Regione: “Rifiuti all’estero o sindaci rimossi”, Orlando: “Ordinanza folle”

Regione: “Rifiuti all’estero o sindaci rimossi”, Orlando: “Ordinanza folle”
12 luglio 2018

“Rifiuti all’estero o sindaci saranno rimossi”. Una circolare del dirigente generale del Dipartimento Rifiuti Salvo Cocina lancia l’ultimatum ai primi cittadini dell’Isola. Secondo la Regione chi non raggiungerà la quota del 30% di raccolta differenziata entro il 31 luglio dovrà firmare un contratto con una delle quattro società che hanno partecipato al bando per la spedizione fuori regione dell’immondizia. Pena la decadenza dei sindaci.

Rabbiosa la relazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “In materia di rifiuti, il governo regionale rischia di essere governato, come sono stati governati i suoi predecessori negli ultimi vent’anni – dice il professore in una nota diramata in mattinata -, da una struttura burocratica che ha da un lato favorito interessi speculativi più volte posti all’attenzione dell’Autorità giudiziaria e dall’altro causato gli enormi e gravi disservizi di cui sono stati e sono vittime i cittadini. Oltre a questo elemento prettamente politico, non posso non ricordare che all’indomani dell’insediamento della struttura commissariale ho fornito per quanto riguarda la città di Palermo un dettagliato elenco di interventi e provvedimenti, di esclusiva competenza di quella struttura, che erano allora urgenti e possibili e sono oggi urgentissimi e necessari”.

“Basta ricordare che ad oggi la Regione – prosegue Orlando – non ha neanche risposto a tale nota, perché sia chiaro a tutti come la struttura commissariale sia fortemente indirizzata a tutelare e garantire gli interessi speculativi dei privati. Lo conferma il DDL regionale, in cui chiaramente emerge la volontà politica di sopprimere le poche realtà pubbliche esistenti privilegiando l’affidamenti ad un sistema privatistico contaminato e che, sulle spalle dei siciliani, potrà lucrare sempre di più, puntando alle città metropolitane e su Palermo dove l’esistenza di una partecipata interamente a capitale pubblico ha fino ad oggi escluso interessi speculativi dalla gestione dei rifiuti. Sia l’Anci sia diverse amministrazioni comunali stanno ricorrendo contro la folle ordinanza emanata dalla struttura commissariale. Una ordinanza che oltre ad essere sbagliata nel merito contiene diversi profili di illegittimità nel merito: Basti pensare al fatto che viene chiesto ai Comuni di procedere in soli 15 giorni, in evidente violazione della normativa sugli appalti e quella anticorruzione, alla stipula di contratti per milioni di euro in un quadro del tutto incerto e poco trasparente per quanto riguarda modalità, tempi e costi di smaltimento dei rifiuti. Se proprio si vuole procedere su questa folle strada, che lo faccia la struttura del Commissario, assumendosene tutte le responsabilità”.

A difesa dei Comuni si schiera il Partito democratico. “I cittadini non possono pagare il costo dell’invio dei rifiuti all’estero. Ciò accadrebbe se fossero i Comuni  da soli a dovervi  provvedere, così come previsto dal presidente Musumeci – afferma il presidente del gruppo parlamentare Pd all’ Ars Giuseppe Lupo -. Il presidente della Regione siciliana non si lavi le mani come Ponzio Pilato, scaricando sui sindaci costi e responsabilità dell’emergenza rifiuti con grave danno dei cittadini. Musumeci  revochi piuttosto la disposizione che prevede il commissariamento degli organi dei Comuni nel caso di mancata comunicazione entro il 31 luglio della modalità di trasferimento dei rifiuti oltre confine”.

Ma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una nota, chiede “buon senso, da parte di tutti. Stiamo voltando pagina e dobbiamo farlo assieme ai Comuni, anche a quelli fortemente ritardatari. Peraltro, il dipartimento regionale ‘Acqua e rifiuti’ ha già fatto una direttiva con la quale ha fornito ai Comuni tutti i chiarimenti sulle modalità operative e attuative dell’ordinanza. Gli enti locali hanno a disposizione diversi strumenti per dimostrare il percorso virtuoso intrapreso ed evitare, quindi, le sanzioni. Gli step temporali sono diversi e quindi è solo demagogia sostenere che il raggiungimento dell’obiettivo finale debba avvenire in soli 15 giorni”.



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