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Posts tagged as “Palermo – Catania”

Inaugurato il nuovo treno Palermo – Catania. Costa 12 euro e ci mette meno di tre ore

Galeotto fu il viadotto, verrebbe da dire. È partito dai binari della stazione centrale di Palermo il treno Minuetto, il nuovo collegamento Palermo-Catania attivato da Trenitalia che dal 3 maggio collegherà in meno di 3 ore il capoluogo siciliano a quello etneo.

In carrozza per il primo viaggio inaugurale il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco, il direttore divisione trasporto passeggeri regionale Orazio Iacono e i sindaci di Palermo, Catania e Termini Imerese: Leoluca Orlando, Enzo Bianco e Salvatore Burrafato. La nuova offerta di Trenitalia, che arriva dopo la chiusura di un tratto della A19 per il crollo di due piloni nel ponte Himera lungo l’autostrada A19, inaugura una nuova stagione per il trasporto pubblico in Sicilia.

I collegamenti giornalieri previsti sono 14 (7 andata – 7 ritorno); il costo del biglietto è di 12, 50 euro.  Sul treno anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo.

Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, che questo pomeriggio, sarà a Roma per partecipare a un Consiglio dei ministri straordinario, chiederà al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio di dichiarare lo stato di emergenza in Sicilia, dopo il cedimento di un pilone nel ponte Himera lungo l’autostrada A19, che collega Palermo a Catania che la A19 ha diviso in due la Sicilia.

«Oggi pomeriggio parteciperò a un consiglio dei ministri per alcune questioni che riguardano la Regione siciliana e lo statuto della Regione – ha detto Crocetta, alla stazione centrale di Palermo per il viaggio inaugurale del treno Minuetto di Trenitalia che dal 3 maggio collegherà Palermo a Catania – al ministro Delrio, che ringrazio per l’attenzione e per aver rispettato i patti, chiederò la dichiarazione dello stato di emergenza, che deve essere dichiarato immediatamente. Non possiamo pensare di riparare la strada e non fermare la frana. La frana incombe e la dobbiamo fermare. L’urgenza c’è tutta».

Interruzione della A19. Per gli automobilisti siciliani danni per oltre 18 milioni di euro

Qual è  la stima dell’impatto economico dell’interruzione della A19 Palermo-Catania? Un primo approfondimento tecnico è stato  sviluppato da Studio META di Monza e dal laboratorio TRASPOL del Politecnico di Milano: oltre 18 milioni di euro all’anno di danni per i soli automobilisti siciliani, in conseguenza di 9,1 milioni di chilometri in piu’ da percorrere e di 1,6 milioni di ore di viaggio aggiuntive.

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A questi impatto andrebbero aggiunti quelli per i veicoli pesanti e per le autolinee di trasporto pubblico, oltre ai 30 milioni di euro già’ stimati per la rimessa in esercizio della tratta.
L’interruzione della tratta autostradale “Tremonzelli-Scillato”, di circa 16 km, comporta per gli autoveicoli una deviazione sul percorso di 32 km via Polizzi Generosa (PA). Il modello di analisi mostra pero’ che circa un 20% del traffico che utilizzava l’A19 si spostera’ su itinerari completamente alternativi, non sempre adatti a sostenere flussi di traffico elevati e dando luogo a potenziali situazioni di criticita’ locale.

Per i mezzi pesanti la situazione è ancora più critica, poichè sui due percorsi alternativi è in vigore per questi il divieto di transito per i mezzi pesanti, che sono dunque costretti a deviare via Messina o sulla Resuttano (CL) – Castelbuono (PA).

“Oltre 18 milioni di euro all’anno di danni, tra chilometri in piu’ da percorrere e ore di viaggio aggiuntive, per spostarsi tra l’est e l’ovest della Sicilia, sono una mazzata sui siciliani e sulla gia’ fragile economia dell’Isola. Per questo per prima cosa va nominato un commissario straordinario che sia garanzia di massima celerità e trasparenza degli interventi”. Così Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, commentando la stima dell’impatto economico dell’interruzione della A19 Palermo-Catania, condotta dallo Studio Meta di Monza e dal laboratorio Traspol del Politecnico di Milano. Per Milazzo “sono necessari: Un commissario straordinario con ampi poteri di progettazione e realizzazione degli interventi stradali e autostradali. L’impiego ‘attivo’ dei forestali sul fronte della prevenzione e del dissesto idrogeologico. Il ricorso alla ‘cooperazione assistita’ Stato-Regione in tema di fondi Ue per infrastrutture di trasporto e collegamento. E una corsia preferenziale all’Ars per il varo della riforma degli enti di area vasta ‘perche’ tra le competenze di liberi consorzi e citta’ metropolitane, rientra proprio la materia dei collegamenti stradali secondari’. Il crollo del viadotto, la situazione disastrata della viabilita’ e l’arretratezza dei collegamenti ferroviari, sono un macigno – aggiunge Milazzo -. Tanto piu’ che secondo gli analisti lombardi, al costo dell’interruzione dell’A19 vanno aggiunti, le ricadute su veicoli pesanti e autolinee di trasporto, e i 30 milioni di euro gia’ stimati per la rimessa in esercizio della tratta”.

CONFCOMMERCIO. “Un intervento urgente che possa consentire l’avvio dei lavori dellabretella di collegamento sulla  Palermo-Catania entro il 15 maggio e la fine dei lavori entro il 15 di agosto”. È la richiesta di Confcommercio Sicilia dopo la riunione di  ieri sulla “grave situazione di emergenza infrastrutturale” dell’Isola a seguito della frana abbattutasi sul viadotto Himera dell’autostrada  Palermo-Catania.

Il tavolo delle associazioni d’impresa chiede “una tabella di marcia rigida e serrata che, lavorando giorno e notte, riesca a garantire il  rispetto dei tempi per uscire da quella che è, senza ombra di dubbio,  catalogabile come una delle emergenze siciliane”. Con la stessa rapidità inoltre dovranno essere realizzate tutte quelle manutenzioni  di base alla rete infrastrutturale dell’Isola, necessarie per  ripristinare condizioni di “normalità e sicurezza, partendo dalle  autostrade e finendo alle strade statali e provinciali delle aree  interne della Sicilia”. Confcommercio non ha dubbi sul fatto che si tratti di “una calamità”  che si sarebbe potuta evitare “se soltanto si fossero attivate le iniziative di salvaguardia e di manutenzione ordinaria del  territorio”. E non ci sta a sentire parlare di mancanza di risorse  disponibili: la Sicilia “corre il rischio in questo momento di dover  restituire altri 500 milioni di euro del programma operativo del Fesr  2007-2013 all’Unione Europea”, denuncia Confcommercio.

La richiesta è che “pertanto si convochi subito una giunta regionale straordinaria per approvare una rimodulazione del  programma destinando le relative risorse alla realizzazione della  manutenzione stradale. Anche perché non si tratta di interventi  ordinari, ma di una vera e propria ricostruzione delle infrastrutture  siciliane. Primo tassello indispensabile per poter parlare di  sviluppo”. Per quanto riguarda l’affidamento dei lavori, Confcommercio chiede il  coinvolgimento dell’imprenditoria siciliana “sana, che ha tutte le  carte in regola e i relativi requisiti per partecipare a una tale  opera di ricostruzione”. “La politica tutta, nazionale, regionale, e la rappresentanza italiana al Parlamento europeo – conclude – ha il dovere di convergere su tale  necessità, per attenuare i gravi danni che l’economia regionale sta  subendo, dall’agricoltura al commercio, dall’industria al turismo, per ritardi nelle consegne, disdette di prenotazioni, annullamenti di  contratti e penalità relative, scongiurando così un vero e proprio  allarme sociale”.

Dopo il crollo sulla Palermo – Catania, ecco cosa succede a fare il percorso alternativo;. Un incubo

L’autostrada  di collegamento tra Catania e Palermo è ad oggi interrotta e lo rimarrà per molto tempo, con un danno incalcolabile all’economia della Sicilia, alle  imprese, agli scambi commerciali, ad una logistica già estremamente precaria, con disagi enormi agli spostamenti delle persone.

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A proposito, in molti pensano che la chiusura di un viadotto non comporti altro che l’uscita dall’autostrada e il rientro al primo casello. Non è così. Perchè in realtà la frana che interessa il viadotto Hymera è estesa un chilometro e interessa altre strade statali e provinciali che sono state devastate dalla pioggia intensa di quest’anno e che sono chiuse da mesi. Quindi il percorso è davvero lungo, e, soprattutto, pericoloso.  Ecco il racconto che ne fa Pompeo Benincasa. Tra i principali manager del mondo della musica dello spettacolo in Sicilia, Benincasa è catanese  ma, per lavoro, va a Palermo spessissimo.

Voglio raccontarvi il futuro che aspetta tutti noi perchè sabato mattina ho percorso la Catania-Palermo. Avevo sentito del pilone, così, ad orecchio, avevo pensato alla solita interruzione, ti fanno uscire, ti fanno rientrare. E che sarà mai, noi siciliani questa vita la facciamo da decenni. Invece a Tremonzelli uscita obbligatoria e viaggio sulla statale che porta a Caltavuturo. Ho pensato, bè ci faranno rientrare a Scillato che è dopo il viadotto. Errore, la strada tra Caltavuturo e Scillato è franata mesi fa, non esiste, quindi si prosegue per Cerda. Sabato la giornata era magnifica, ho pensato che forse ne avrei approfittato per vedere luoghi dove sono passato quasi 30 anni fa, luoghi che molti siciliani non conoscono. Panorama mozzafiato, verdi colline, qualche agriturismo ,gente a cavallo per strada, greggi e mandrie. Ho aperto il finestrino per respirare, ho pensato che le autostrade sono comode ma a volte ci fanno perdere il senso del tempo e ci nascondono le cose più belle della Sicilia. Ma che succede? Dopo pochi chilometri, la strada statale comincia a diventare come le montagne russe,si cammina a zig zag per evitare le buche tanto grandi che entrerebbe una smart intera in ciascuna di esse, se arriva qualche auto nel senso opposto, bisogna fermarsi e stabilire a chi tocca. Il cartello del limite velocità indica 20, ma vi assicuro che non ci si arriva ,si cammina con gli occhi puntati sul terreno, ogni metro può essere fatale. Altro che panorama,posso guardare la bellezza solo nei momenti in cui siamo tutti fermi. E capiterà tante volte. Passo un bivio che indica Chiusa Sclafani a 6 km e mi rendo conto che pur avendo girato tanto, non sono mai stato laddove nasce uno dei vini siciliani più noti. Lo strazio continuerà per chilometri, sempre così: frane, buche, sterrato, sino alla prova regina costituita da una montagna russa. Lì tutti passano con la prima, con la paura di non farcela o di sbattere il sotto dell’auto. Un incubo. Da Caltavuturo a Cerda è un incubo, pensavo all’inverno,alla pioggia,a fare questa strada di notte. Alla fine i 25 km di statale che ti riportano allo svincolo di Buonfornello scendendo da Cerda mi sono costati 90 minuti. Era sabato ed era una bella giornata. Non ho dovuto aspettare la TV o altro per capire che da oggi a Palermo si va passando da Messina, che è a pagamento però. E che per andare a Caltanissetta o Enna da Palermo si va verso Agrigento.
Scopriamo così che è bastato un pilone per mostrarci il volto vero di questa isola, senza ferrovie e con una rete viaria da quarto mondo. Da oggi la Sicilia è più lontana per tutto, immagino il duro colpo al turismo e non solo. Ma quelle strade, quei paesi isolati nelle Madonie esistevano ben prima del crollo del pilone. A Caltavuturo ho visto un lenzuolo appeso, c’era scritto ” ci avete dimenticati”. E io ho pensato, che bravi, hanno capito che adesso tutti sono costretti a passare da qui e già nella notte hanno fatto uno striscione. Nossignore, lo striscione c’era da prima, è il pilone che ce lo fa conoscere oggi, solo oggi. Il pilone fa giustizia di tanta prosopopea, di tanti politici da quattro soldi, non solo regionali. C’era la miss Boschi in Sicilia,quella che preferiva Fanfani a Berlinguer,a dire che stanno facendo riforme epocali che renderanno veloce il nostro Paese!! Allora bella Boschi, cominciate a riformare l’ANAS, destinate i soldi del tesoretto alle infrastrutture siciliane, fate un treno, cazzo, un treno tra Catania e Palermo come tra Roma e Napoli, rifate tutte le strade nazionali, anzichè bloccare i soldi per la Catania-Ragusa. Forse andrete veloci, ma il pilone ha il merito di mostrare al mondo la lumaca Sicilia.

Dopo la frana sulla Palermo – Catania, le proteste dell'autotrasporto siciliano

L’autotrasporto siciliano, paralizzato in seguito alla chiusura dell’autostrada Palermo-Catania a causa di un movimento franoso che ne ha danneggiato un viadotto, è pronto a mobilitarsi se non verranno individuate, tempestivamente, soluzioni percorribili. Dopo il crollo, a gennaio, del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento, salito alla ribalta delle cronache nazionali per avere ceduto pochi giorni dopo la sua inaugurazione, e dopo, qualche giorno fa, la chiusura di un tratto della Salerno-Reggio Calabria per un altro crollo, l’ennesimo problema. Un Paese diviso a metà. “In una regione, la Sicilia, già fortemente penalizzata per le croniche carenze infrastrutturali, sia stradali che ferroviarie – ha affermato Cinzia Franchini presidente nazionale della CNA-Fita- questa ennesima chiusura rischia di portare al collasso molte imprese dell’autotrasporto che da anni si dibattono tra i tanti problemi del settore. Anche i percorsi stradali alternativi individuati o non sono praticabili per i mezzi pesanti o allungano le tratte di percorrenza di molti km con un aggravio di costi insostenibile. Ancora una volta – ha continuato la Franchini – le inefficienze e le negligenze di un “sistema” rischiano di ricadere sugli operatori economici dell’isola, dai produttori agricoli, ai commercianti agli autotrasportatori. Per questo chiediamo al Ministro Del Rio un incontro urgente; è indispensabile individuare insieme soluzioni plausibili per limitare i danni”.

La Sicilia spezzata e il viadotto crollato tra Palermo e Catania. Per i lavori ci vorranno anni

Il viadotto “Hymera”, nell’autostrada tra Palermo e Catania è crollato, in prossimità dello svincolo di Scillato.  L’isola è spaccata in due. Le brutte notizie non finiscono qui. Perchè da un lato il percorso alternativo aumenta i tempi di percorrenza di almeno un’ora, dall’altro lato secondo i dati dell’Anas l’intero viadotto è da rifare, e ci vorranno anni. L’emergenza, per adesso, è trovare un percorso alternativo. Il che non  è semplice, perchè questo inverno, nell’indifferenza generale, tutte le strade provinciali della zona e la statale 125 sono state distrutte dalla pioggia e molte non sono ancora percorribili. E non è un caso che in queste ore la protesta più vibrante è quella dei sindaci dei paese delle Madonie, perchè loro, più di tutti, avvertono l’assenza dello Stato e dell’Anas nella manutenzione dei collegamenti stradali, dalla statale fino all’autostrada. La frana ha inoltre danneggiato i cavi della fibra ottica, con diverse zone della Madonie che sono isolate anche per la linea internet e quella voce. La speranza dei tecnici dell’Anas è che entro una settimana si potrebbe anche fare procedere in direzione a senso unico alternato la parte di carreggiata (quella in direzione Palermo) del viadotto che non è crollata, ma tutti sanno che comunque l’intero viadotto va rifatto, perchè l’estensione dello smottamento del terreno che ha causato il crollo è di un chilometro per una larghezza di 300 metri,  ed era un evento che era previsto da almeno dieci anni. E’ per questo che l’Anas sta redigendo una relazione tecnica, che invierà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese che eventualmente potrebbe aprire un’inchiesta per accertare danni e responsabilità. Il Codacons, il “sindacato” dei consumatori, annuncia invece un esposto alla Procura di Palermo, sottolineando che, ancora una volta, solo per un puro caso non ci sono state vittime e chiedendo il controllo a tappeto di tutte le autostrade siciliane.

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La struttura in cemento dovrà essere rimossa e i lavori potrebbero durare anni. Il pilone si è spezzato alla base e, inclinandosi, ha fatto si che la carreggiata da esso sostenuta si appoggiasse su quella accanto, dove circolano i veicoli dell’opposto senso di marcia. Restano gli inevitabili disagi per gli automobilisti, evidenziati anche nel corso di una riunione in prefettura con i sindaci del comprensorio.  Molte delle autolinee che collegano Palermo a Catania sono deviate attraverso le autostrade A20 e A18.  L’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, ha chiesto la proclamazione dello stato di emergenza. Del cedimento del viadotto si occuperà pure la commissione trasporti della Camera, assicura Magda Culotta, deputato del Pd. Intanto, sottolinea l’Anas, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio è in contatto continuo con il presidente della società Pietro Ciucci «per valutare la situazione e gli interventi opportuni».

Questo comunque il cronoprogramma degli interventi da fare:

  • Demolizione di 4 campate del viadotto inclinato dal fronte di frana e adagiatosi sull’altra campata. Entro una settimana un progetto di demolizione.
  •  Dopo aver abbattuto la parte del viadotto inclinato, si potrà valutare se l’altra carreggiata, quella in direzione Palermo, può essere riaperta a senso alternato consentendo di aprire di nuovo l’autostrada.
  • I lavori di ripristino potrebbero durare qualche anno. Ecco la mappa con il percorso alternativo:

mappa_percorsomappa_percorso

Per mezzi oltre 3,5 t: per le lunghe percorrenze da Palermo il percorso prevede l’uscita allo svincolo di Buonfornello della A19, l’immissione sull’autostrada A20, fino a Messina, la A18 Messina-Catania fino a Catania. Il percorso inverso per la direzione Catania – Palermo. Per gli altri mezzi, restano invariati i percorsi alternativi già individuati:

Per i mezzi leggeri: in direzione Catania uscita dall’autostrada a Scillato, attraverso la SS643 immettersi sulla SS120 al km 51,160 e percorrerla fino a rientrare in autostrada allo svincolo di Tremonzelli. Percorso inverso in direzione Palermo. Su questo percorso alternativo il transito è consentito anche ai trasporti pubblici e ai mezzi di emergenza.

Per i mezzi fino a 3,5 t:  in direzione Catania, per il traffico locale, il percorso alternativo prevede l’uscita sull’autostrada A19 a Resuttano percorrendo la SP10 fino ad Alimena, la SS290 fino al bivio Madonnuzza, la SS120 fino al bivio Geraci, la SS286 fino allo svincolo Castelbuono-Pollina, la A20 Palermo-Messina e il rientro sulla A19 allo svincolo di Buonfornello. Tale percorso di circa 80 km, ha un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 40 minuti.

Per informazioni, sono a disposizione le Sale Operative di Palermo e Catania ai seguenti contatti:
–  Palermo (dal lunedì al sabato ore 7-19) 091.379666
–  Catania (H24 tutti i giorni) 095.292639

Il crollo del viadotto sulla Palermo – Catania è il disastro dei trasporti in Sicilia

E’  crollato un viadotto sull’autostrada Palermo-Catania, fra Buonfornello e Tremonzelli. Cio’ significa che la Sicilia, al momento, è tagliata a metà. E non è vero che si tratta di un evento imprevedibile, perchè da tempo era stato segnalato il cedimento del terreno sottostante il viadotto. L’episodio testimonia ancora una volta il disastro che la nostra isola rappresenta dal punto di vista dei trasporti, con una mediocre rete autostradale e una ferrovia da fare pena, che nel tempo è stata via via dismessa. 

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“Sono in costante contatto con il presidente Crocetta per quello che è accaduto sull’autostrada Palermo-Catania. Abbiamo chiesto al governo nazionale lo Stato d’emergenza. La situazione è veramente grave”. Così Giovanni Pizzo, assessore alle Infrastrutture della Sicilia. “Non sono le strade a cedere, sono le nostre montagne che stanno crollando a poco a poco – dice – Oggi un fronte franoso di un chilometro è sceso a valle, colpendo un pilone dell’autostrada Palermo-Catania. Quello che sta accadendo in Sicilia è drammatico. Sono gli effetti del cambiamento climatico: la montagna d’acqua che quest’inverno si è abbattuta sulla nostra regione è probabilmente la causa dei dissesti che si stanno verificando. Non si tratta di assolvere qualcuno, e toccherà ai tecnici stabilire le cause e, se ci dovessero essere, le eventuali responsabilità. Ma é chiaro che siamo di fronte a un’emergenza da affrontare con estrema serietà”.

“La notizia del cedimento del pilone autostradale non deve allarmare, ma non può essere presa certamente sottogamba. C’è da capirne al più presto i motivi, per questo chiederò all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Pizzo di venire in commissione a riferire”. Lo dice il presidente della commissione Territorio dell’Ars, Giampiero Trizzino.

“Sul cedimento del pilone dell’autostrada Palermo-Catania presenterò un’interrogazione al governo. Dopo il caso del crollo del viadotto ‘Scorciavacche’ anche questa storia va chiarita fino in fondo e vanno accertate tutte le responsabilità. Chi sbaglia deve pagare. Bisogna, inoltre, modificare radicalmente il sistema dei controlli sulle infrastrutture”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

“La Sicilia è spezzata in due, bisogna dichiarare lo stato d’emergenza” Lo ha detto Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, commentando la notizia delle nuove frane nella zona del viadotto Himera che hanno prima provocato la chiusura dell’autostrada Catania – Palermo per il cedimento di un pilone, e ora la chiusura della Provinciale 24, bloccando, di fatto, le comunicazioni tra la Sicilia orientale e quella occidentale. “Si tratta – ha detto Bianco – di una situazione di straordinaria gravità e chiedo di nominare subito un commissario straordinario per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile”.

“La mancata utilizzazione dei fondi per gli investimenti, impegnati, invece, a pagare spese correnti e accantonamenti tributari voluti dai Governi Monti, Letta e Renzi, ha causato il pessimo stato di tutte le nostre infrastrutture, soprattutto viarie, compreso il cedimento del pilone della A 19 che ha tagliato in due parti la Sicilia. Crocetta faccia sentire forte a Roma la voce della Sicilia divenuta sempre più la cenerentola d’Italia”. Lo ha detto Marco Falcone, capogruppo di FI all’Ars.

“Il movimento franoso che ha coinvolto almeno tre piloni del viadotto ‘Imera’ della Palermo-Catania ci mette davanti a due gravi emergenze: quella della mobilità e quella del dissesto idrogeologico. Adesso nessuno si potrà esimere dal dare risposte chiare”. Lo afferma il segretario regionale dell’Udc siciliana Giovanni Pistorio.

“Una risposta – continua Pistorio – dovrà essere data all’incertezza che pesa sugli enti intermedi, le ex province non ancora liberi consorzi, che fino a poco tempo fa avevano la responsabilità di gestire interventi di questo tipo”. “Sarà poi necessario – aggiunge il segretario dei centristi – che il governo nazionale d’intesa con quello regionale pianifichi interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio e, se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, adotti interventi e procedure eccezionali per garantire la sicurezza e la mobilità nell’Isola”.

“La chiusura del viadotto Imera nel tratto Palermo-Catania non è solo un grosso disagio alla rete stradale e alla viabilità della principale arteria che collega le due parti della Sicilia, ma è anche un disastro causato dalla mancanza delle competenti istituzioni”. Lo scrive in una nota il deputato regionale dell’Udc, Gianluca Miccichè. “Ho già contattato l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Giovanni Pizzo, con il quale seguo da vicino la situazione. – aggiunge – Ritengo che, accertate le responsabilità, si debbano trovare valide alternative al trasporto su gomma e dunque attivare subito una tratta ferroviaria straordinaria che permetta a merci e persone, pendolari e non, di raggiungere Palermo da Caltanissetta ed Enna, con la stessa frequenza e tempistica con la quale avrebbero percorso l’autostrada. Va inoltre messo in sicurezza il territorio, evitando che frane come quella di dieci anni fa possano trasformarsi in tragedie in cui possa ‘scapparci il morto'”.

Santino Barbera, segretario generale della Filca Cisl Sicilia, dichiara: “E’ vero che la Sicilia sta franando – continua Barbera – ma il governo regionale, oltre a prenderne atto, che fa? Grazie all’incapacità progettuale sono tornati a Roma i fondi Pac con cui si sarebbero dovuto realizzare numerosi interventi, quali ad esempio la manutenzione e la risagomatura dei torrenti siciliani. Niente è stato fatto e a subirne le conseguenze sono i cittadini, quali ad esempio quelli di S.Teresa e di Furci in provincia di Messina, comuni a rischio inondazione perché il livello dell’alveo del torrente Savoca si è innalzato a dismisura. Si aspetta che avvenga una tragedia per intervenire?”. “Ieri si è abbattuto un pilone dell’autostrada, domani chissà cosa potrebbe accadere – aggiunge Barbera – dato che nulla si muove e ci si affida alla sorte e al destino. Negli ultimi due anni il governo regionale ha continuato a sottrarre fondi agli investimenti per infrastrutture, destinandoli alla spesa corrente. Proseguendo con questo modo di amministrare, la Sicilia si ridurrà a un’area desertica, da cui scappare”.