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Posts tagged as “migranti”

Migranti: nuovi sbarchi a Lampedusa, 700 nell’hotspot

Una nuova ondata di sbarchi di migranti si è registrata nei giorni scorsi a Lampedusa, dove sono approdati oltre 400 migranti nel giro di poche ore. Dopo un barcone con 215 profughi, tra cui nove donne, due minori e un neonato, sono giunti sull’isola altre tre imbarcazioni con 70, 57 e 88 persone.

Migranti Lampedusa porta d'Europa

Tutti sono stati trasferiti nell’hotspot di contrada Imbriacola che in questo momento ospita quasi 700 migranti. Ieri ottanta minori sono stati trasferiti sulla terraferma con il traghetto di linea per Porto Empedocle e 202 adulti sulla nave Rapsody per il periodo di quarantena. Gli altri che si trovano ancora nel Centro dovrebbero essere imbarcati nelle prossime su una nave quarantena se le condizioni del mare lo consentiranno.

Migranti: isola è zona rossa ma nessun contatto con la popolazione

Nei giorni scorsi Lampedusa è stata dichiarata zona rossa a causa dell’alto numero di casi Covid tra gli abitanti. “La situazione per ora regge – ha dichiarato il sindaco Totò Martello – anche perchè chi è sbarcato sull’isola non ha alcun contatto con la popolazione e vengono trasferiti sulle navi quarantena”.

Lampedusa: barca si ribalta, salvati 31 migranti

Un barchino, con a bordo una trentina di migranti, si è ribaltato, nel cuore della notte, a circa 4 miglia dall’isola di Lampedusa (Ag). Tutte le 31 persone che erano a bordo dello scafo sono state recuperate.

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Mentre una motovedetta della Guardia di finanza si stava avvicinando alla barca per trasbordare i migranti, le persone si sarebbero spostate verso l’unità di soccorso. Avrebbero sbilanciato il natante procurandone quindi il ribaltamento. I finanzieri, che erano a pochissima distanza, sono riusciti a trarre tutti in salvo e, a quanto pare, non vi sarebbero dispersi. Poco prima, era stato scortato un barcone con a bordo 186 migranti, di varie nazionalità, fino al porto di Lampedusa. I due diversi gruppi sono stati portati all’hotspot. (ANSA)

Migranti, lettera di minacce al sindaco di Lampedusa: “Fai il tuo lavoro”

Ong è una questione di ordine .. certo se lei la pensa così è triste. Dite che sono situazioni precarie e li vedi ridere, salutare come dei turisti e non stanno male … lei faccia il suo lavoro“. E’ con queste parole, scritte di pugno, che è stata recapitata una lettera anonima di minacce al sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello.

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Il mittente, così come indica l’intestazione della busta, è: “Prima i nostri”. La missiva è stata recapitata ieri al Municipio. Nelle prossime ore Martello si recherà alla stazione dei carabinieri per formalizzare denuncia e consegnare la lettera.

“Il problema è che ormai basta che uno parla e affronta l’argomento immigrati, arrivano le minacce, le lettere, gli insulti”, dice Martello. “Non l’ho letta tutta, primo perché mi fa schifo e secondo perché ci sono dei passaggi veramente incomprensibili – ha spiegato – . Ma non è soltanto la lettera, anche su Messanger e su Facebook è un continuo. Appena parli di migranti, scoppiano le rappresaglie”.

La missiva, arrivata ieri, è stata spedita da un paese del Nord. Martello, nei giorni scorsi, indossando una maglietta con l’apposita scritta, aveva lanciato l’hashtag #IoSonoPescatore. “La prima volta che sono salito su una barca mi hanno insegnato che ogni vita umana in pericolo va salvata. Perché il mare ha le sue regole, e vanno rispettate”, ha ricordato.

“Esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco di Lampedusa, Totò Martello, per le pesanti parole con toni di minaccia contenute nella lettera ricevuta ieri . – dichiarano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia –. Siamo sicuri che il sindaco Martello continuerà a svolgere il proprio mandato con la consueta determinazione e il senso delle istituzioni che lo hanno sempre contraddistinto e sapendo di avere il massimo sostegno dall’Associazione dei comuni siciliani”.  

Salvini: “Cara di Mineo sarà chiuso entro l’anno”

E’ mia intenzione chiudere il Cara di Mineo entro quest’anno. Più grossi sono i centri più facile è che si infiltrino i delinquenti”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista radiofonica a RTL.

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E non si tratterebbe della prima chiusura di un Centro di accoglienza per richiedenti asilo. Giovedì prossimo infatti chiuderà il Cara di Castelnuovo di Porto. Al momento si sta procedendo ai trasferimenti con cittadini, parroci ed enti del terzo settore che si sono mobilitati per offrire ospitalità ai migranti che, una volta chiusa la residenza, non avranno più un alloggio dove stare.

Palermo, conferita la cittadinanza onoraria a Lina Prosa

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha conferito stamani a Palazzo delle Aquile la cittadinanza onoraria alla drammaturga e regista teatrale Lina Prosa.

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Drammaturga e regista, è nata a Calatafimi-Segesta, ha ricevuto il Premio della Critica Teatrale Italiana per la “Drammaturgia 2015”. Prima autrice e regista italiana messa in scena alla Comédie-Française, nel 2016 è insignita dell’onorificenza di “Chevalier des Arts et des Lettres”, da parte del Ministro della Cultura francese. I suoi testi sono tradotti in francese, inglese, catalano, croato, portoghese, tedesco, bretone.

Nel 2014 dirige a Parigi al Théâtre Vieux-Colombier la “Trilogia del Naufragio” che si afferma a livello internazionale come opera emblematica della sua scrittura. La Trilogia, composta da Lampedusa Beach, Lampedusa SnowLampedusa Way, è registrata e trasmessa da “France Culture”. I testi sono tradotti in francese da Jean-Paul Manganaro.

Nel 2015 “Lampedusa Beach” è letto in eventi speciali al “Consiglio d’Europa”, e al “Museo della Storia della Storia dell’Immigrazione” di Parigi per la manifestazione “12 heures pour changer de regard” promosso dal Ministero della Cultura.

Nel triennio 2014-2016, la Trilogia, con la regia dell’autrice è prodotta dal Teatro Biondo Stabile di Palermo e presentata al Piccolo Teatro di Milano nel triennio 2015-2017.

Nel triennio 2016-2018 la Trilogia approda a Lampedusa nell’ambito di “Lampedus’Amore”. Nel 2015: Regia di Moises Maicas, traduzione in Catalano di Anna Soler Horta, Teatro Akademia (Barcellona 2015) e di Michel Ecoffard per il “Théâtre de La Chimere” di Lorient. Nel 2016, a Zagabria, produzione di Hotel Bulic Theatre regia di Senka Bulic. Nel 2016 con la regia di Irina Brook il testo viene prodotto dal Teatro Nazionale di Nizza. Nello stesso anno, a Johannesburg, il “Market Theatre Laboratory” produce lo spettacolo con la regia di Raissa Brighi che viene presentato al Festival dell’Università di Pretoria (Sud Africa) e premiato con il “Prize Kopanong Arts and Social Justice”. Nel gennaio 2017, tradotta in Bretone, la Trilogia è diffusa in forma integrale attraverso la Radio Bretone Kerne per il Teatr Piba.

Nel 2018 Lampedusa Beach e Lampedusa Snow vanno in scena alla Comedie de Geneve per la regia di Marise Hestier e di Simone Audemars. Lo stesso anno per la regia di Eleonora Romeo “Lampedusa Beach” va in scena ad Avignone. Nel 2016 l’autrice scrive “Ritratto di Naufrago Numero Zero/Appendice alla Trilogia del Naufragio” per il progetto di teatro-danza “Urlo Mediterraneo”, coreografia e regia di Lino Privitera, Teatro Antico di Taormina, 2016.

Nel mese di luglio 2016 Lina Prosa fonda il movimento teatrale “MigraTeatro”. Nel 2018 fonda all’interno del Centro Amazzone di Palermo lo spazio di ricerca e di messa in scena legato al rapporto tra Drammaturgia Classica e Scena Contemporanea dal titolo “ClassicoContemporaneo”.


“L’attività artistica di Lina Prosa – ha dichiarato il Sindaco, Leoluca Orlando – si è intrecciata con la professionalità nel settore sanitario e con esperienze di vita che hanno fatto della sua presenza nella vita culturale della città un punto di riferimento ma anche una straordinaria occasione di internazionalizzazione di Palermo, legata fortemente al successo in Italia e all’estero delle sue opere”.

Casellati a Palermo: “Mediterraneo non diventi fossa comune”

 “Non possiamo rassegnarci ad accettare la morte di tanti poveri innocenti. Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune”. Lo ha dichiarato oggi il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, durante la sua visita a Palermo, in riferimento ai tragici naufragi di migranti che si sono verificati nel Mediterraneo.

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La presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati è arrivata in visita privata a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Ad accoglierla il presidente del parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè. Casellati visiterà la cappella palatina e le sale del palazzo inserito nel circuito arabo-normanno. Successivamente si recherà nel quartiere Danissini dove incontrerà il parroco fra Mauro Billetta della chiesa Sant’Agnese.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha ricevuto a Palazzo dei Normanni la presidente del Senato accompagnata dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, e dal generale Luigi Robusto, comandante del Culqualber. La presidente del Senato, dopo avere ammirato le bellezze di Palazzo dei Normanni, in particolare la Cappella Palatina, la mostra dedicata a Santa Rosalia, Sala d’Ercole, la stanza di Ruggero e la Torre Pisana, ha definito la Sicilia “L’isola del tesoro” e ha aggiunto: “Questa regione ha ben sette siti iscritti nella World Heritage List dell’Unesco e una ricchezza unica di paesaggi e monumenti. Palazzo dei Normanni con i suoi mille anni di vita è un vero e proprio scrigno che contiene testimonianze storiche delle diverse dominazioni che si sono succedute in Sicilia. Ma la ricchezza culturale non basta – ha aggiunto -. Affinché la bellezza possa diventare anche una leva economica, servono strutture ricettive, collegamenti e servizi funzionali. Per colmare queste lacune occorrono finanziamenti pubblici mirati e una distribuzione oculata delle risorse”.

E’ questo il secondo giorno di visita a Palermo della presidente del Senato. Ieri, dopo avere deposto una corona davanti la stele di Capaci, dove furono assassinati il giudice Falcone, la moglie e la scorta, è andata in via d’Amelio, altro luogo della strage dove persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Infine in serata aveva assistito alla prima della Tourandot al Teatro Massimo.


Migranti, oltre 200 psicologi siciliani contro Salvini

“Psicologi con i migranti”. Questo è il titolo del documento che oltre 200 psicologi siciliani hanno stilato nei giorni scorsi, rimarcando la posizione presa dal loro Ordine professionale.

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Si tratta di un comunicato estremamente critico nei confronti del Decreto Sicurezza elaborato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, a cui contrappone una gestione del fenomeno migratorio improntata alla solidarietà e all’umanità.

Nel testo si evidenzia come il contenuto del decreto che penalizza i richiedenti asilo sia in palese contraddizione con i principi costituzionali e contro i valori a cui si ispira la professione dello psicologo oltre che a quelli basilari del vivere civile.

A seguire il comunicato firmato da 232 psicologi siciliani:
“Come cittadini e come psicologi, siciliani e italiani, non possiamo rimanere inerti di fronte all’ingiustizia e alle crudeltà che si perpetrano quotidianamente sulla pelle degli ultimi, per iniziativa di chi detta leggi inique e con il silenzio complice di chi non vi si oppone con forza. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla quotidiana barbarie verso persone che hanno l’unica colpa di essere disperate, fragili, indifese e quindi facile obiettivo di una politica xenofoba, bisognosa di individuare un capro espiatorio per i mali che affliggono il nostro Paese. La nostra scelta personale e professionale è stata ed è quella di prenderci cura del disagio e delle sofferenze umane. Per questo, non possiamo e non vogliamo far finta di nulla dinanzi ai corpi torturati di un’umanità che bussa alle porte e per cui l’opinione pubblica sembra assolutamente desensibilizzata. “Restiamo umani” non è solo un incitamento verso l’Altro: è soprattutto un richiamo disperato al rischio della disumanità che cova dentro noi stessi. L’attuazione del recente cosiddetto “Decreto per la sicurezza” si prefigura come l’ennesimo passo che renderà questo rischio concreto e purtroppo irreversibile. Tanti nostri colleghi che lavorano sul territorio denunciano quotidianamente situazioni drammatiche. I beneficiari di Protezione Umanitaria (tra cui soggetti vulnerabili come madri sole con bimbi, persone con problemi fisici e psicologici e altre fragilità) finora ospitati presso i Centri di Accoglienza “grazie” a questo decreto-legge non potranno più essere inseriti in progetti SPRAR e dovranno lasciare tempestivamente i Centri di Accoglienza Straordinaria non appena ritirato il permesso di soggiorno. Tanti di loro sono neo maggiorenni e saranno costretti a vivere per strada senza nessun servizio di integrazione come poter studiare la lingua italiana o avere assistenza psicologica. Questi servizi, fondamentali ad un vera integrazione e sicurezza sono banditi dal nuovo Decreto Legge. Alcuni verranno letteralmente gettati per strada: donne già traumatizzate per l’inferno che hanno attraversato, bambini in stato di disagio, malati e impauriti, abbandonati a se stessi. Sta già accadendo! Le strade si riempiranno di persone disperate, facili vittime della delinquenza e della violenza razzista. E tutto questo paradossalmente sarà utilizzato da chi ha formulato la legge per confermare l’esistenza di un “problema di ordine pubblico”. Un problema che gli stessi governanti, con queste scelte normative, stanno creando. Ci interroghiamo sulla schizofrenia della legge che, se da una parte intende colpire il caporalato e le forme di sfruttamento verso i migranti, dall’altra li perseguita annientando i loro diritti e calpestando la loro dignità di esseri umani. La Sicilia vive in prima linea il dramma dell’accoglienza e da anni lavora per costruire speranza e integrazione, in una terra che conosce bene i drammi della migrazione e della discriminazione. Come psicologi spesso partecipiamo a progetti e dibattiti , anche nelle scuole, per promuovere l’integrazione e l’inclusione in diversi settori della vita civile. A questo tipo di mentalità cerchiamo di educare i giovani anche in un’ottica di prevenzione di disagi e conflitti futuri. Ma il messaggio che arriva ai ragazzi attraverso le scelte politiche come quelle del “Decreto sicurezza” è palesemente in contrasto con gli obiettivi che tentiamo di perseguire. Un messaggio che esalta la negazione dei diritti dell’altro, il disconoscimento della sofferenza altrui, la distruzione del rispetto delle differenze, della solidarietà, della curiosità per altre culture. Ecco perché sosteniamo e incoraggiamo tutte le iniziative che vedono il nostro Ordine prendere pubblicamente posizione su questo tema drammatico per trovare forme adeguate a mantenere integro il senso del nostro lavoro a favore di chi soffre. Vogliamo continuare a sentirci rappresentati in modo chiaro e forte da una istituzione che si fa portavoce della nostra ribellione civile verso chi semina odio nei confronti dei deboli, a chi aggiunge sofferenza a chi già soffre”.

Migranti, Salvini attacca il cardinale Lorefice: “Penso ai poveri italiani, sbaglio?”

Matteo Salvini, con un tweet, attacca l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Nel giorno del Festino di Santa Rosalia l’alto prelato aveva, durante l’omelia, parlato del fenomeno migratorio schierandosi contro la chiusura dei porti.

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“Con tutto il rispetto possibile per il pastore di anime – scrive Salvini – anziché favorire l’arrivo in Europa dei poveri di tutta l’Africa, il mio dovere al governo è pensare prima ai milioni di poveri italiani. Sbaglio?”.

“Se fermiamo le navi dei poveri, se chiudiamo i porti, siamo dei disperati – aveva detto Lorefice -. Disperiamo della nostra umanità, disperiamo della nostra voglia di vivere, del nostro desiderio di comunione – aveva detto Lorefice – . Tutti dobbiamo sapere che lungo i decenni e, soprattutto, in questi ultimi trent’anni l’Africa, che è il continente più ricco del mondo, è stata sfruttata dall’Occidente, depredata delle sue materie prime. Ce le siamo portate via, anzi le multinazionali l’hanno fatto per noi, senza pagare un soldo. E abbiamo tenuto in vita governi fantoccio, che non fossero in grado di difendere i diritti della gente”.

Parole che non sono piaciute al responsabile del Viminale.

“Matteo Salvini non perde l’occasione di usare il tema dell’immigrazione per scatenare guerre fra poveri. Il suo tweet contro l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dimostra il suo ‘bullismo social’. Pensi a governare e a fare il ministro invece di fare il bullo scatenando anche le reazioni dei suoi contatti con frasi indegne. La Chiesa palermitana da sempre è al fianco dei poveri, tutti i poveri, italiani e stranieri, palermitani e migranti”. Lo afferma il capogruppo del Pd a Palermo, Dario Chinnici, dopo gli attacchi su Twitter del Ministro degli Interni all’arcivescovo di Palermo. “Salvini, l’uomo che in campagna elettorale giurava sul Vangelo – prosegue il capogruppo dem – oggi contesta l’arcivescovo Lorefice che aveva invitato a non infondere guerre sociali auspicando una società più sensibile verso l’indigenza degli altri. Salvini coi suoi noiosi ritornelli “prima gli italiani” dimostra la propria inadeguatezza politica. Solidarietà all’arcivescovo Lorefice”.

Alla città di Pozzallo sia assegnato il premio Nobel per la pace

L’accoglienza dei migranti e un esodo di proporzioni bibliche. Proprio per questo il deputato Orazio Ragusa lancia la proposta. “Il grande esempio, sul fronte dell’accoglienza, che in tempi non propriamente facili, ci arriva dalla comunità di Pozzallo merita grande attenzione. Non solo a livello siciliano ma anche in ambito nazionale e perfino europeo. C’è tutta una realtà che si sta scommettendo per aiutare chi ha bisogno, per sostenere le vittime di un esodo dalle proporzioni bibliche. E si tratta di un segnale che non può passare in secondo piano. Per questo propongo che la gente, il Comune, la realtà marittima di Pozzallo sia candidata al prossimo Nobel per la pace”.

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Il deputato dell’Ars si è attivato con la commissione del prestigioso premio internazionale con l’auspicio che possa essere presa in considerazione una richiesta che arriva “non certo soltanto dal sottoscritto ma da un intero territorio che non può non valutare il grande impegno profuso dall’intera popolazione nell’accogliere e nel venire incontro alle esigenze di chi è alla ricerca di un futuro migliore e per farlo mette a repentaglio la propria esistenza. Ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori in questi giorni. Ma è certo che stiamo piangendo morti che, verificatisi nel canale di Sicilia, sono la diretta conseguenza di politiche dissennate che non riguardano solo l’Italia ma l’intero pianeta. E’ un fenomeno troppo più grande di noi, che in pochi forse hanno capito”.

“Ma – continua Ragusa – c’è chi, come i cittadini pozzallesi, non si sono interrogati un solo attimo su quello che stava accadendo. Piuttosto, hanno aperto le loro braccia per diventare una delle realtà tra le più accoglienti tra quelle esistenti nel Sud Italia. Vedere arrivare bambini che piangono, che fanno sentire tutta la loro disperazione, mamme che sono in ambasce e che non sanno a chi rivolgersi per ricongiungersi agli altri componenti del proprio nucleo familiare, ci rivela quanto questo esodo biblico stia avendo effetti devastanti sugli esseri umani. La città di Pozzallo ha ben compreso tutto questo e ha fatto l’unica cosa che andava fatta: accogliere, aiutare, supportare chi ha bisogno. Uno spirito ecumenico che non deve passare inosservato da parte della comunità internazionale. Un impegno che ha coinvolto tutti i cittadini. Ed ecco perché è corretto che sia fatta una proposta del genere, che sto reiterando dopo due anni, quella della candidatura al Nobel per la pace. Ed è corretto che questa proposta possa essere sostenuta da tutti coloro che ritengono che la città marittima abbia operato per raggiungere traguardi e obiettivi di solidarietà di ampio respiro”.

Aquarius, Pd: “Salvini sbaglia, tutti paesi UE partecipino a soccorsi”

“I deputati del PD parteciperanno alla seduta dell’Assemblea regionale siciliana di oggi, per l’indirizzo di saluto al presidente della Repubblica di Malta per affermare con la propria presenza che è dovere di tutti i paesi europei soccorrere e accogliere i migranti che rischiano la vita in mare. Il gruppo parlamentare del PD all’Ars ritiene grave e inaccettabile che il governo nazionale, per decisione del ministro Salvini, nei giorni scorsi abbia negato soccorso e accoglienza alle donne, agli uomini ed ai bambini della nave Aquarius: solo chi esercita il dovere di accogliere i migranti in difficoltà ha le carte in regola per chiedere ad altri paesi di fare lo stesso”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.
 
“Auspichiamo che il presidente della Repubblica di Malta voglia condividere e sostenere l’esigenza di modificare il regolamento di Dublino affinché tutti i paesi dell’UE si facciano carico di intervenire per soccorrere i migranti. Il gruppo parlamentare del PD all’Ars – prosegue Lupo – ringrazia il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez che ha compiuto il gesto umanitario di salvare centinaia di persone che vagavano in mare senza meta consentendo l’attracco dell’Aquarius nel porto di Valencia, dimostrando con i fatti di voler riconoscere e tutelare fondamentali diritti umani. Il gruppo parlamentare del PD  presenterà nei prossimi giorni una mozione all’Ars per fare sentire la voce della Sicilia sul tema dei migranti e per impegnare il governo regionale ed il governo nazionale”.