilia di fronte Gela

CC1AG

Gela 1

Gela Cluster

6

79,91 kmq

scadenza

18/08/2017

ENI MEDITERRANEA IDROCARBURI

Canale di Sicilia di fronte Gela

CC3AG

Perla e Prezioso

7 Pozzi

6

394,8 kmq

scadenza

13/06/2020

EDISON – ENI

Canale di Sicilia di fronte Ragusa

CC6EO

Vega A e nave FSO Leonis

19 Pozzi

1

184,8 kmq

scadenza

28/12/2022

ISTANZE CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE

Società

Zona Marina

Titolo

Area (kmq)

Conferimento

 

Note

ENI EDISON

Canale di Sicilia di fronte Licata

d2GCAG

41,1

04/08/2009

In Corso di VIA

PERMESSI DI RICERCA RILASCIATI

Società

Zona Marina

Titolo

Area (kmq)

Conferimento

Note

NORTHERN PETROLEUM

Canale di Sicilia a largo di Portopalo di C. Passero (SR)

CR146NP

620,31

28/09/2004

Sospeso dal

27/07/2010

NORTHERN PETROLEUM

Canale di Sicilia a largo di Portopalo di C. Passero (SR)

CR149NP

101,87

15/07/2014

Scadenza il

15/07/2020

ENI – EDISON

Canale di Sicilia a largo di Licata

GR13AG

313,19

09/11/1999

2a proroga

Sospeso fino al 19/03/2016

ENI – EDISON

Canale di Sicilia a largo di Licata

GR14AG

373,08

09/11/1999

2a proroga

Sospeso fino al 19/03/2016

ISTANZE DI PERMESSI DI RICERCA

Società Zona Marina Titolo Area (kmq) Conferimento Note
NAUTICAL PETROLEUM /

TRANSUNION P. ITALIA

 

Canale di Sicilia a largo di Pozzallo

 

 

d359CRTU

 

 

697,4

 

 

31/07/2009

 

In Fase Decisoria dal decreto VIA

 

AUDAX ENERGY

Canale di Sicilia tra Marsala e Mazara del Vallo  

d363CRAX

 

724,6

 

29/01/2010

In Corso di VIA
EDISON ENI Canale di Sicilia a largo di Gela d28GRAG 456,5 25/03/2009 In Corso di VIA
NORTHERN PETROLEUM /

PETROCELTIC ITALIA

 

Canale di Sicilia a largo di Agrigento

 

d29GRNP

 

104

 

30/06/2009

 

In Corso di VIA

NORTHERN PETROLEUM Canale di Sicilia tra Agrigento e Licata  

D30GRNP

 

279,7

 

30/06/2009

 

In Corso di VIA

EDISON ENI A largo di Gela d33GRAG 120,9 30/06/2009 In Corso di VIA

ISTANZE DI PERMESSI DI PROSPEZIONE

Società Zona Marina Titolo Area (kmq) Conferimento Note
SCHLUMBERGER Tra Pachino e Pozzallo d1CPSC 2.166 30/04/2014 In Corso di VIA
SCHLUMBERGER Di fronte ad Agrigento d1GPSC 4.214 30/04/2014 In Corso di VIA – Parere negativo CTVA

 

La mancata depurazione continua a essere una delle maggiori minacce del mare siciliano

La mancata depurazione continua a essere una delle maggiori minacce del mare siciliano: su ventisei punti monitorati da Goletta Verde ben diciassette presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa, con un giudizio dunque di “fortemente inquinato”. Nel mirino ci sono sempre scarichi di depuratori che evidentemente continuano a non funzionare a dovere, canali, foci di fiumi e torrenti. Una situazione non più tollerabile che rischia di compromettere non solo le bellezze naturali di questa regione, ma la stessa economia turistica. I fondi disponibili ci sono e non sono stati quasi per nulla utilizzati, per questo chiediamo a Regione e comuni, sia costieri che dell’entroterra, di fare fronte comune per risolvere finalmente l’emergenza depurativa di questa terra.

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È questo il bilancio del monitoraggio svolto dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane – realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegnodei partner tecnici NAU e Novamont – che ha ripreso il suo tour per la Penisola. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa al Circolo Canottieri di Palermo da Mariateresa Imparato, portavoce di Goletta Verde e da Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

 “Nel corso del nostro viaggio monitoriamo i punti critici individuati lungo le coste – – spiega Mariateresa Imparato, portavoce di Goletta Verde -. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Si tratta in ogni caso di punti dove spesso è comunque alta la presenza di bagnanti. Infatti, rispetto ai 17 punti che abbiamo giudicato fortemente inquinati in ben dieci casi ci troviamo in prossimità di luoghi che registrano un’affluenza media di bagnanti e in alcuni casi addirittura alta, nonostante in alcuni casi ci siano anche i cartelli di divieto di balneazione”.

Sono passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi, ma piuttosto di agire non abbiamo fatto altro che collezionare multe. A pagare l’immobilismo cronico delle istituzioni saranno al solito i cittadini. In questa regione in particolare, visto che secondo il rapporto della “Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche” la multa in arrivo sarà di circa 185 milioni di euro (la più alta in Italia), pari a 37 euro per ogni cittadino, a fronte della media nazionale di 8,1 euro. Tutte le regioni italiane sono ormai sotto l’attenzione dell’Ue: l’ultima procedura arrivata lo scorso anno coinvolge addirittura 137 agglomerati urbani in questa regione, nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui, ai quali bisogna aggiungere i 67 già interessati da precedenti condanne da parte dell’Ue, arrivando così a una percentuale del 72,6% degli agglomerati urbani finiti in infrazione o condannati rispetto al totale regionale.

“Le tante segnalazioni che ci arrivano dai cittadini dimostrano che la situazione in tante aree dell’isola è diventata insostenibile, con scarichi che durante tutto l’anno finiscono in mare e rischiano di compromettere ulteriormente la già difficile situazione in cui versa la nostra economia – commenta Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori. Purtroppo fino ad ora nessuno dei governi regionali che si sono succeduti hanno affrontato quella che a nostro avviso rappresenta una priorità per il rilancio ambientale ed economico di questa terra. Il paradosso è che sul fronte della depurazione i fondi erano disponibili, ma non si è stati in grado fino ad ora a spenderli. È tempo che il Governo regionale affronti finalmente questa emergenza con determinazione e costanza”.

La situazione non migliora né per quanto riguarda l’informazione ai bagnanti che per i rifiuti presenti in spiaggia. La cartellonistica in spiaggia è ancora troppo scarsa, nonostante da due anni sia scattato l’obbligo per i Comuni di apporre pannelli informativi, secondo uno specifico format europeo, dove devono essere riportate tutte le informazioni circa qualità delle acque che prende in considerazione la media dei prelievi degli ultimi quattro anni (classi: eccellente, buona, sufficiente, scarsa), i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa. I tecnici di Goletta Verde non hanno riscontrato la presenza di cartelli in nessuno dei punti campionati lungo le coste siciliane. Molti punti monitorati, inoltre, sono accumunati da una notevole presenza di rifiuti plastici e, in particolare, di rifiuti da mancata depurazione che, buttati impropriamente nel water e non venendo bloccati dagli impianti di depurazione malfunzionanti finiscono in mare e sulle spiagge. Parliamo, ad esempio, di assorbenti, blister e cotton fioc. Un dato già denunciato da Legambiente nell’indagine Beach Litter 2016 che ha analizzato tipologia e quantità di rifiuti presenti sulle spiagge italiane. La maglia nera è toccata in questo caso proprio a una città siciliana, quella di Olivella nel comune di Santa Flavia (PA), dove i volontari di Legambiente trovarono, nello scorso mese di maggio, 1252 rifiuti in 100 metri di spiaggia.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 4 e l’8 luglio 2016. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

 

In provincia di Messina è risultato fortemente inquinato il prelievo effettuato alla foce del torrente (o Patrì) in località Cantone. Nessuna anomalia, invece, riscontrata nel campione prelevato a Giardini Naxos, nel quartiere San Giovanni, alla spiaggia di via IV Novembre.

Fortemente inquinato, invece, il campionamento effettuato alla foce del fiume Alcantara, in località San Marco, che segna il confine tra Calatabiano e Giardini Naxos, quindi tra le province di Messina e Catania.

In quest’ultima provincia, invece, è risultato fortemente inquinato il campionamento allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del Lungomare Galatea, mentre è risultato nella norma quello alla spiaggia libera a Lidi Playa a Catania.

Giudizio di fortemente inquinato anche per il prelievo alla foce del canale Grimaldi, al Porto Grande – zona Pantarelli di Siracusa.

Dei dieci campionamenti effettuati in provincia di Palermo, cinque sono stati giudicati “fortemente inquinati”: quello alla spiaggia tra Capitaneria e vecchio oleificio al porto di Termini Imerese; al piano Stenditore lungomare in località Ponticello a Santa Flavia; alla spiaggia tra la chiesa e l’ospedale Buccheri La Ferla in località Bandita di Palermo; alla foce Nocella, in contrada San Cataldo, tra Terrasini e Trappeto; allo scarico fognatura di Terrasini, nei pressi della diga foranea del porto; allo sbocco dello scarico di fronte corso Mattarella a Villa Grazia di Carini; allo sbocco del depuratore presso la foce del torrente Chiachea, sempre a Carini e alla foce del torrente Pinto a Trappeto. Nei limiti, invece, gli inquinanti registrati a Sferracavallo a Palermo (in via Barracello, di fronte alla pompa di sollevamento) e in località Aspra a Gallodoro (effettuato di fronte al tubo di scarico). Quest’ultimo punto, va specificato, è stato segnalato più volte dai cittadini per la presenza di presunti scarichi in mare. Attualmente vige ancora un divieto temporaneo di balneazione emanato dal sindaco. Anche se nel prelievo di Goletta Verde –  che ribadiamo essere puntuale e che fotografa la situazione di quel determinato momento – non sono state riscontrate cariche batteriche oltre la soglia consentita dalla legge, chiediamo al sindaco di attivarsi con l’Arpa Sicilia affinché vengano al più presto resi pubblici i risultati dei campionamenti eseguiti.

Due campionamenti “fortemente inquinati” anche in provincia di Trapani, rispetto ai quattro monitorati: alla foce del canale nei pressi dello scarico del depuratore nella frazione di Marinella di Selinunte a Castelvetrano e alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo (Lungomare di Levante, foce Arena). Nei limiti, invece, quelli eseguiti alla spiaggia libera di via Florio a Marsala e sulla spiaggia in corrispondenza del tubo di scarico in località Sanguigno di Custonaci. Anche su questo punto è necessario un approfondimento. Nel corso degli ultimi mesi l’area è stata continuamente oggetto di scarichi di sostanze sospette, documentati e denunciati dal locale circolo di Legambiente e segnalati in più occasioni da cittadini e turisti, dovuti probabilmente a guasti o rotture della condotta del depuratore. È evidente, dunque, che esiste una situazione di criticità che va al di là del prelievo effettuato dai tecnici di Goletta Verde (che lo scorso anno giudicarono il punto “fortemente inquinato”). Non ci può però sempre affidare alla buona sorte e per questo chiediamo al sindaco di attivarsi per individuare le anomalie presenti nell’area e di risolverle al più presto.

A Gela (provincia di Caltanissetta) fortemente inquinato il prelievo alla foce del fiume Gattano, in località Macchitella.

Infine, due punti giudicati fortemente inquinati in provincia di Agrigento, rispetto ai quattro monitorati: spiaggia, a valle del depuratore (??) a Licata e alla foce del torrente Canzalamone in località Stazzone di Sciacca. Entro i limiti quelli alla spiaggia in corrispondenza del torrente Re a Porto Empedocle e alla spiaggia in corrispondenza di un canale a Realmonte (località Villa Romana).

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 32 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale e nel 2015 ha raccolto in Sicilia 7.435 tonnellate di questo rifiuto pericoloso, evitandone così la possibile dispersione nell’ambiente. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 90% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del COOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN SICILIA*

 *prelievi effettuati tra il 4 e l’8 luglio 2016

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

ME/CT Calatabiano/Giardini di Naxos San Marco Foce fiume Alcantara Fortemente Inquinato
ME Barcellona Pozzo di Gotto Cantone Foce torrente Termini o Patrì Fortemente Inquinato
ME Giardini Naxos Quartiere San Giovanni Spiaggia in IV Novembre, 251 Entro i limiti
PA Termini Imerese Porto Spiaggia tra capitaneria e vecchio oleificio e/o tubo di scarico Fortemente Inquinato
PA S. Flavia Porticello piano Stenditore lungomare Fortemente Inquinato
PA Palermo Bandita Spiaggia tra chiesa e ospedale Buccheri La Ferla Fortemente Inquinato
PA Bagheria Aspra Gallodoro (spiaggia a circa 50 m dal tubo di scarico) Entro i limiti
CT Catania Lidi Playa Spiaggia libera a destra dell’Aquapark Entro i limiti
CT Aci-Castello Aci-Trezza Sbocco scarico fognario all’inizio di Lungomare Galatea dietro statua di Padre Pio Fortemente Inquinato
SR Siracusa Porto Grande-zona Pantanelli Foce canale Grimaldi Fortemente Inquinato
PA Terrasini/Trappeto C/da S. Cataldo Foce Nocella Fortemente Inquinato
PA Terrasini Diga Foranea porto Scarico fognatura Terrasini Fortemente Inquinato
PA Carini Villa Grazia di Carini (lungomare Cristoforo Colombo) Sbocco scarico fronte Corso Bernardo Mattarella Fortemente Inquinato
PA Palermo Sferracavallo Via Barcarello fronte tubo pompa di sollevamento Entro i limiti
PA Carini Carini Sbocco depuratore presso foce torrente Chiachea Fortemente Inquinato
TP Castelvetrano Fraz. Di Marinella di Selinunte Foce canale nei pressi scarico del depuratore Fortemente Inquinato
TP Mazara del Vallo Lungomare di Levante foce Arena Foce fiume Delia Fortemente Inquinato
TP Marsala Spiaggia libera via  Vincenzo Florio (tra due lidi) Entro i limiti
TP Custonaci Sanguigno spiaggia in corrispondenza tubo di scarico Entro i limiti
PA Trappeto C/da S. Cataldo foce torrente Pinto Fortemente Inquinato
RG Scicli Arizza Spiaggia in corrispondenza foce Fiumara di Modica Entro i limiti
CL Gela Macchitella foce fiume Gattano Fortemente Inquinato
AG Licata spiaggia a valle dello scarico del depuratore Fortemente Inquinato
AG Porto Empedocle Spiaggia di Marinella-Lido Fico d’India/Kenya Spiaggia in corrispondenza del torrente Re Entro i limiti
AG Realmonte Villa Romana di Realmonte Spiaggia in corrispondenza del canale nei pressi di Villa Romana Entro i limiti
AG Sciacca Stazzone foce torrente Canzalamone Fortemente Inquinato

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

Reati a danno del mare, Sicilia seconda in Italia

Pesca di frodo, cemento illegale, inquinamento: sono oltre tremila i reati a danno del mare accertati dalle forze dell’ordine nel corso del 2015 lungo le coste della Sicilia, praticamente 8,2 infrazioni al giorno, due reati per ogni chilometro di costa, il 16,4% dei reati registrati in Italia.  Numeri da capogiro che piazzano la Sicilia al secondo posto in Italia nella poco lusinghiera classifica del dossier Mare Monstrum di Legambiente. A far peggio solo la Campania. Le due regioni, da sole, rappresentano un terzo di tutti i reati accertati nella Penisola.  A fare da contraltare però ci sono le anche buone notizie: i comportamenti virtuosi, i provvedimenti e i sempre maggiori controlli che si stanno mettendo in campo. A partire dalle esperienze delle Aree marine protette, veri baluardi della difesa del mare e delle coste di questa terra, che in questi anni hanno saputo coniugare opere di difesa e tutela con azioni di valorizzazione e promozione turistica, sempre più rispettosa dell’ambiente e dello sviluppo del territorio.

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Proprio dall’area marina delle Isole Egadi e da Favignana, dove sta facendo tappa la Goletta Verdela storica imbarcazione ambientalista a tutela del mare e delle coste italiane, Legambiente rilancia la necessità di dare sempre maggiore peso e moltiplicare queste esperienze. Temi che saranno affrontati oggi pomeriggio, alle ore 18 presso i Giardini di Palazzo Florio a Favignana con l’incontro “30 anni dalla Parte del Mare”, a corredo della mostra allestita presso l’Ex Stabilimento Florio realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e la collaborazione dell’area marina protetta delle Isole Egadi e diFederparchi. Una carrellata su tre decenni di politiche ambientali che racconta come l’Italia, nonostante tutto, sia cambiata in termini di difesa, tutela e innovazione.  A seguire ci sarà una visita guidata al Centro di primo soccorso per Tartarughe Marine dell’AMP, che attualmente ospita due esemplari di Caretta caretta recentemente recuperate a largo di Favignana.

“Le infrazioni ai danni del mare registrate in Sicilia nel corso del 2015 sono impressionanti: 3021 reati, 3257 persone arrestate e denunciate e 482 sequestri – spiega Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Numeri da capogiro che ci raccontano però anche quanto sia stato straordinario il lavoro svolto da forze dell’ordine, Capitanerie e procure nell’ultimo anno contro chi continua a depredare il nostro territorio. Abbiamo vinto tante battaglie contro gli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale, a partire dalla nuova legge sugli ecoreati, ma molto resta ancora da fare come dimostrano oggi i nostri dati, sia contro il cemento e gli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste che contro gli scarichi e le sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno. Occorre sempre più rafforzare i controlli, punire di oltraggia il mare, ma anche rafforzare gli straordinari esempi di tutela, come le Aree marine protette  della nostra Isola”.

A fare la parte del leone, secondo i dati del dossier di Legambiente, è il settore della pesca di frodo dove si contano addirittura 1529 infrazioni accertate, 1553 persone denunciate e 180 sequestri: numeri da record che fanno balzare la Sicilia al primo posto in questa classifica, così come in quella per quantità di prodotti ittici sequestrati (587.546 chilogrammi). Seguono i reati legati alla navigazione fuorilegge (578 infrazioni, 581 persone denunciate); ma a preoccupare sono anche i reati legati al ciclo del cemento, con 462 infrazioni accertate, 505 persone denunciate e 115 sequestri; e alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 452 (con 638 persone denunciate e 175 sequestri).

“Alle Egadi – spiega il direttore dell’Area marina protetta Stefano Donati – abbiamo avviato un forte contrasto alle attività illecite in mare, in particolare contro lo strascico illegale sotto costa, che con i dissuasori e il controllo satellitare si è ridotto dell’85%. Abbiamo poi puntato sulla prevenzione, moltiplicando la presenza del personale dell’AMP in mare, di cui sono protagonisti i ragazzi delle isole, e con un rapporto sempre più stretto con la Capitaneria di porto e le altre autorità preposte al controllo. Abbiamo dato il nostro contributo alla proposta di revisione della legge nazionale sui parchi, facendo inserire l’obbligo del sequestro immediato del mezzo nautico dei bracconieri per contrare ancora di più il fenomeno dei “ricciaioli” e della pesca illegale in genere. Azioni che si affiancano al nostro ruolo di marketing territoriale per un turismo davvero sostenibile, ma anche di difesa e valorizzazione del prezioso ecosistema e della eccezionale biodiversità di questi fondali, a partire dal centro di primo soccorso per tartarughe marine dell’AMP, che in questi giorni ospita due esemplari”.

 

 

Goletta Verde di Legambiente torna da domani in Sicilia

La Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, che anche quest’estate è partita per difendere i mari e le coste italiane arriva in Sicilia. Fedele, da 30 anni, al suo lavoro di analisi della qualità delle acque, di denuncia dell’inquinamento e della scarsa e inefficiente depurazione dei reflui, delle speculazioni edilizie e della cattiva gestione delle coste italiane. Caparbia nel dedicarsi a proteggere il mare e le coste dalle illegalità di ogni sorta e valorizzare, invece, il patrimonio unico del nostro Paese.

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Un viaggio lungo le coste della Penisola – realizzato grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli usati (COOU) e dei partner tecnici NAU e Novamont – che terminerà a Ferragosto in Friuli-Venezia Giulia.

In Sicilia iniziative in programma a Favignana, Ustica, Barcellona Pozzo di Gotto dal 16 al 21 luglio.

Dal 1986, anno in cui è partita la campagna, Goletta Verde non ha mai smesso di opporsi a chi saccheggia il mare, rinnovando estate dopo estate le sue battaglie a seconda delle vertenze più impellenti, come quella contro le fonti fossili che accompagnerà anche quest’anno l’imbarcazione in ogni porto o quella contro gli scarichi illegali e la mancata depurazione.

Ad accompagnare il viaggio di Goletta Verde ci sono però anche buone notizie: i comportamenti virtuosi e i provvedimenti importanti degli ultimi 30 anni nel nostro Paese, raccontati grazie a unamostra itinerante realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e la collaborazione delle aree marine protette delle Isole Egadi e diUstica nonché di Federparchi. Dal monitoraggio della qualità delle acque, alla legge sulle aree protette e sulla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità, passando per la prima commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, le battaglie contro i condoni edilizi e gli abbattimenti degli abusi, e infine la legge tanto attesa sugli ecoreati. La mostra che sta facendo tappa nelle aree marine protette è una carrellata su tre decenni di politiche ambientali che racconta come l’Italia, nonostante tutto, sia cambiata in termini di difesa, tutela e innovazione. Appuntamento domani, sabato 16 luglio, alle 17.30 Ex Stabilimento Florio di Favignana per l’inaugurazione della mostra. Partecipano: Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente; Giuseppe Pagoto, sindaco del Comune di Favignana – Isole Egadi; Vittorio Alessandro, presidente AMP Cinque Terre; Giuseppe Guccione, comandante Capitaneria di Porto di Trapani; Stefano Donati, direttore AMP Isole Egadi; Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia; Linda Guarino, presidente Legambiente Isole Egadi.

 

Con SOS Goletta, come sempre Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, a cui chiede di segnalare situazioni anomale foriere di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. Ancora oggi, infatti, in Italia il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato. Per questo, il team di tecnici che accompagna la Goletta per condurre il monitoraggio scientifico delle acque, a caccia dei punti più critici, raccoglie anche le segnalazioni dei cittadini per approfondire la denuncia e farla arrivare alle autorità competenti. Per segnalare il “mare sporco” ci si può collegare a www.legambiente.it/golettaverde o scrivere a sosgoletta@legambiente.it inviando una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico.

 

Per la prima volta, infine, durante il viaggio di Goletta Verde, saranno organizzati, inoltre, daAltrafoto e Legambiente, workshop dedicati al reportage ambientale. Diventa EcoReporter è degli appuntamenti di quattro giorni (Puglia 21-24 luglio, Marche e Emilia Romagna 29-31 luglio, Veneto e Friuli Venezia Giulia 4-7 agosto) al seguito dei tecnici di Goletta Verde, per un reportage fotografico del loro lavoro, sotto la supervisione del fotografo Piero Leonardi in qualità di docente. Previste anche escursioni alla ricerca di siti inquinati. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Altrafoto

http://www.altrafoto.com/corsi/index.php?option=com_content&view=article&id=21&Itemid=21

 

 

 

Il programma della Goletta Verde in Sicilia

 

VENERDÌ 15 LUGLIO – FAVIGNANA

FESTA DEL BORGO MARINARO – PRESSO IL BORGO DI PUNTA LONGA

Ore 19.30 Cerimonia di intitolazione del piazzale di Punta Longa “Piazzetta Del Borgo Marinaro di Punta Longa”; scopertura pannelli  su ricerca storica e della memoria del borgo

Ore 21,30 Proiezione del Film “Terraferma” del regista Crialese

 

 

SABATO 16 LUGLIO – FAVIGNANA

ORE 17.30 – EX STABILIMENTO FLORIO

“30 anni dalla Parte del Mare”: inaugurazione della mostra realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e la collaborazione dell’Area marina protetta delle Isole Egadi e di Federparchi

Partecipano:

  • Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente
  • Giuseppe Pagoto, sindaco del Comune di Favignana – Isole Egadi
  • Vittorio Alessandro, presidente AMP Cinque Terre
  • Giuseppe Guccione, comandante Capitaneria di Porto di Trapani
  • Stefano Donati, direttore AMP Isole Egadi
  • Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia
  • Linda Guarino, presidente Legambiente Isole Egadi

 

FESTA DEL BORGO MARINARO – PRESSO IL BORGO DI PUNTA LONGA

dalle 18,30 Piazza tematica per discutere di turismo sostenibile e compromesso tra tradizione locale e esigenze turistiche; Premiazione della regatina della Gulliver; letture del racconto del borgo a cura di Mostacci Cristina; Proiezione multivisioni “Colapesce”, realizzato con il contributo dell’AMP Isole Egadi, e “Il Canto delle Sirene” dell’ass. cult. Marelandia, al termine Sagra del Pesce.

 

DOMENICA 17 LUGLIO – FAVIGNANA – Giardini di Palazzo Florio

“30 anni dalla Parte del Mare”: incontro pubblico sul trentennale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sui 30 anni di attività di Goletta Verde e sulle buone pratichedell’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, a corredo della mostra allestita presso l’Ex Stabilimento Florio. Visita guidata al Centro di primo soccorso per Tartarughe Marine dell’AMP, che attualmente ospita due esemplari di Caretta caretta.

 

FESTA DEL BORGO MARINARO – PRESSO IL BORGO DI PUNTA LONGA

alle 21,30 al Borgo Marinaro concerto in memoria della strage di via D’Amelio della Banda Musicale PicoBandAgain  di Favignana conduce il Maestro Arturo Andreoli.

 

 

MARTEDÌ 19 LUGLIO – USTICA – CENTRO ACCOGLIENZA AREA MARINA PROTETTA DI USTICA

Ore 18: “30 anni dalla Parte del Mare”: inaugurazione della mostra realizzata con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e la collaborazione dell’Area marina protetta di Ustica e di Federparchi.

 

Interverranno

  • Tata Livreri, direttore AMP isola di Ustica
  • Attilio Licciardi, sindaco di Ustica
  • Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette Legambiente
  • Maria Carmela Giarratano, direttore generale Ministero dell’Ambiente
  • Giampiero Sammuri, presidente Federparchi
  • Salvatore Sanna, vice presidente Federparchi
  • Marco Milazzo, Università di Palermo
  • Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia
  • Paolo Armaleo, Guardia Costiera Ustica
  • Rosalba Rizza, Direttore AMP Plemmirio
  • Giulia Casamento, Direttore AMP isole Pelagie
  • Assessorato regionale all’Ambiente e al Territorio

 

MERCOLEDÌ 20 LUGLIO – PALERMO, SEDE CANOTTIERI PALERMO, ALLA CALA

Ore 11 – Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio delle acque eseguito lungo le coste della Sicilia dai tecnici del laboratorio mobile di Goletta Verde.

 

MERCOLEDÌ 20 LUGLIO – BARCELLONA POZZO DI GOTTO

Ore 18.00 – Comitato benvenuto a Porto Rosa della Goletta Verde

A seguire serata con canti popolari e installazioni artistiche con materiale riciclato

 

GIOVEDÌ 21 LUGLIO – BARCELLONA POZZO DI GOTTO

ore 18.00 incontro in piazza delle Ancore sulla qualità delle acque

A seguire serata con canti popolari e installazioni artistiche con materiale riciclato

 

VENERDÌ 23 LUGLIO – PARTINICO, Convento dei Carmelitani

Ore 17 – presentazione dei dati del monitoraggio di Goletta Verde nel Golfo di Castellamare

 

Rifiuti in Sicilia, il dossier sulla gestione: regione all'ultimo posto. Ecco perché

È stato presentato a Palermo da Legambiente il Libro – Dossier “La Gestione dei Rifiuti Urbani in Sicilia”, curato dall’ing. Pasquale Nania.

“L’assenza di misure per disincentivare la produzione dei rifiuti, lo smaltimento in discarica della quasi totalità di quelli prodotti, la trascurabile quantità di raccolta differenziata e l’insignificante recupero di materia e di energia relegano oggi la Sicilia all’ultimo posto, tra tutte le regioni, nella pratica della ‘gerarchia della gestione dei rifiuti’, che mette in cima alla scala delle priorità l’obbligo di prevenire la formazione dei rifiuti e in fondo la pratica di interrarli in discarica”, scrive   Nania.

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La soluzione potrebbe essere più semplice di quanto si crede. “Dovremo molto modestamente copiare quello che hanno fatto gli altri. Sarà anche umiliante, ma in fondo è il vantaggio di chi arriva sempre per ultimo”, dice Mimmo Fontana di Legambiente Sicilia.

IL FALLIMENTO DEGLI ATO – Per Legambiente, il fallimento dei diversi piani d’emergenza per la gestione dei rifiuti in Sicilia ha una causa molto precisa: il fallimento del sistema degli ATO, ovvero del passaggio della titolarità del servizio di gestione integrata dei rifiuti dai comuni e dalle aziende municipalizzate alle autorità d’ambito. Un fallimento che grava sulle casse regionali per più di un miliardo di euro, secondo Legambiente. Una relazione della Corte dei Conti citata nello studio di Nania identifica le cause principali del crack degli Ato nel passaggio del personale dai comuni agli ATO, nel trasferimento dagli enti locali di beni strumentali vetusti (insufficienti nel numero e in pessime condizioni d’uso), nello stato degli impianti, nel sistema di esternalizzazione del servizio, nell’aumento dei costi di smaltimento in discarica, nella situazioni di illiquidità e sofferenza finanziaria.

Ma la denuncia di Legambiente scava molto più a fondo: “L’origine del dissesto finanziario degli ATO è, comunque, da ricercare principalmente nei costi abnormi derivanti dall’alto numero di società istituite, dagli sprechi e dalle incapacità gestionali, dall’assunzione di personale senza adeguata pianificazione e dalle elevate indennità corrisposte ad un numero altrettanto elevato di componenti dei consigli di amministrazione; cause tutte imputabili, nella maggior parte dei casi, a interessi clientelari, a fenomeni di corruzione e a collusioni criminali”.

INCENTIVARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA – In Sicilia il problema sta tutto nel non avere avuto la capacità di superare la discarica come unica opzione – già da tre anni avrebbero dovuto ricevere molti meno rifiuti rispetto a quelli che ogni giorno continuano a entrare – e nell’incapacità di mettere in campo una seria gestione dei rifiuti centrata sulla raccolta differenziata e sul recupero di materia. Esaminando l’andamento percentuale nel periodo cha va dal 1999 al 2014 si rileva che la media di raccolta differenziata della Sicilia è sempre stata più bassa della media nazionale e di quella meridionale, risultata nel 2014 più del doppio di quella siciliana (28,9% contro 13,4% e 31,3% contro 12,5%), nonostante nel 1999 le due percentuali fossero pressoché identiche (2% contro 1,9%). Negli anni più recenti (dal 2010 al 2014) a segnare il maggiore incremento percentuale è stata la provincia di Catania (+ 8,5%) seguita dalle province di Ragusa (+ 6,6%) e di Caltanissetta (+ 6,4%), mentre la provincia di Trapani ha segnato un calo (- 2,5%).

Secondo lo studio, “a causa dell’alta percentuale della raccolta indifferenziata e, in conseguenza, della bassa percentuale di raccolta differenziata rispetto al totale di rifiuti prodotti, il costo di gestione annuo pro capite dei rifiuti indifferenziati in Sicilia è sempre maggiore di quello nazionale e delle regioni meridionali, mentre quello della raccolta differenziata è sempre minore”.

COMUNI “RICICLONI” – Dopo la presentazione del dossier, Legambiente Sicilia ha assegnato alcune menzioni ai Comuni siciliani che si sono distinti nella raccolta differenziata. La menzione speciale “Start up” è stata consegnata a quei Comuni che hanno da poco avviato la raccolta differenziata, come incentivo a migliorare e a rendere più efficiente il servizio: Favara, Isola delle Femmine, San Filippo del Mela, Siculiana per avere avviato la raccolta differenziata nel biennio 2015/2016; ed ai Comuni di Piazza Armerina per aver raggiunto, nel 2015, primo anno di raccolta differenziata, la percentuale del 52.65% e per aver messo in atto un circuito complementare virtuoso di raccolta differenziata, quale l’Ecostazione, in collaborazione con Legambiente, e San Pier Niceto, per aver avviato il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che ha portato già al 62% di raccolta differenziata nello scorso mese di aprile ed avviato, inoltre, il compostaggio domestico presso le utenze private che ha permesso la riduzione del 20% sulla tassa sui rifiuti.

Menzione speciale ai “Comuni ricicloni” (piccolo centro) al Comune di Delia per avere raggiunto il 70% di raccolta differenziata nell’anno 2015 e per aver programmato la riduzione del 25% delle tariffe sulla tassa dei rifiuti a carico dei cittadini; al Comune di San Michele di Ganzaria per avere raggiunto il 70% di raccolta differenziata nell’anno 2015; al Comune di Villafranca Sicula per avere raggiunto il 62% di raccolta differenziata nell’anno 2015.

Menzione speciale “Comuni ricicloni” (centro medio) al Comune di Alcamo per avere raggiunto il 47% di raccolta differenziata.

La pubblicazione si prefigge di fornire un quadro di conoscenze completo sulla gestione dei rifiuti urbani in Sicilia dagli anni ottanta a oggi, mediante dati, report ed analisi sui fattori produttivi ed economici, sugli atti programmatici e normativi, sul regime delle autorizzazioni e sul sistema dei controlli.

Il documento, dopo il richiamo alle principali norme in materia di rifiuti urbani, si articola in tre parti.

-La prima parte illustra a scala regionale, provinciale e comunale il sistema di gestione dei rifiuti urbani in Sicilia, dalla produzione alla raccolta, dal trattamento allo smaltimento, con un’analisi sui dati statistici ed economici più importanti.

-La seconda parte propone una sintesi della governance del sistema nel periodo che va dalla fine degli anni 70’ a oggi, passando in rassegna norme, piani, autorizzazioni e controlli, risorse economiche impiegate, impianti realizzati nonché tutte le dichiarazioni dello stato di emergenza.

-La terza parte esamina la gestione degli ambiti territoriali ottimali dall’istituzione all’attuale assetto. Inoltre si concentra sull’uso dei fondi comunitari destinati al settore dei rifiuti urbani a partire dai programmi operativi plurifondo 1990/1993 fino alla programmazione 2014-2020, in corso di elaborazione.

Il documento è chiuso da alcune considerazioni riepilogative sulle origini della crisi e sulle possibili evoluzioni del sistema.

Il dossier completo su http://legambientesicilia.it/2016/05/12-05-2016-libro-dossier-la-gestione-dei-rifiuti-urbani-in-sicilia/

Dopo la presentazione del dossier ed il dibattito, Legambiente Sicilia ha assegnato alcune menzioni ai Comuni siciliani che si sono distinti nella raccolta differenziata.

La menzione speciale star up è stata consegnata a quei Comuni che hanno da poco avviato la raccolta differenziata, come incentivo a migliorare e a rendere più efficiente il servizio.

MENZIONE SPECIALE START UP­:

ai Comuni di Favara, Isola delle Femmine, San Filippo del Mela, Siciliana per avere avviato la raccolta differenziata nel biennio 2015/2016 ed ai Comuni di Piazza Armerina per aver raggiunto, nel 2015, primo anno di raccolta differenziata, la percentuale del 52.65% e per aver messoin atto un circuito complementare virtuoso di raccolta differenziata, quale l’Ecostazione, in collaborazione con Legambiente, e San Pier Niceto, per  aver avviato il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che ha portato già al 62% di RD nello scorso mese di aprile ed avviato, inoltre, il compostaggio domestico presso le utenze private che ha permesso la riduzione del 20% sulla tassa sui rifiuti.

COMUNI RICICLONI –PICCOLO CENTRO

Menzione speciale comuni ricicloni piccolo centro al Comune di Delia per avere raggiunto il 70% di raccolta differenziata nell’anno 2015. Ha inoltre programmato la riduzione del 25% delle tariffe sulla tassa dei rifiuti a carico dei cittadini.

Menzione speciale comuni ricicloni piccolo centro al Comune di San Michele di Ganzaria per avere raggiunto il 70% di raccolta differenziata nell’anno 2015.

Menzione speciale comuni ricicloni piccolo centro al Comune di Villafranca Sicula per avere raggiunto il 62% di raccolta differenziata nell’anno 2015.

COMUNI RICICLONI – CENTRO MEDIO

ALCAMO → Menzione speciale comuni ricicloni centro medio al Comune di Alcamo per avere raggiunto il 47%  di raccolta differenziata

Accesso Tonnara di Scopello, sospesa l'ordinanza del Comune di Castellammare del Golfo

Accesso Tonnara di Scopello, sospesa l’ordinanza del Comune di Castellammare del Golfo. Si arricchisce così di un nuovo episodio una vicenda che è ormai diventata un caso nazionale, con da una parte il Sindaco e la comunità di Castellammare del Golfo che vogliono il libero accesso, e Legambiente e la proprietà, che invece vogliono che la proprietà rimanga privata.  Il TAR Sicilia, Palermo, Sez. I, con decreto presidenziale n.869/2015, pubblicato oggi, ha accolto la domanda di misure cautelari straordinarie richieste dall’Arch. Leonardo Foderà, dal Sig. Vincenzo Vasile e dal Dott. Carlo Bargione Leo comproprietari della Comunione Tonnara di Scopello & Guzzo, assistiti dal Prof. avv. Gaetano Armao.

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Sono state così sospese le ordinanze n. 3 del 9 luglio 2015  del Comune di Castellammare del Golfo, avente ad oggetto “la pubblica accessibilità all’area demaniale marittima e per la libera e gratuita fruizione del mare, nelle baie antistanti i faraglioni e l’ex Tonnara di Scopello'” e la n. 4 del 16 luglio 2015  del Comune di Castellammare del Golfo, avente ad oggetto “differimento esecutività del l’ordinanza del responsabile del III settore n. 3 del 09.07.2015 dal 20.07.2015 al 23.07.2015 (R.G. 2442/15).

Il TAR nel sospendere con provvedimento presidenziale le ordinanze comunali ha fissato al 10 settembre 2015 la trattazione in camera di consiglio.

Commenta l’avvocato Armato: “Trova così conferma quanto prospettato dai ricorrenti sulla insussistenza della demanialità degli spazi antistanti la tonnara e le preminenti esigenze di tutela del bene monumentale espresse dalla Soprintendeza di Trapani”.

Il Tar Sicilia dà dunque ragione ai proprietari della tonnara di Scopello: stop ai bagni gratuiti davanti ai faraglioni. Il dieci settembre   il Tar tornerà a riunirsi sull’argomento. A favore dei privati si era schierato un ampio fonte di ambientalisti e intellettuali che aveva denunciato lo stato di degrado dei luoghi attorno alla Tonnara, in seguito alla indiscriminata riapertura al pubblico.

“Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che l’ordinanza fosse fuori ogni logica e andasse contro norme e regole. È stato solo un atto di arroganza che ha causato un grave danno d’immagine a uno dei luoghi più belli e unici della Sicilia e del Mediterraneo. Un atto di autolesionismo fatto da amministratori miopi che non si rendono conto dell’effetto volano che la Tonnara di Scopello ha avuto e ha per l’intero territorio circostante. Purtroppo i tribunali dovranno stabilire e dirimere altre questioni”. Lo dice Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia, commentando la decisione del Tar. Noi non vorremmo – continua – che l’unica a pagare queste assurde battaglie legali, alimentate da sciocche e vuote demagogie sul ‘mare libero’ e da interessi economici non dichiarati di chi vuole solo speculare, sia il sito monumentale e il patrimonio culturale chiamato Tonnara. Solo un percorso comune condiviso, tra i proprietari e la Soprintendenza, per poi coinvolgere eventualmente il Comune di Castellammare solo se abbandona certi metodi può salvare la Tonnara, valorizzarne la sua storia e la sua bellezza. A tal fine – conclude Zanna – confidiamo nella saggezza e nell’autorevolezza del prefetto di Trapani”.

Qualche giorno fa Il Tribunale di Trapani ha rimosso,  per irregolarità amministrative e contabili, i dirigenti della  Comunione della Tonnara di Scopello e nominato tre  amministratori giudiziali.

Mare in Sicilia, arriva Goletta Verde. Ecco le tappe di Legambiente

Mare in Sicilia arriva Goletta Verde: da sabato 18 a venerdì 24 luglio, la campagna itinerante di Legambiente arriva in Sicilia con tappe a Taormina, Salina – Isole Eolie, Sant’Agata Militello, Termini Imerese, Palermo e Castelvetrano/Selinunte. La storica imbarcazione ambientalista anche quest’estate è partita per realizzare un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani per schierarsi contro “i pirati del mare”. Un viaggio reso possibile anche dal contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati e dei partner tecnici Hach, Novamont e Nau!

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In Sicilia, la Goletta Verde ribadirà la necessità di creare un fronte comune contro le trivellazioni petrolifere nei mari italiani. Un vero e proprio assalto delle compagnie petrolifere frutto di una scellerata scelta in campo energetico del Governo che sta letteralmente svendendo i nostri mari. Per questo Legambiente, insieme a una vasta coalizione internazionale dei Paesi ha lanciato con la partenza della Goletta Verde da Rovigno (Croazia), l’iniziativa #StopSeaDrillingper chiedere al Governo di bloccare le nuove trivellazioni e alle regioni e alle comunità locali di fare fronte comune contro questa miope scelta energetica. Un’azione specifica riguarda anche la pericolosa tecnica dell’airgun utilizzata per la ricerca di petrolio e gas, che ha effetti devastanti sull’ambiente marino e sulle attività di pesca. L’appello #StopOilAirgun di Legambiente ha superato le 30mila adesioni in pochi giorni ed è ancora possibile firmare online all’indirizzowww.change.org/stopoilairgun.

In quest’ottica in attesa dell’arrivo della Goletta Verde, è stato promosso per domani, venerdì 17 giugno ad Agrigento (ore 18, presso la sala Ercole Hotel Costazzurra di Agrigento, viale dei Giardini, San Leone), un incontro sull’assalto delle compagnie petrolifere ai mari siciliani, nel corso del quale sarà presentato il dossier di Legambiente “Per un pugno di taniche – numeri e storie di una strategia energetica insensata”. Saranno presenti Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde; Pasquale Amato, sindaco di Palma di Montechiaro; Fabrizio La Gaipa, presidente Consorzio Turistico Valle dei Templi; Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia; Claudia Casa, presidente circolo Rabat Legambiente Agrigento.

                La mattina, invece, alla spiaggia della Playa di Licata, alle ore 11, ci sarà un flash mob organizzato dal Circolo Rabat Legambiente Agrigento e dalla Ecoface di Campobello di Licata, in collaborazione con gli Uffici delle Riserve Naturali Grotta di Sant’Angelo Muxaro e Macalube di Aragona, con Marevivo e con l’associazione Vivere Licata. Tra le prime adesioni quella del Comune di Palma di Montechiaro guidato dal sindaco Pasquale Amato, del Distretto Turistico Valle dei Templi e del Consorzio Turistico Valle dei Templi.

I partecipanti si concentreranno sulla spiaggia della Playa per dare vita ad un grande girotondo con al centro lo striscione “No Oil – #StopSeaDrilling”.

                Il viaggio dell’imbarcazione di Legambiente lambirà anche quest’anno tutte le coste di tutta Italia, dall’Adriatico allo Ionio, dal Tirreno al Mar Ligure, per un totale di 30 tappe, 2.000 miglia nautiche e 500 ore di navigazione, prelevando e analizzando oltre 200 campioni d’acqua, per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale.  Proprio per questo, il viaggio di Goletta Verde è anticipato da un team di tecnici di Legambiente che conduce un monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici, denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque, informando la popolazione e sensibilizzando le amministrazioni sul fronte della depurazione. Analisi rese possibili anche grazie alle segnalazioni di cittadini e turisti inviate al servizio SOS Goletta che da quest’anno sarà disponibile anche negli App Store (fra pochi giorni) con un’applicazione utile per segnalare in tempo reale i casi d’inquinamento e per consultare i risultati delle analisi. Sarà possibile inoltre segnalare situazioni sospette tramite il form online o scrivendo a sosgoletta@legambiente.it. Le denunce saranno approfondite e inviate alle autorità competenti. Sotto la lente d’ingrandimento della campagna di Legambiente, che quest’anno giunge alla sua trentesima edizione, oltre i problemi della depurazione dei reflui, anche il monitoraggio delle plastiche in mare (macro e microlitter), la lotta contro le illegalità a danno di mare e coste ma anche l’Italia più bella e il turismo sostenibile.

Il programma completo della Goletta Verde in Sicilia

Venerdì 17 giugno – Licata – giornata #StopSeaDrilling

Ore 11 – Spiaggia della Playa, flash mob contro le trivellazioni nel canale di Sicilia

Venerdì 17 giugno – Agrigento

Ore 18.00 presso la sala Ercole Hotel Costazzurra di Agrigento (viale dei Giardini, San Leone), presentazione del dossier “Per un pugno di taniche – numeri e storie di una strategia energetica insensata” e presentazione della proposta di far diventare il Canale di Sicilia ‘Riserva della Biosfera dell’Unesco’.

Saranno presenti:

  • Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde;
  • Pasquale Amato, sindaco di Palma di Montechiaro;
  • Fabrizio La Gaipa, presidente Consorzio Turistico Valle dei Templi;
  • Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia;
  • Claudia Casa, presidente circolo Rabat Legambiente Agrigento.

 

Sabato 18 luglio – Giardini Naxos

ore 11 – Molo del porticciolo, conferenza stampa sulla realizzazione del porto turistico nella baia di Naxos.

Domenica 19 luglio – Santa Marina Salina – Isole Eolie

– dalle 17 alle 19.00 visita della Goletta, ormeggiata al molo di sottoflutto del porto commerciale.

– ore 18, terrazza Darsena turistica, consegna della bandiera delle “5 Vele” della Guida Blu di Legambiente e Touring club con un incontro sul turismo sostenibile al quale sono stati invitati tutti i sindaci delle isole Eolie.

Lunedì 20 luglio – Sant’Agata Militello

Ore 19.30 –  Castello Gallego, dibattito “Mare e depuratori” e consegna premi Ambiente & Legalità.

Martedì 21 luglio – Termini Imerese

– dalle ore 18 alle 20 visite a bordo della Goletta

– ore 19, porto turistico, conferenza sul mare.

Mercoledì 22 luglio – Palermo, porto della Cala

– dalle 16 alle 18 visite a bordo di Goletta Verde.

– ore 17, Società Canottieri Palermo, tavola rotonda sul futuro delle Aree Marine Protette siciliane. Parteciperà l’Assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Croce.

Giovedì 23 luglio – Palermo, porto della Cala

ore 10.30, Società Canottieri Palermo, conferenza stampa per la presentazione dei dati del monitoraggio scientifico eseguito lungo le coste della Sicilia.

Venerdì 24 luglio – Castelvetrano/Selinunte

ore 17, lido Zabbara, tavola rotonda sul progetto di realizzazione del porto turistico a Marina di Selinunte.