Bitcoin, la Cina blocca le raccolte fondi tramite la valuta virtuale

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Le raccolte dei fondi legate all’Ico del Bitcoin (Initial coin offering, cioè offerta iniziale) sono illegali e per questo sono state fermate. È la decisione presa dalla Banca centrale della Cina che, secondo quanto riportato sul suo sito ufficiale, ha completato le indagini sull’Ico arrivando alla conclusione che siano illegali e quindi punirà in maniera rigorosa le violazioni già messe in atto con la valuta virtuale. Inoltre, chi ha già ricevuto i soldi è obbligato a rimborsare gli investitori. Altra decisione riguarda le piattaforme di trading non potranno convertire i bitcoin in valuta ufficiale.

Secondo la Banca centrale cinese “più del 90 per cento dei progetti Ico potrebbero aver violato le leggi di raccolta di fondi o essere casi di frode” mentre meno dell’1 per cento delle raccolte dei fondi sono veramente utilizzate per investimenti.

Secondo la relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale, in Cina sono 65 le Ico e queste hanno raccolto fondi da oltre 100 mila cittadini per 2,6 miliardi di yuan (circa 334 milioni di euro) solo quest’anno.

Intanto, dopo la decisione della Cina il valore del bitcoin è crollato di oltre il7% e ora è a 4.530,73 dollari.

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