Rifiuti radioattivi, anche il Touring Club Italiano dice no

Il Touring Club Italiano, che ha come mission quella di “prendersi cura dell’Italia come bene comune”, manifesta la sua perplessità in merito alla proposta di alcune aree potenzialmente idonee al deposito nazionale dei rifiuti nucleari evidenziate nella Carta pubblicata a gennaio da Sogin (Società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari nazionali e della gestione dei rifiuti radioattivi).

L’obiettivo, sostiene il Touring Club Italiano, è certamente condivisibile non solo per la messa in sicurezza del nostro Paese ma anche per allinearci alla direttiva europea in materia, visto che nei confronti dell’Italia è stata aperta nei mesi scorsi una procedura d’infrazione. Inoltre, si tratta di una prova di maturità importante per l’Italia, spesso bloccata nei processi decisionali che riguardano la realizzazione di opere strategiche dal prevalere dell’interesse particulare (“purché non nel mio territorio”) su quello collettivo.

Detto ciò, alcune delle 67 aree selezionate per la localizzazione del sito destano parecchie preoccupazioni. Tra i molti criteri utilizzati da Sogin per arrivare a questo primo risultato sono stati presi in considerazione anche quelli culturali e naturalistici ma in modo evidentemente poco efficace dato che ritroviamo tra i Comuni potenzialmente interessabili Matera, i cui Sassi sono notoriamente inseriti nella lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità, così come Tarquinia o Pienza e la Val d’Orcia. L’elenco, non esaustivo, potrebbe continuare citando Calatafimi-Segesta, Tuscania, Altamura, Laterza o Petralia Sottana, che è parte del Parco Regionale delle Madonie.

“Il Touring Club Italiano – afferma il presidente Franco Iseppi – rileva un’evidente incompatibilità tra il valore storico, simbolico ed economico-turistico di parte dei Comuni coinvolti e la presenza del deposito nazionale: per questo auspichiamo che non vengano presi in considerazione nel processo di scelta finale. Non mettiamo quindi in discussione la necessità di individuare un sito, tutt’altro, solo ci preme che la scelta sia fatta in ragione di una valutazione di merito su potenzialità e vocazioni dei singoli territori. Se vogliamo dare concretezza alle dichiarazioni di principio sull’importanza del turismo per la ripresa del nostro Paese, riportate da più parti in questi giorni anche a valle delle consultazioni del Presidente incaricato prof. Mario Draghi e rispetto al PNRR, dobbiamo agire di conseguenza con una rinnovata sensibilità per il patrimonio naturale e culturale che sta alla base dell’offerta turistica stessa”.

Touring Club Italiano è una libera associazione senza scopo di lucro che propone ai suoi soci – destinatari e attori della missione – di essere protagonisti di un grande compito: prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente. Per questo il Touring Club Italiano contribuisce a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico produttive dei territori, attraverso il volontariato diffuso e una pratica turistica del viaggio etica, responsabile e sostenibile.

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