A Palermo serve un governo per il bene comune che fermi il qualunquismo

A Palermo serve un governo per il bene comune che fermi il qualunquismo
1 maggio 2012

Oggi sul Sole 24Ore Giuseppe Oddo racconta, dettagliatamente, quale sia lo stato dei conti del Comune di Palermo. Dopo mesi e mesi di dibattito in cui l’ex sindaco Diego Cammarata ha ritenuto di dover intervenire dicendosi in pace con la coscienza per aver lasciato i  conti in ordine, un pezzo di tal genere sembrava d’obbligo. Anche perché in questa campagna elettorale il tema non sembra interessare granché. E invece quella dei conti, opachi, è la partita che si gioca l’amministrazione dei prossimi cinque o dieci anni. Dopo un decennio di sollazzi che ha portato allo sfascio della città chiunque vada a Palazzo delle Aquile si dovrà confrontare con questo stato di cose.  C’è poco da stare allegri: i servizi oggi sono al minimo storico  e in città arriva un comico più furbo che intelligente a dirci che la mafia è meglio dello Stato. Siamo alla follia e se dovesse diventare rilevante il voto di questi signori arriveremmo a decretare il definitivo sfascio della città. Serve senso di responsabilità: a  cinque giorni dal voto magari si dovrebbe cominciare a pensare a future alleanze per il bene comune, a programmi concreti che vadano oltre il dibattito da campagna elettorale. Il disastro è stato fatto ma i palermitani e con loro i siciliani meritano un futuro diverso.



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