Contagi oggi in Italia: 18.938 nuovi casi, 718 vittime

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Il dato dei contagi oggi in Italia: sono 18.938 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 17.221.

Covid-19 contagi oggi in Italia

Sono invece 718 le vittime in un giorno (ieri 487). Effettuati 362.973 tamponi molecolari e antigenici. Ieri i test erano stati 362.162. Il tasso di positività del 5,2%% (ieri era al 4,7%, quindi è salito dello 0,5).

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.603, 60 in meno rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 192 (ieri 259). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 28.146 persone, 705 in meno rispetto a ieri.

La curva in Italia ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c’è una ricrescita. C’è in Italia una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni sono in decrescita per l’incidenza, tuttavia ci sono ancora alcune Regioni in crescita”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia organizzata dal ministero della Salute.  Il livello di occupazione nelle terapie intensive “si sta stabilizzando intorno al 41% e siamo quindi arrivati sostanzialmente ad un plateau, così come per le aree mediche. In generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi”, ha affermato Brusaferro.

“C’è una decrescita dei casi nella popolazione generale. L’età media dei casi rimane sempre sotto i 50 anni e crescono gli asintomatici. La decrescita dei casi sta coinvolgendo tutte le fasce d’età, inclusi i giovani, tenendo però conto della chiusura delle scuole”, ha detto ancora Brusaferro.

E’ importante procedere verso lo scenario di riaperture che tutti auspichiamo ma con grande cautela e flessibilità“, ha affermato il presidente dell’Iss. “In questo contesto non esistono soglie definite per riaprire, ma esistono modelli e indicatori come il numero progressivo di popolazione vaccinata, la circolazione delle varianti e il livello che rende possibile il tracciamento di 50 casi per 100mila”.

Oggi vediamo circa 19mila positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460. Si tratta infatti di un aggiustamento perchè la Sicilia ha caricato dati antecedenti pari a 258 decessi. I decessi sono quindi 460, che resta comunque un numero ancora elevato”. Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia organizzata dal ministero della Salute. 

 “Sul vaccino AstraZeneca molto aiuterebbe anche nella divulgazione se ci fosse una posizione univoca a livello Ue. Uno dei problemi maggiori in questa pandemia è stata purtroppo la mancanza di coesione e uniformità negli interventi dei paesi europei”, ha detto inoltre Rezza. 

“Il problema per AstraZeneca è aver indicato il vaccino prima per gli under-55 e poi per i più anziani, facendo apparire che ci sia stato un contrordine, ma non è stato così. Infatti, le conoscenze sono cambiate e si sono ampliate e si è visto che questo vaccino poteva prevenire ospedalizzazione e mortalità anche negli anziani. Questo è il motivo dell’estensione del vaccino su fasce di età per le aumentate conoscenze”, ha spiegato Rezza, aggiungendo: “Poi dopo i casi rari di trombosi, è stato dato un uso preferenziale per gli over-60. Gli over-60 hanno infatti un rischio elevato di morire di Covid e le reazioni avverse sono basse, quindi la vaccinazione ha un vantaggio notevole”.

“Non credo che cambi l’indicazione di effettuare la seconda dose a 21 e 28 giorni rispettivamente per i vaccini di Pfizer e Moderna, ma potrebbe essere prevista una certa flessibilità: la regola resta cioè tre o 4 settimane per il richiamo, ma potrebbe esserci una certa flessibilità in termini organizzativi. Ma la decisione spetta alla commissione tecnico scientifica di Aifa e ci sarà in tempi brevi”, ha spiegato Rezza. 

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