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Aeroporti Sicilia, Per Riggio due di troppo. I deputati iblei attaccano: “difenderemo Comiso con i denti”

Per il presidente dell’Enac, Vito Riggio, quattro aeroporti in Sicilia sono troppi, Ne basterebbero due, Catania e Palermo, con due sole società di gestione che inglobino da una parte Comiso e dall’altra Trapani. Insomma, per il numero uno di Enac ci sono  2 aeroporti di troppo e si tratta degli scali di Trapani e Comiso. Per Riggio lo spunto per affermare quanto appena scritto viene dato direttamente dai bilanci dei due scali che non sono certamente positivi.

Di Comiso, in particolare, ci siamo occupati recentemente (e non solo), parlando delle grosse difficoltà finanziarie della società e dell’assenza di un piano di sviluppo. A tal proposito vi consigliamo di leggere il seguente articolo:

Le dichiarazioni del Presidente Riggio hanno fatto sobbalzare dalla sedia i deputati iblei già alla prese con l’appuntamento elettorale del prossimo 5 novembre.

Tra i deputati che hanno replicato al Presidente Enac Riggio, il presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Di Giacomo che scrive:

“Gli strali di Vito Riggio sugli Aeroporti siciliani sono come le febbri malariche: periodiche e non letali (per fortuna)”. Così il deputato regionale, Giuseppe Digiacomo, commenta le recenti previsioni funeree del presidente dell’Enac sul futuro degli aeroscali isolani.

“Dico aeroporti siciliani- precisa Digiacomo- anche perché mi pare che con le altre regioni la sua mano sia più leggera, ma può darsi che mi sbaglio. Può essere che Riggio sia altrettanto severo con Umbria, Campania, Trentino e io non ne sia informato. Ma, si sa, noi siamo il muro basso. Tuttavia mi pare il caso d’informare il presidente dell’Enac, che sarebbe auspicabile che privatizzasse Catania, ancora in mano a enti pubblici che certo un ruolo devono avere nella gestione, ma non di management, anziché profondersi in queste stucchevoli previsioni di sventura che gli sento fare da anni e che ormai non sortiscono altro effetto se non- ironizza Digiacomo- la tradizionale ‘mano tra le gambe’. Proceda autorevolmente, invece, nell’intimare alla SAC la privatizzazione della società di gestione e poi vediamo se l’imprenditore privato chiude Comiso o non lo valorizza adeguatamente! Ma sia chiaro, se non lo fa Riggio andiamo noi all’anticorruzione e vediamo se si può fare morire un aeroporto costruito e gestito con soldi e capitali pubblici senza risponderne patrimonialmente. Nell’immediato, oltre a proteggere Comiso con le unghie e con i denti da questi attacchi scriteriati, siamo impegnati su un altro versante cui ci aveva vincolato la comunità europea e che sembra non interessare nessuno: a Comiso noi costruiremo la più grande area Cargo del Mediterraneo, per dare risposte concrete e positive a uno dei territori europei più vocati, per produzioni e posizione, ad adempiere a questo ruolo”.

Dello stesso tono anche il deputato nazionale di Forza Italia Nino Minardo:

“L’intervista diffusa nelle scorse ore dal Presidente dell’Enac, Vito Riggio, rispetto alla presunta inutilità dell’aeroporto di Comiso, ha suscitato la ferma presa di posizione del parlamentare nazionale di Forza Italia, Nino Minardo, che nei mesi scorsi, a più riprese, aveva denunciato all’opinione pubblica l’atteggiamento ostile allo scalo comisano di Riggio, e, contemporaneamente, auspicato una maggiore attenzione del governo alla tutela dell’importante infrastruttura, anche agevolando tariffe speciali per le quali lo stesso Minardo aveva già ottenuto un importante riconoscimento nella scorsa finanziaria.

” Riggio – ha dichiarato Minardo- è da sempre un dichiarato nemico di questo territorio e dell’aeroporto di Comiso in particolare; dapprima minacciandone da mesi la chiusura, e poi non dando corso al mio emendamento, approvato nella scorsa finanziaria, che prevedeva un cospicuo stanziamento per abbattere le tariffe in favore dei residenti che decidevano di volare da tutto il Sudest nello e dallo scalo casmeneo.

Se esiste un problema di alleanze strategiche il governo nazionale e regionale lo dicano con chiarezza ai siciliani; se sono mutati gli equilibri, ed il rapporto tra Comiso e Catania va rivisto, siamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo, ma in condizioni paritarie .

Se, al contrario, l’idea di Riggio e del governo che lo ha rinominato per l’ennesima volta, in spregio ad ogni principio di discontinuità e rinnovamento, quasi si trattasse di una carica a vita, è quella di colpire a morte Comiso per poi permettere a qualcuno di spartirsene i resti, allora ha sbagliato di grosso.

Come sempre accaduto nella storia di questa provincia, sulle grandi questioni territoriali, politica ed istituzioni sapranno creare un fronte comune che si opporrà ad ogni tentativo di far fallire l’importante infrastruttura

L’aeroporto di Comiso non si discute, si difende e si deve salvare ad ogni costo; non esistono altre vie ed altri percorsi. È bene che Riggio ed i suoi mentori lo sappiano e si regolino di conseguenza.”

 

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