Rifiuti, nuova ordinanza in Sicilia e scontro ai vertici

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Altra rivoluzione per i rifiuti in Sicilia, con l’immondizia che viaggia da un capo all’altro dell’isola, da Trapani a Catania.L’immondizia di mezza Sicilia, a cominciare da una buona fetta di quella prodotta a Palermo, verrà trasferita a Catania. Lo prevede un’ordinanza della Regione Siciliana. Il tutto mentre in assessorato esplode un altro scontro violentissimo che ha spinto l’assessore Vania Contrafatto, a chiedere la rimozione del direttore generale Maurizio Pirillo.

Pirillo è proprio il firmatario di un decreto che cambia tutto nello smaltimento dei rifiuti.  Tutto nasce anche dalla chiusura della discarica di Melilli, in provincia di Catania, per via dell’inchiesta della Procura di Catania su un giro d’affari che ha coinvolto anche tre funzionari regionali. Chiude la discarica e si dà il via all’effetto domino, che arriva fino a Trapani. Tutti i rifiuti prodotti a Siracusa dovranno essere smaltiti nella discarica di Lentini gestita dalla Sicula Trasporti. Altre mille tonnellate al giorno prodotte fra Palermo, Trapani, Gela e Ragusa avranno come destinazione finale la discarica di Motta Sant’Anastasia, la Oikos. Qui verranno trasportate 300 tonnellate al giorno da Palermo, 150 da Trapani, 50 da Gela e 40 da Ragusa. Inoltre altre 500 tonnellate al giorno viaggeranno dalla stessa Lentini e Motta Sant’Anastasia, il tutto a tempo indeterminato.

Ma qual è il motivo di questo balletto? Evitare che le discariche principali della Sicilia occidentale raggiungano velocemente la saturazione, magari riportando la regione in emergenza in piena estate, a ridosso della campagna elettorale per le Regionali.

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Attenzione, però, perché qualcuno dovrà pagare queste 150 tonnellate al giorno che girano la Sicilia, da Trapani a Catania. Pagherà il gestore delle discariche, che si rivolgerà poi ai Comuni, che aumenteranno la tassa sui rifiuti a carico dei cittadini.

Poi c’è la tensione alle stelle tra l’assessore Contrafatto e il dirigente Pirillo, uomo di fiducia di Crocetta.  Dopo l’inchiesta su Melilli e sul dirigente Mauro Verace (finito ai domiciliari) Pirillo ha criticato l’azione della Contrafatto: «Forse ci si dovrebbe interrogare su quelle zone d’ombra e grigie che amano insinuare, dubitare, “mascariare” ma soprattutto non fare niente in attesa che qualche tozzo di pane arrivi». L’assessore ha chiesto al presidente la rimozione di Pirillo.

«Ho detto al presidente che Pirillo è stato scomposto, irriguardoso e diffamatorio» ha sintetizzato la Contrafatto. L’assessore ha contestato varie inadepienze del dirigente ma il presidente per ora non ha assecondato la richiesta di sostituirlo.