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La scure del commissario dello stato sulla Finanziaria: impugnati 33 articoli su 48

Maxi stangata del commissario dello Stato, che ha impugnato 33 articolti sui 48 approvati nel testo della Finanziaria. Cadute tutte le principali norme, inclusa quella sulle coppie di fatto. Salve solo le norme su precari, trasporti e trasferimenti agli enti locali.

Le royalties dei petrolieri
Ecco le norme impugnate. Il commissario ha bloccato l’art. 5 c. 2, quello sulle royalties ridotte ai petrolieri, perché ” si ritiene essere in contrasto con l’art. 81 della Costituzione. A sostegno, della cennata censura, si rileva che il legislatore dispone che l’aliquota di prodotto dovuta dal titolare di concessione di coltivazione di giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi e di gas diversi dagli idrocarburi sia ridotta dal 20% al 13%, ma non si preoccupa di quantificare le evidenti minori entrate e la conseguente copertura dell’onere derivante”.

Proroghe per 700 precari regionali, no a stabilizzazione
Tra le norme impugnate c’è anche quella che garantiva le stabilizzazioni per circa 700 precari della Regione. Secondo il prefetto Aronica “l’articolo 32 introduce una diversa ed autonoma disciplina per le proroghe della stabilizzazione del personale a tempo determinato in servizio presso la Regione, procedendo difformemente da quanto operato per il personale degli Enti locali”. Sì invece alle proroghe.

Cancellata la riforma delle partecipate: stop a infornata a e-Servizi?
Il commissario dello Stato ha di fatto cancellato la riforma delle società partecipate, impugnando la norma che consente il trasferimento dei dipendenti di spa liquidate in altre controllate. Norma, quest’ultima, che una volta cancellata rischia di bloccare anche il passaggio dei 70 dipendenti del socio privato a Sicilia e-Servizi. Passaggio che in queste ore ha sollevato molte polemiche, visto che tra questo 70 vi sarebbero molti “raccomandati” cuffariani e parenti della famiglia del boss Bontade.

Congelati i 100 milioni per l’integrazione sociosanitaria
Stop anche all’art. 8, 2° c, cioè alla norma che dispone, previa verifica del rispetto degli obiettivi del patto sanitario nonché delle garanzie dei livelli essenziali di assistenza (LEA) previste dal medesimo, “i risparmi conseguenti all’applicazione delle disposizioni di cui al c.1 (relativo alla riduzione di 100 milioni di euro della spesa sanitaria della Regione per acquisto di beni e servizi) siano destinati a favorire l’integrazione dei servizi socio-sanitari per la parte ricompresa nei LEA”.

No all’affidamento alla Seus dei servizi di pulizia
Il commissario blocca poi la norma, all’articolo 10, che prevedeva l’affidamento di servizi ausiliari sanitari secondari “non meglio specificati, se non dal titolo” come servizi di pulizia, alla società consortile per azioni “Sicilia Emergenza – Urgenza sanitaria”.

I rimborsi chilometrici ai forestali
Sarà stralciata poi la norma sul blocco al rimborso chilometrico per i forestali: “Il legislatore, seppure nell’apprezzabile intento di ridurre e razionalizzare le spese derivanti dalle attività di manutenzione idraulico-forestale e di rimboschimento in cui sono impiegate maestranze stagionali – scrive – ogni regolamentazione del trattamento economico è rimessa in forma esclusiva alla contrattazione collettiva e non può essere integrata e/o modificata dal legislatore regionale”.

Le coppie di fatto
Bloccato anche il tanto atteso articolo della Finanziaria che estendeva alle coppie di fatto tutti i contributi e le agevolazioni concesse dalla Regione alle famiglie sposate. “L’art. 37 da adito a censura sotto il profilo della violazione degli artt. 3 e 81 della Costituzione – scrive il commissario – esso infatti estende tutte le agevolazioni, contribuzioni e benefici a qualsiasi titolo previsti dall’ordinamento regionale per la famiglia, alle coppie di fatto iscritte negli appositi registri delle unioni civili, istituiti dai comuni della Regione siciliana ed alle famiglie mono-parentali. Siffatta generalizzata estensione “tout court”, senza distinzione alcuna tra i singoli benefici e le ragioni e le finalità sottese ad ognuno di questi, si ritiene incompatibile con il principio di cui all’art. 3 della Costituzione che impone diversità di trattamento per situazioni diverse quali quelle della famiglia fondata sul matrimonio e delle unioni di fatto che trovano rispettivamente fondamento negli artt. 29 e 2 della Costituzione”.

I pensionati Asi
No del commissariuo anche alla norma sulle integrazioni delle pensioni degli ex dipendenti delle Asi: “Era sostanzialmente contiene una sanatoria e convalida dell’avvenuta corresponsione di trattamenti pensionistici integrativi in favore del personale in quiescenza dei consorzi Asi soppressi e posti in liquidazione di cui non è dato conoscere l’ammontare complessivo degli esborsi finora effettuati e la quota di integrazione posta ora a carico dell’Istituto Regionale per lo sviluppo delle attività produttive”, scrive il commissario.

I contributi a imprese ed enti
E, ancora, tra le norme impugnate, l’articolo 47, quello della grande trattaive tra maggioranza e opposizione. Stralciato il comma 9, perché “in contrasto con l’art. 81 della Costituzione in quanto pur disponendo, per cinque periodi di imposta, agevolazioni IRAP a favore delle imprese che si costituiscono o che iniziano l’attività lavorativa nell’anno 2014, omette di quantificare gli oneri e di indicare i relativi mezzi di copertura per gli esercizi successivi al 2016”. Stop anche al comma 10 che “autorizzava
la spesa di 250 migliaia di euro in favore dei lavoratori della ex Pirelli di Villafranca (ME) e di Siracusa”

Il reddito minimo
Nella maxi-impugnativa finiscono anche le norme sul reddito minimo, la riforma dei teatri, gli aiuti alle giovani coppie sposate per l’acquisto della prima casa, il fondo unico per la pesca, i fondi dell’Ircac ed della Crias per il sostegno alle imprese.
da repubblica.it

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