La Sicilia ha pronto il bando per inviare i rifiuti all'estero

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I rifiuti siciliani andranno all’estero, si riaccende la polemica sul piano di Crocetta. Il bando per inviare i rifiuti siciliani all’estero predisposto dalla Regione sarebbe pronto. Le discariche sono piene da tempo e per non saturarle ulteriormente, l’unica alternativa, secondo il Governatore Crocetta e la sua squadra, è spedirli altrove. Da tempo si parla di questa possibilità, ora è certo che andranno fuori dai confini nazionali, in attesa di costruire gli impianti di valorizzazione previsti dal Piano regionale. Lo stabilisce un’ordinanza del 1 novembre.La Sicilia ha pronto il bando per inviare i rifiuti all'estero crocetta

Racconta Mario Barresi su La Sicilia:

Già da fine settembre si sentiva il fiato del ministro dell’Ambiente sul collo della Regione: «Le discariche della Sicilia hanno sei mesi di autonomia», disse Galletti in Senato. Mentre indagini della magistratura e procedure dell’Authority di Cantone continuavano a svelare il marcio del sistema rifiuti nell’Isola. Dunque, la decisione. Improrogabile: accelerare sulle prescrizioni del governo centrale, per scongiurare un’altra emergenza e per evitare l’onta del commissariamento.

Primo step: l’invio dei rifiuti fuori dall’Isola. In Italia (nonostante il niet di Torino, sostenuto dalla sindaca Chiara Appendino), ma soprattutto all’estero. Con contatti in Europa (Francia, ma anche altri Paesi del Nord), oltre che in Nord Africa, a partire dal Marocco e dalla Tunisia tanto cara a Rosario Crocetta. L’obiettivo è già stato messo nero su bianco: liberarsi di almeno 180mila tonnellate di rifiuti nei primi tre mesi del prossimo anno. Ma stavolta non sono solo sondaggi: ci sono già pronti almeno due bandi – alla firma del dirigente generale del dipartimento Rifiuti, Maurizio Pirillo, “all’insaputa”, forse, dell’assessora Vania Contrafatto – per altrettante «manifestazioni d’interesse» a ricevere l’immondizia siciliana. Il primo riguarderebbe i «gestori di impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati», il secondo i «termovalorizzatori operanti in ambito nazionale e internazionale». I bandi, che saranno pubblicati nelle prossime ore, offriranno contratti annuali alle ditte interessate. Contatti già avviati con le ambasciate, non si escludono viaggi “diplomatici” di Crocetta nelle prossime settimane.

Aggiunge Antonio Fraschilla su Repubblica:

Il governatore Rosario Crocetta, senza dire nulla all’assessore all’Energia Vania Contrafatto, ha da tempo avviato dei contatti con le ambasciate di Paesi stranieri per cercare di raggiungere accordi sull’invio dei rifiuti della Sicilia. Da tempo sono stati avviati contatti con l’ambasciata francese, quella tunisina e il consolato marocchino.

Crocetta ha firmato anche un’altra ordinanza nella quale chiede a tutti i Comuni e alle Srr, le Società di gestione, la documentazione sugli appalti in essere in materia di raccolta dei rifiuti e differenziata. Nel dettaglio, Crocetta e Pirillo chiedono di avere la relazione su eventuali affidamenti diretti, proroghe di vecchi appalti che non contemplano alcun aumento della differenziata, costi del servizio e tutte le procedure seguite dagli amministratori in materia.

C’è inoltre un’ accelerazione sui termovalorizzatori. A breve partirà la procedura di “esclusione Vas” del Piano stralcio sugli impianti di valorizzazione energetica di 700mila tonnellate di rifiuti.  E la mappa? C’è un punto fermo: i due impianti «più importanti», inseriti nel piano Renzi, che saranno nel Catanese e nel Palermitano. Per il resto soltanto rumor: Lentini, Sciacca, Castellana Sicula, Campobello di Mazara.

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“Proprio come avevamo preannunciato, – commenta il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone – dopo quattro anni di un vergognoso nulla di fatto, il governo Crocetta costringe la Sicilia a inviare i propri rifiuti all’estero, con insopportabili costi che graveranno pesantemente sulle tasche dei cittadini. Una situazione scandalosa, alla quale si aggiungono i contrasti tra il presidente Crocetta e l’assessore Contrafatto, a tutti gli effetti commissariata dallo stesso governatore e dal dirigente generale. Questi signori – prosegue Falcone – lasciano la regione senza alcuna strategia, applicando la sola tecnica del tentativo. Oggi il tentativo del micro impianto, domani quello di trasferire i rifiuti in Piemonte e dopo domani quello di mandarli in Europa o nel Nord Africa. Il fallimento di Crocetta e del Partito Democratico, anche nel settore ambientale, da sempre cavallo di battaglia della sinistra, è eclatante. Porgiamo la nostra piena solidarietà ai sindaci, oggi obbligati a fare fronte ai disservizi di una Regione scanzonata, che costringe i cittadini – conclude – a pagare un dazio inaccettabile, in termini di servizi non resi e di pressione tributaria”.

Legambiente però, questa volta, accoglie, favorevolmente la decisione della Regione di spedire i rifiuti fuori dalla Sicilia, anche se consiglia cautela. “Occorre stare attenti a dove portarli: bisogna impedire affari e speculazioni. Non vogliamo trasformare qualche Paese straniero nella nostra pattumiera”, dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

Che la gestione dei rifiuti fosse al collasso è cosa nota. Lo scorso settembre anche il ministro dell’Ambiente Galletti intervenne mettendo in luce come in Sicilia lo smaltimento dei rifiuti sia stato gestito in forma emergenziale dal 2009, in deroga a tutte le normative. A maggio il presidente Rosario Crocetta chiese un’ulteriore proroga dei suoi poteri straordinari al ministro che gliel’ha concessa imponendo però una serie di obblighi. Potenziare la raccolta della differenziata, una delle priorità e stipulare accordi per inviare i rifiuti fuori dalla Sicilia. Processo che la Regione ha iniziato, ma che non è ancora andato a buon fine. Il sindaco di Torino Chiara Appendino, infatti, a luglio, nonostante l’ok del presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, ha detto di no al Governatore Crocetta facendo così naufragare l’ipotesi di mandare 1.300 tonnellate di spazzatura in quella Regione. Adesso l’ipotesi ritorna al centro della discussione.

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