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A un centinaio di imprese palermitane il rating 1 di Cribis D&B

Va a un centinaio di imprese palermitane particolarmente solide e virtuose il Rating1 di CRIBIS D&B, un attestato che certifica il massimo grado di affidabilità commerciale di un’azienda e che sta a testimoniare come anche in Sicilia alberghi un tessuto produttivo vivace, capace di competere con altre eccellenze italiane. La cerimonia di consegna si è tenuta nei giorni scorsi nella sede di Confindustria Palermo nell'ambito del convegno “Evoluzione degli strumenti di analisi: come tutelarsi dakl rischio di insolvenza”, durante il quale sono stati illustrati anche i più recenti dati sulle abitudini di pagamento delle imprese siciliane e la convenzione sottoscritta tra Confindustria Palermo e CRIBIS D&B per dotare anche le realtà economiche operanti sul territorio di strumenti che permettano una gestione ottimale del credito e del portafoglio clienti.

“Confindustria Palermo inoltre ha voluto premiare con un buono di tre report D&B tutte le aziende di eccellenza, non associate a Confindustria Palermo. E’ un segnale di attenzione – ha sottolineato il presidente degli industriali Alessandro Albanese – verso il mondo dell’economia. Perché Confindustria è al fianco delle imprese, sempre”.

Il tema dei tempi di pagamento è molto sentito in Sicilia, dove, sulla base di recenti rilevazioni condotte  da CRIBIS D&B, società del gruppo CRIF specializzata nella business information, solo il 35,2% delle imprese paga i propri fornitori alla scadenza definita contrattualmente, nettamente al di sotto della media nazionale (46,8%). Va segnalato, però, un incoraggiante miglioramento rispetto al 2008, quando a pagare puntualmente era appena il 31,8% delle imprese. Nel dettaglio, a fronte del 35,2% di imprese che a fine giugno risultava puntuale c'è un 53,9% che ha saldato le fatture entro i 30 giorni, un 6,4% che ha pagato con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni e un 2,8% tra i 60 e i 90 giorni. Il ritardo grave (oltre 90 giorni medi) ha invece riguardato l'1,6% del totale.

 

Analizzando la classifica delle province, la medaglia d'oro va a Enna (39,8% di pagatori puntuali), seguita da Trapani (39,6%) e Siracusa (39,5%). Subito giù dal podio troviamo Ragusa (38,9%) e Caltanissetta (34,6%). Chiudono Palermo (34%), Messina (32,5%) e Agrigento (31,9%). Dall’analisi di CRIBIS D&B emergono poi significative differenze in relazione alla dimensione aziendale: le micro imprese sono le più virtuose con il 36,8% di pagatori regolari, seguite dalle piccole (29%), mentre medie e grandi imprese si fermano rispettivamente al 16,9% e all'11,5% del totale. Le performance sono disomogenee anche a seconda dei settori merceologici considerati. I migliori risultati sono rilevati nei Servizi finanziari, con percentuali di “buoni pagatori” superiori al 53%, a fronte di rilevazioni negative in particolare per Industria e produzione (30%) ed Edilizia (27%).

 

“Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia migliorata in Sicilia, pur rimanendo al di sotto della media nazionale, non deve però trarre in inganno – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B – Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei termini contrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti. A questo riguardo, secondo il nostro Osservatorio sul Credit Management oltre il 75% delle imprese ha avuto un insoluto significativo e quasi nella metà dei casi da clienti con un’anzianità maggiore di 3 anni, cioè proprio quelli ai quali si concede maggiore fiducia, accordando termini più lunghi ed esponendosi maggiormente sul piano finanziario. Riteniamo però che le imprese stiano reagendo nel modo giusto, investendo per rendere più efficaci i processi e le policy per la gestione del credito e dei pagamenti”.

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