Palermo, il Presidente Mattarella ha inaugurato il percorso arabo – normanno

Palermo, il Presidente Mattarella ha inaugurato il percorso arabo – normanno
29 ottobre 2016

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha assistito alla scopertura della prima targa, posta all’ingresso principale di Palazzo Reale, per aprire la tre giorni di manifestazioni che coinvolgeranno Palermo, Cefalù e Monreale, in occasione delle cerimonie ufficiali per l’iscrizione del sito seriale “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Monreale e Cefalù” alla World Heritage List dell’Unesco. Durante la scopertura, ad opera del sindaco Leoluca Orlando e del Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, i bambini del Coro Arcobaleno del Teatro Massimo hanno eseguito l’Inno nazionale. Presente anche il ministro Angelino Alfano.

Il sito seriale comprende il Palazzo Reale e la Cappella palatina, la cattedrale, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’ammiraglio, il palazzo della Zisa, la chiesa di san Cataldo. Si tratta del 51esimo sito Unesco Italiano. L’Italia è la nazione con il maggior numero di siti patrimonio mondiale dell’umanità e la Sicilia, tra le regioni, è quella che ne vanta di più: sette. A distanza di poco più di un anno dalla nomina, avvenuta il 3 luglio del 2015, ieri la cerimonia ufficiale di intitolazione alla presenza del capo dello Stato.

Molto soddisfatto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “E’ il momento storico più propizio per riconoscere la dimensione mediterranea ed europea di Palermo e di tutta la Sicilia. Noi siamo il portato di questa storia. Ed è anche per questo che abbiamo avuto la forza e la capacità di gestire la vicenda migratoria in questo momento storico. Siamo stati un popolo di emigranti e un popolo che ha saputo accogliere dominatori divenuti poi siciliani. Il nostro è stato un grande continente di pace chiamato Sicilia. Una dimensione che non ha solo un grande passato ma anche un grandissimo futuro. E il riconoscimento Unesco è proprio il riconoscimento del presupposto di questo grande futuro”.

Sulle stessa linea soprattutto per quanto riguarda la storica cultura dell’accoglienza siciliana il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il governatore della regione Rosario Crocetta. “In questa nostra realtà non c’è spazio per chi costruisce muri e per l’intolleranza. Una città migrante culturalmente, ricca di migranti che accoglie i migranti come essere umani. Dico grazie ai migranti che vengono a Palermo perchè i migranti danno un volto umano alla globalizzazione”.

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Un viaggio per immagini che non finirà mai di affascinare, il sito seriale comprende infatti a Palermo, Palazzo dei Normanni, Palazzo Reale e Cappella Palatina, la Cattedrale, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, Palazzo della Zisa, Chiesa di San Cataldo, Ponte dell’Ammiraglio; poi ci sono la Cattedrale di Monreale, e la Cattedrale di Cefalù.

Sono stati i bambini delle comunità immigrate di Palermo ad accogliere stamani a Palazzo Reale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in apertura della cerimonia di apposizione delle targhe dell’itinerario Unesco arabo-normanno. Sono stati loro, i bambini di tutto il mondo, a intonare l’Inno nazionale guidati dal maestro Salvatore Punturo. Insieme costituiscono il Coro arcobaleno del Teatro Massimo, composto da oltre trenta piccoli di tutte le etnie, dalla cinese alla senegalese, dalla bengalese ai tamil, dall’albanese alla peruviana. Il coro è nato lo scorso anno nel quadro delle iniziative della Fondazione lirica rivolte al territorio.

“Il Coro arcobaleno – spiega il sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone – non nasce soltanto per facilitare l’inserimento delle persone provenienti da altri luoghi e da altre esperienze in un contesto già dato, definito, ma è segno di quanto il Teatro vuole impegnarsi per cambiare insieme la realtà esistente. Palermo è una città dove tanti migranti arrivano, tra cui tanti minori non accompagnati, e dove tante comunità risiedono, ci sembra bello che l’Inno nazionale sia stato cantato proprio da questi bambini, a sottolineare che l’Italia è il Paese che li ha accolti”.

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