A Favara la burocrazia contro le opere d’arte del Farm Cultural Park

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E’ il secondo sito turistico più visitato della provincia di Agrigento, il blog britannico Purple Travel ha collocato al sesto posto al mondo come meta turistica dell’arte contemporanea preceduta da Firenze, Parigi, Bilbao, le isole della Grecia e New York. Ma il Comune di Favara, anzi la burocrazia comunale, considera abusive le opere del Farm Cultural Park, voluto da Florinda e Andrea Bartoli, già inseriti tra i magnifici sette del turismo siciliano. Un altro paradosso siciliano, l’ennesimo se volete, che grida vendetta. I Bartoli hanno 90 giorni di tempo per far sparire le opere e restituire le aree così com’erano. A raccontare lo scandalo, che è un’offesa per l’intelligenza e la cultura, oltre che un danno economico di proporzioni infinite, sono stati Florinda e Andrea Bartoli sulla pagina Facebook, stamattina.

Ecco il loro racconto:

“Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata al cellulare.

“Buon giorno, Notaio Bartoli, sono Gioacchino Schicchi del Giornale di Sicilia. Volevo chiederle se ha qualcosa da riferire in merito all’Ordinanza del Comune di Favara per la rimessa in pristino dello stato dei luoghi?”.

Sorpreso e sgomento rispondo al giornalista che non sono al corrente dell’Ordinanza pubblicata ieri mattina sull’Albo Pretorio del Comune di Favara, e che non ho niente da dire.

Appena chiudo il telefono, mi chiedo.

Ma com’è possibile che il giornalista sia informato di questa Ordinanza ancor prima degli stessi interessati?

Bizzarro, ma andiamo avanti.

O meglio andiamo indietro.

Il 10 aprile 2017 (3 mesi e 19 giorni fa) richiediamo al Comune di Favara un nulla osta per l’installazione temporanea di un piccolo padiglione, fuori terra, denominato EQUI-LATERA.

Accompagniamo alla richiesta di nulla osta, il progetto esecutivo.

Lo stesso iter si ripete il 10 maggio 2017 (2 mesi e 19 giorni fa) in occasione del convegno dell’Ordine degli Architetti, prima di installare Butterfly Home. In questo caso, essendo alcuni uffici del Comune di Favara in fase di trasferimento da un edificio ad un altro, ci viene chiesto di inviare una pec certificata, come abbiamo fatto.

Attenzione. Non stiamo parlando di grattacieli, opere in cemento armato inamovibili ma di strutture architettoniche temporanee, rimovibili in meno di una giornata lavorativa.

Per inciso stiamo parlando di “piccole opere architettoniche” in legno, di prestigiosissimi professionisti, ingegneri e architetti di fama nazionale ed internazionale.

Opere architettoniche che insieme al Kitagawara Byobu, la porzione del Padiglione Giapponese dell’Expo 2015 e tantissime altre opere ed installazioni hanno reso i Sette Cortili più belli che mai.

Nel frattempo sta per arrivare fine giugno e con esso il compleanno di Farm.

I Sette Cortili non sono mai stati belli come oggi, ma la gestione di Farm è diventata oltremodo onerosa e impegnativa soprattutto da un punto di vista economico.

Come rendere più sostenibile Farm Cutural Park?

Non è facile, ma molti consulenti qualificati, da tempo, ci hanno consigliato di introdurre un biglietto di ingresso ai Sette Cortili, calmierato nei confronti dei cittadini di Favara e ovviamente non applicabile a tutti i residenti e i loro ospiti, le persone che lavorano ai cortili, forze dell’ordine …. che avranno ovviamente accesso gratuito.

D’altronde proviamo a rifare una piccola ricostruzione storica.

Il 25 giugno 2010, l’Associazione senza scopo di lucro Farm Cultural Park inizia una attività culturale e turistica all’interno del Centro Storico di Favara, in un piccolo agglomerato urbano denominato Sette Cortili.

Nonostante la peculiarità di questo luogo, lo stato di abbandono e la mancanza di una proposta culturale e turistica, prima dell’arrivo di Farm Cultural Park, rendevano questo luogo una mera porzione di Centro Storico in stato di semi abbandono.

L’attività culturale e turistica esercitata da Farm Cultural Park all’interno dei Sette Cortili ha trasformato questo luogo, i Sette Cortili in un “Luogo di Cultura e di grande attrazione turistica” e Favara ha acquisito una nuova identità nazionale ed internazionale come “città dei giovani e degli artisti” e soprattutto di “piccola Capitale mondiale della rigenerazione urbana”.

L’attrattività di questo luogo da un punto di vista turistico, il forte posizionamento mediatico e i numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali dati a Farm Cultural Park hanno generato un’onda emotiva in tanti imprenditori locali che hanno investito in tutto il Centro Storico di Favara, aprendo nuove attività per turisti e visitatori.

A distanza di sette anni (in realtà già da almeno tre anni) Farm Cultural Park è diventata una delle attrazioni turistiche più importanti della Provincia di Agrigento.

Nonostante i risultati raggiunti, enormi sfide economiche e gestionali devono essere affrontate non solo per mantenere le posizioni acquisite dalla città ma addirittura per implementarle.

Tutte le attività artistiche, culturali, sociali ed educative richiedono un grandissimo sforzo economico di Farm Cultural Park; si pensi alle produzioni di mostre, installazioni, residenze per artisti, viaggi aereo, personale dipendente e gestione dei volontari, spese di utenze e manutenzione, comunicazione e marketing…

Farm Cultural Park da sempre sostenuta dai suoi Fondatori e da pochi privati e imprese, oggi fa grande fatica a portare avanti la propria missione di costruzione di identità e di dimensione di futuro e che in mancanza di urgenti soluzioni di sostenibilità rischia di dover cessare la propria attività a brevissimo termine.

La chiusura di Farm Cultural Park determinerebbe un grave danno al “processo in corso” di trasformazione urbana e segnerebbe la fine del principale luogo di attrazione della città di Favara, con conseguente probabile danno immediato per l’economia locale.

A metà giugno abbiamo deciso di parlarne al Sindaco e ad alcuni assessori che subito hanno mostrato sincero interesse a sostenere la Farm in questa grandissima e difficilissima sfida di resilienza.

Il governo della città interessa gli uffici tecnici che si mostrano inizialmente disponibili; si concorda di consentire a Farm Cultural Park, nel rispetto delle regole vigenti di poter chiedere e ottenere una volta per tutte, l’occupazione onerosa di spazi ed aree pubbliche ove risiedono opere d’arte e installazioni e che ospitano continuamente attività culturali.

Farm Cultural Park in data 28 giugno 2017 presenta denuncia di occupazione generale di spazi ed aree pubbliche e dopo aver quantificato con l’Ufficio competente, la liquidazione della somma da corrispondere a titolo di occupazione provvede in pari data al pagamento di un bollettino di conto corrente postale di euro 1.437,18 (millequattrocentotrentasette virgola diciotto) per il primo semestre anticipato di occupazione.

Successivamente il Comando dei Vigili Urbani che avrebbe dovuto emettere lo stesso giorno un provvedimento definitivo, al fine di regolamentare nel migliore dei modi ogni dettaglio, propone di svolgere una conferenza di servizi non solo per deliberare e consentire l’occupazione degli spazi ma al tempo stesso chiarire e mettere per iscritto ogni prescrizione di buon senso che potesse consentire l’adeguata fruizione dei Sette Cortili da turisti e visitatori, oltre che ovviamente da residenti, proprietari immobiliari ed esercenti di attività commerciali.

Dopo pochi giorni, il 6 luglio, nonostante il procedimento amministrativo in corso, e nonostante Farm abbia già corrisposto sei mesi anticipati di occupazione di suolo pubblico, e nonostante tutte le premesse sopra fatte, a seguito della denuncia di un signore che possiede casa all’interno dei Sette Cortili ma vive all’estero e che ha dovuto aspettare 15 minuti per uscire da un garage all’interno dei Sette Cortili la sua macchina (vi immaginate che ancora dopo sette anni si debbano poter entrare ed uscire le macchine dai Sette Cortili) la Squadra di Vigilanza Edilizia di Favara, rileva a seguito di controlli di suolo pubblico due occupazioni abusive rispettivamente per EQUI-LATERA e Butterfly Home.

Tuttavia chi effettua il controllo si premura di rassicurare mia moglie, tanto il procedimento di concessione di occupazione di suolo pubblico è in fase di rilascio e quindi si risolve tutto.

Attenzione. Rilevano due occupazioni abusive (EQUI-LATERA e Butterfly Home) perché non ancora autorizzate da chi stesso avrebbe dovuto autorizzarle e dopo mesi si accorge della loro esistenza ed emette una Ordinanza di rimessa in pristino.

Ma ritorniamo all’Ordinanza surprise di ieri mattina e al dopo telefonata con il giornalista.

Il nostro tecnico di fiducia rimane basito.

Nonostante faccia avanti e indietro da un mese dall’Ufficio Tecnico per arrivare alla definizione della pratica in oggetto per il completamento della documentazione gradita, si ritrova anche lui, una ordinanza sorpresa dello stesso Ufficio Tecnico che ordina a Farm la RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI, provvedendo alla dismissione delle opere in premessa entro il termine di 90 giorni, dalla notifica dell’ordinanza.

Lo stesso Ufficio Tecnico che in modo solerte, risponde al rapporto della Squadra di Vigilanza Edilizia, forse avrebbe potuto rispondere con la stessa puntualità a due richieste di nulla-osta corredate da tutte le documentazioni tecniche e presentate diversi mesi prima.

Ma non finisce qui

Sempre a sostegno di Farm, la stessa Ordinanza statuisce: con irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro.

Grazie Ing. Avenia, che ne dice se a mia moglie le diamo l’ergastolo e a me, che sono il mandante di tutti questi illeciti efferati, mi tagliate pubblicamente la testa in piazza?

Una bella pena esemplare.

E’ strano Ing. Avenia, evidentemente al di là dei suoi affettuosi saluti e dei convenevoli di rito ogni volta che ci incontriamo, ci deve essere qualcosa che non funziona, tra Lei e noi di Farm.

Si ricorda alla fine dell’anno scorso, quando era Presidente di gara per “Favara in Contemporanea”, il bando per sostenere la rigenerazione di Favara attraverso la street art e il public design?

Parteciparono due soggetti a quel bando; Farm Cultural Park e XY e nonostante XY non si fosse mai occupata di arte nella sua vita professionale, si ricorda chi vinse nel merito?

Si vinse proprio XY. Eravate in tre in giuria e Lei era il Presidente, come potrebbe dimenticarlo.
Peccato che XY mancava anche di un requisito formale e l’Ufficio Legale vi obbligò ad escluderla dalla gara.

E quindi alle ore 12 del 29 dicembre Farm Cultural Park diventò aggiudicataria della gara.

Evviva, abbiamo vinto noi.

Peccato che alle ore 17 dello stesso giorno, la Regione Sicilia, con qualche altro solerte burocrate, decise di revocare il finanziamento perché il Comune aveva perso troppo tempo.

Ma questa è un’altra storia, bizzarra anch’essa.

E’ chiaro, avverso questa Ordinanza, qualora non venisse rimossa in autotutela, ricorreremo contro il T.A.R., gli organi competenti di grado superiore, la Corte di Giustizia Europea.

Raccoglieremo le firme, scriveremo alle Università, al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo e persino al Papa. Ovviamente anche alla Procura della Repubblica.

In serata, ieri, ho incontrato il Sindaco e alcuni assessori, molto dispiaciuti di tutto quanto accaduto.

Il Sindaco ha scoperto dell’ordinanza ieri mattina dopo la pubblicazione, a giochi fatti.

Pare che l’Ing. Avenia abbia risposto: atto dovuto.

Atto dovuto avrebbe dovuto essere il Suo nulla-osta alle installazioni, che lei stesso avrebbe dovuto rilasciare; atto dovuto avrebbe dovuto e dovrà essere la Sua autorizzazione all’occupazione dello spazio pubblico, che lei stesso Suo malgrado, nel rispetto di tutte le condizioni di legge, ci dovrà rilasciare.

Considerate tutte le premesse, il procedimento amministrativo in corso, la volontà di sostenere la sopravvivenza di Farm, non sarebbe forse stato “un atto dovuto” Ing. Avenia di consultare l’amministrazione, il nostro tecnico e noi stessi, prima di fare questa Ordinanza?

Sono certo della buona fede del Sindaco e degli Assessori e della loro volontà di cambiare le cose.

Oggi occorre ulteriormente dimostrarlo con i fatti e con urgenza, senza farsi rimbalzare e ingabbiare dalla burocrazia, ma viceversa facendo in modo che funzioni in modo efficiente nell’interesse della città e della collettività.

Siamo molto oltre il novantesimo minuto.

Tutto questo non solo per Farm, ovviamente, ma per tutti, specie per quelli che non hanno le spalle robuste per far sentire la propria voce.

Questa è la sfida per Favara e questa è una delle sfide più importanti e cruciali per il nostro Paese.

Noi non molliamo.

Mai.

Andrea e Florinda.

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One thought on “A Favara la burocrazia contro le opere d’arte del Farm Cultural Park”

  1. Avevo già letto. Beh, non posso dire che sono sorpreso. Mi sarei meravigliato se un burocrate di una qualsiasi amministrazione si dimostrasse qualche volta intelligente e colto. Ma guardate che la Sicilia è questa! Fatta di invidiosi e biliosi quaquaraqua’. Assunti perché sufficientemente idioti, servili e debosciati. Tutta la nostra terra è gestita da esseri come il capo dell’ufficio tecnico di che trattasi: votiamo delinquenti, incapaci e ladri sperando che magari possiamo diventare amici loro. E quando li incontriamo, anziché sputargli in faccia ci vantiamo di averli conosciuti. State tranquilli: per noi la speranza, qualsiasi speranza è inesistente. Non c’è e non potrà esserci futuro. Se ne parlerà dopo la prossima conquista da parte di un qualsiasi dominatire. Alla prossima vita !

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